mercoledì 10 ottobre 2007

Osteria La Porta a Monticchiello

Dopo aver fatto una fugace visita a Torrita di Siena e prima di raggiungere la méta del nostro microscopico giro in Toscana, con la mia consorte decidiamo di recarci a Monticchiello attirati dalla fama dell'Osteria la Porta e dall'opportunità di mettere sotto i denti qualcosa di buono.
Appena arrivati, guidati sapientemente da quell'aggeggio infernale che è il tom tom ci troviamo di fronte ad un bellissimo e raccolto borghetto toscano.
Le origini di questo borgo si perdono nel tempo: il primo documento ufficiale sul quale compare Monticchiello risale al 973: il marchese Lamberto Aldobrandeschi lo dà in pegno alla Badia Amiatina, per una cospicua somma. Negli anni successivi Monticchiello apparterrà alla chiesa romana e in particolare ai cavalieri Teutonici (fino al 1230) che essendo un ordine abituato a combattere risultava adatto ad amministrare un territorio di frontiera. Il primo documento relativo al libero comune di Monticchiello reca la data del 1243. Da questo momento, per oltre tre secoli, il castello resta fedele a Siena fino alla sua capitolazione nel 1559 con la guerra franco-spagnola, entrando a far parte, come tutto lo stato di Siena, del Granducato di Toscana.


La cittadina, durante il dominio spagnolo, perde d'importanza e le sue fortezze vengono abbandonate o smantellate. Nel 1777 il Comune di Monticchiello viene soppresso in seguito alle riforme civili e amministrative del Granduca Leopoldo e posto sotto la giurisdizione del Comune di Pienza. Il Teatro povero di Monticchiello, nato nel 1967, realizza un'esperienza di vita e cultura particolarmente interessante. Gli abitanti del posto, infatti, dalla fine di luglio per quasi tutto il mese di agosto con repliche quotidiane mettono in scena nella piazza del paese un autodramma scritto, diretto e completamente messo in scena da loro, lo stesso staff del paese crea le musiche e le scene. Negli ultimi anni le rappresentazioni, "recitate" in tipico dialetto della Val'Orcia sono state suddivise in due parti, la prima delle quali riguardava le esperienze del passato della vita contadina della prima metà di questo secolo e la seconda temi ed argomenti d'attualità. L'esperienza teatrale della gente di Monticchiello da "esperimento popolare" è diventata quindi un esempio significativo del fare teatro in Italia, con giudizi lusinghieri di pubblico e di critica.

Attirati dalla possibilità di mangiare fuori optiamo per prenderci un piccolo tavolinetto sulla verandina dell'Osteria.
E commettiamo un erroraccio: la temperatura è troppo alta e il sudore che versiamo non sarà ripagato dal bellissimo panorama che ci farà comunque compagnia durante il nostro pranzo.
Il servizio è essenziale, dinamico e veloce. Senza fronzoli e parole di troppo.
Il menù è carico di proposte e a farla da padrone sono le specialità locali.
La lista dei vini (bonus) è ben curata, ha tantissimi prodotti toscani (ma va...), ma soprattutto prezzi e ricarichi onestissimi.
Se avessi potuto bere a mio piacimento, avrei ordinato almeno tre bottiglie.
Torniamo al menù: difficile decidere...
Rompo il ghiaccio io optando per pappardelle al ragù bianco con verdure e zafferano, Simo mi segue ordinando i pici alla cinta senese con pomodori secchi.


I pici di mia moglie saranno divini...senza esagerazioni.
Un piatto delicato, ma estremamente buono.
Le mie pappardelle saranno ugualmente buone, ma un po' più' particolari nel complesso.
Personalmente le avrei caricate di meno della speziatura che tendeva a coprire il sapore in alcuni tratti.
Stiamo comunque parlando, sia chiaro, di due buonissimi piatti fatti veramente bene.
Bonus per le porzioni...adatte a viandanti di antico corso che hanno attraversato la maremma a piedi e con sacchi sulle spalle.

La scelta dei secondi è ardua.
C'è voglia di assaggiare tutto, ma anche una certa voce che spinge a non affondare subito i colpi alla prima tappa toscana...
Io prendo due uova cotte ad occhio di bue con tartufo, la mia gentil consorte del prosciutto di cinta senese con fonduta di pecorino e tartufo.
Le mie ove sono buone e l'abbinamento con le scaglie di tartufo ottimo.
Il prosciutto di Simo è straordinario come assolutamente da assaggiare è la fonduta che ci piace e ci colpisce super positivamente anche se calda e mangiata ad una temperatura altissima.


Veramente due grandi piatti che nella loro semplicità colpiscono perché frutto di materie prime straordinariamente buone.
E poi non ti appesantiscono più di tanto...che in estate a 35 gradi è un pregio da non sottovalutare !

Non c'è assolutamente spazio per i pur invitanti dessert proposti.
Si chiude con due caffè.
Il conto finale sarà di 54 euro comprese due acque e una coca cola.
Assolutamente un esperienza da suggerire.


Osteria la Porta
Via del piano 3
Monticchiello (Si)
Tel. 0578\755163



Marco

3 commenti:

  1. Bel posto, belle foto, bei piatti. Complimenti!

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  2. Se capitate da quelle parte andateci, ne vale veramente la pena!!!
    Era tutto molto molto buono.

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  3. Ma non avete bevuto vino ?

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