giovedì 31 luglio 2008

Kellerei Girlan.

La Cantina Cooperativa (Kellerei) Girlan, è la cantina che più ci è piaciuta nel nostro trittico di visite a Cornaiano (o Girlan), anche in considerazione del fatto che sia Tramin che Hofstaetter non erano visitabili e che un inconveniente tecnico ci ha impedito la visita da Arunda Vivaldi, come potrete leggere nelle altre recensioni.

La cantina Girlan è stata fondata nel 1923, con delle idee innovative per l'epoca: remunerare i conferitori in base alla qualità del prodotto che conferivano e distinguere i vini da subito in tre linee, differenti per qualità.
Oggi la distinzione è rimasta e la qualità, per alcuni tipi di vini, si può ben dire elevata e accompagnata sempre da un ottimo rapporto qualità/prezzo.
La superficie vitata è molto ampia, ma comunque circoscritta alla zona di Girlan, dove nelle altre rece avrete visto che vi sono anche Colterenzio, Niedermayr e (questo non l'avete visto dalla mie rece) ve ne sono anche diversi altri, tra cui produttori di spumanti.Tra l'altro la mitica, per me, Arunda, compra le uve qui (il perchè lo trovate su apposita rece).
Il nostro giretto per la cantina Girlan è cominciato, giustamente, in .... vigna.
Ci hanno portato a spasso per quei vigneti che circondano la sede dell'azienda. Nelle foto sotto potete vedere l'indicazione di viti Canernet Sauvignon e il particolare di una vigna che se non ricordo male era di Riesling. Non è che cambi molto perchè come Colterenzio praticamente vinficano tutti i tipi di uva locali e internazionali...



Quella che vedete sotto è invece una vite del 1903 e che fa bella mostra di sè all'ingresso della zona di vinifcazione. Ovviamente da tempo ha esaurito la sua funzione produttiva, ma è rimasta come attrazione (è pure bella grossa...).


Quella qui sotto è invece la macchina di un dipendente aziendalista, che si è preso una bella Balilla, l'ha rimessa in sesto e l'ha personalizzata, pensando bene di aggiungere sul posteriore una bella boccia di Mathusalem !


La cantina è veramente molto bella.
Si vinifica in modi diversi: tini d'acciaio, vasche di cemento e botti di rovere (barriques e altre), e combinazioni di esse. Questo dimostra anche la sapienza nel trattamento differente in base alle caratteristiche delle uve e degli assemmblaggi. Qua sotto Roby accanto ad una bella e grande botte di rovere!


Questo sono io nella barricaia.



Alcune delle botti hanno delle personalizzazioni bellissime, fatte con intagli di legno applicati sulla facciata, normalmente benauguranti (come il santo qui sotto, che se non sbaglio è Sant'Urbano).



Della visita in cantina, dei nostri compagni di visita e del nostro cicerone (e delle sue capacità canore) potete vedere anche nei filmati in fondo al post.

Per quanto riguarda i vini, Girlan ha tre linee:
- Select Art: è la linea di qualità più alta. Fa sia bianchi (Sauvignon, Chardonnay, Gewurztraminer e un passito a base di moscato e sauvignon) che rossi (Schiava, Pinot Nero riserva, Lagrein Riserva, Cabernet Sauvignon Riserva e un passito fatto col moscato rosa).
- Premium: è la linea intermedia di bianchi (sauvignon, pinot bianco, gewurztraminer, muller thurgau e un assemblaggio di pinot bianco e grigio e sauvignon) e rossi (schiava, pinot nero, santa maddalena, merlot, lagrein, cabernet sauvignon, e un assemblaggio di merlot e lagrein).
- Vinum: è la linea base, con bianchi, rossi e rosati di vario tipo.

Passiamo alla degustazione. Di questa cantina in altri tempi avrete già letto del Patricia (linea intermedia), un ottimo Pinot Nero con uno straordinario rapporto q/p. Ne ho regalato una boccia anche a Marco che ci saprà poi dire la sua opinione.
In cantina abbiamo assaggiato anzitutto la Schiava, che si chiama Fass n.9 (per l'azienda è un vino icona, perchè è prodotto ininterrotamente dal 1962), un prodotto della linea intermedia. La schiava a me non piace molto, è un vino leggero, da gustare come antipasto con qualche salume e formaggio non eccessivamente forte. Tuttavia devo dire che il risultato di Girlan, insieme a quello di Hofstaetter è il migliore provato.


Poi abbiamo assaggiato il Cabernet Sauvignon Doss, l'ultimo nato in azienda che all'epoca doveva ancora debuttare sul mercato. Molto buono, anche se in questo caso la concorrenza è molto ampia.


Oltre alla bella cantina da visitare vi è anche una vinoteca per assaggi e acquisti annessa, anch'essa molto interessante esteticamente. Certo, dopo aver visto cosa ha tirato fuori Hofstaetter diventa tutto molto relativo, ma anche in questo caso una visitina la vale se siete in zona.



Stefano.






5 commenti:

  1. emanuela (Jesi)31 luglio 2008 09:40

    Un mito il tipo che vi ha accompagnato nella visita!!

    Complimenti per l'articolo, anzi per la serie di articoli che riguardano la vostra gitarella enologia.

    ciao ciao
    Manu

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  2. ...Ma Matuzalem il giocatore della Lazio ?

    :)


    Marco.

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  3. Grazie Manu. La gitarella è stata bella e istruttiva. Tuttavia devo dire che il tipo-mito all'inizio non ci ha filato molto. Spiegava più ai tedeschi (italiani eravamo solo noi) del tipo che a loro faceva discorsi di 5 minuti e a noi diceva tre parole. Dopo di che mi sono scocciato, gli ho sparato due-tre termini tecnici, tra cui la crio-macerazione, e da li ha cambiato atteggiamento ed è diventato un amicone!

    Per Marco: ma perchè, la segui ancora la Lazio? :)

    Stefano

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  4. Bel pezzo.
    Complimenti a Stefano !


    Zio Luciano.

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