giovedì 18 settembre 2008

Previsioni Ismea sulla vendemmia.

Dagli amici del Corriere del Vino:

La vendemmia 2008 sembra poter recuperare, almeno in parte, le perdite subite dai vigneti italiani nel 2007. E’ quanto emerge, in sintesi, da una ricognizione sullo stato dei vigneti, svolta da Ismea e dal settimanale il “Corriere Vinicolo” dell’Unione Italiana Vini, nella prima decade di luglio.
La campagna, il cui inizio è previsto per il primo di agosto, dovrebbe quindi rivelarsi più generosa di quella precedente, sebbene il recupero previsto potrebbe essere inferiore alle attese per l’influenza delle condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato la primavera e l’inizio dell’estate.
Attualmente, Ismea e Uiv stimano la crescita produttiva pari a +10% rispetto allo scorso anno.

“Tuttavia – segnalano i responsabili di Ismea e Unione Italiana Vini – c’è ancora da fare la ‘conta’ dei danni provocati dalle abbondanti precipitazioni che hanno investito le regioni settentrionali proprio nella seconda settimana di luglio. Proprio le copiose piogge primaverili, poi, che hanno insistito soprattutto nelle regioni centro-settentrionali, hanno favorito l’insorgere di peronospora e botrite. L’incidenza degli agenti patogeni infatti è stata superiore rispetto al 2007.
E’ ancora prematuro quindi azzardare ipotesi sui livelli qualitativi, che però sembrano poter essere buoni laddove si è riusciti a intervenire. In ogni caso l’evolversi della situazione resta subordinato alle condizioni meteo a cui saranno sottoposti i vigneti nelle settimane a venire”.
Se si scende nel dettaglio regionale si osserva un’Italia sostanzialmente divisa in due. Le regioni settentrionali vedono produzioni mediamente stabili o in flessione, mentre man mano che si scende verso Sud si hanno variazioni in aumento sempre più consistenti.
Da segnalare che erano state proprio le regioni meridionali, Sicilia in testa, le più colpite dalle anomalie climatiche dello scorso anno.



Qui di seguito il dettaglio regionale

Partendo dal Nord-Ovest si evidenza l’annata non certo brillante del Piemonte. A fare la differenza è stata la primavera, che si è rivelata una stagione esageratamente fredda e umida, con piogge prolungate. Questo clima instabile ha determinato uno slittamento in avanti della fioritura e dell’allegagione, soprattutto a carico delle varietà più tardive come Barbera, Moscato e Brachetto, che hanno riscontrato anche fenomeni di cascola fiorale.
Le piogge cadute insistentemente tra metà maggio e metà giugno hanno creato ai viticoltori forti problemi per la difficoltà ad accedere ai vigneti e fare i trattamenti, per cui si è assistito ad alcuni attacchi di peronospora, malattia che resta una minaccia costante, così come la botrite. Entrambe potrebbero tornare con virulenza nella fase di maturazione dei grappoli nel caso di un clima estivo piovoso e umido. Il passaggio drastico dal fresco al caldo della terza decade di giugno ha riservato, poi, brutte sorprese anche in termini di oidio.

La vendemmia si preannuncia tutt’altro che abbondante anche in Valle d’Aosta, dove la vegetazione è in ritardo di 10 giorni rispetto a un’annata normale e di 20 giorni sul 2007. Le diverse fasi fenologiche, dalla cacciata all’allegagione, sono da considerarsi tra il buono e il mediocre, con attacchi di patogeni, peronospora e botrite in particolare, superiori alla media.

Potrebbe risultare inferiore allo scorso anno anche la produzione della Lombardia a causa di un’eccessiva piovosità che ha danneggiato i vigneti. A una buona cacciata, infatti, è seguita una fioritura mediocre e anche l’allegagione non è stata all’altezza delle aspettative. Il clima umido, inoltre, ha favorito lo sviluppo delle tipiche malattie della vite come peronospora, oidio e botrite, anche se i tempestivi interventi hanno permesso di circoscrivere i danni. Una zona che sembrava “fuori” media rispetto al resto della regione è la Valtellina dove la produzione si attendeva in netta crescita rispetto allo scorso anno; le piogge di metà luglio hanno tuttavia ridimensionato notevolmente le aspettative.

La cattive condizioni meteo sono alla base della flessione produttiva della Liguria. Le piogge di giugno, infatti, hanno favorito gli attacchi di peronospora.
Per il Trentino Alto Adige, invece, si prospetta una produzione sostanzialmente in linea con quella del 2007. Dopo lo straordinario anticipo vegetativo registrato lo scorso anno, nel 2008 il vigneto regionale ha seguito un calendario considerato normale. Le piogge hanno favorito un rigoglioso sviluppo vegetativo che ha richiesto ingenti interventi di sfogliatura e di cimatura della chioma del vigneto stesso.
Nella provincia di Trento fioritura e allegagione sono state buone, sebbene si sia registrata cascola su varietà come Pinot grigio e Cabernet. Non si rilevano particolari danni da patogeni grazie ai tempestivi interventi, sebbene sia stata rilevata presenza di peronospora, botrite, tignola e tignoletta.
Nella provincia di Bolzano a una buona fioritura ha fatto seguito un’allegagione mediocre. Qualche danno è stato causato dalla grandine.

Anche per il Friuli Venezia Giulia il volume produttivo 2008 non dovrebbe discostarsi in modo significativo da quello dello scorso anno. Rispetto alla media stagionale il ciclo fenologico della vite si presenta in ritardo di 15 giorni, con una vegetazione lussureggiante grazie alle abbondanti precipitazioni dei mesi di maggio e giugno. Queste ultime, però, hanno condizionato l’allegagione, dando origine a grappoli spargoli e, inoltre, stanno esponendo i vigneti a un elevato rischio di peronospora. La botrite era già comparsa in fioritura, ma sono stati eseguiti trattamenti specifici e, ad ora, non si segnalano attacchi al grappolo. Data l’epoca fenologica, in ritardo rispetto agli anni passati, è ancora prematuro giudicare l’eventuale presenza di focolai di questa malattia sugli acini. Sotto controllo anche gli attacchi di tignola.

Il ritardo vegetativo caratterizza anche il vigneto del Veneto. Rispetto alla norma lo slittamento è di circa una settimana, mentre è calcolabile in 15-20 giorni se confrontato con il 2007. Sebbene le previsioni produttive si presentino abbastanza diversificate tra le diverse aree viticole della regione, si stima che il risultato finale, allo stato attuale, possa replicare quello dello scorso anno. Sul fronte fitosanitario sono stati registrati attacchi di peronospora e botrite, ma con danni contenuti.
Nella zona del Soave lo stato di salute del vigneto è molto buono grazie anche alla scarsa incidenza dei patogeni; in alcune zone si è presentato il problema dell’acinellatura.
Situazione soddisfacente anche in Valpolicella dove, comunque, le piogge continue e ripetute hanno talvolta reso difficili le operazioni per la difesa fitosanitaria. Le basse temperature in fioritura hanno determinato la cascola del fiore e grappoli spargoli.
A Valdobbiadene, inoltre, si stanno valutando i danni causati dalle piogge e dalla grandine di fine giugno e inizio luglio che hanno colpito le zone del Prosecco. Qualche problema da peronospora si registra nella zona di Bardolino-Custoza.

Tra le regioni del Nord - Est fa eccezione l’Emilia Romagna, per la quale si prevede una decisa ripresa rispetto alla performance 2007. Il clima freddo ha determinato uno sviluppo vegetativo in lieve ritardo rispetto alla media stagionale. Le diverse fasi fenologiche, dalla cacciata all’allegagione, sono state buone, e solo in tarda primavera si è avuto qualche attacco di peronospora.

Scendendo nelle regioni centrali si osserva il forte recupero atteso nelle Marche, regione che lo scorso anno aveva sofferto molto per la crisi idrica. Lo stato vegetativo della vite nelle sue diverse fasi fenologiche rientra nella media stagionale, ma, a differenza di quanto avvenuto nella campagna 2007, si registra una notevole carica di grappoli dovuta a una buona cacciata, alla quale hanno fatto seguito fioritura e allegagione all’altezza delle aspettative. L’eccessiva carica di grappoli ha provocato fenomeni di acinellatura. Il pericolo peronospora incombe, comunque, anche sul vigneto marchigiano. Già nelle prime fasi fenologiche, infatti, la forte variabilità delle condizioni meteo non ha permesso agli agricoltori di pianificare le difese preventive mediante lotta integrata.
C’è molta attenzione, quindi, verso questo patogeno che, se non correttamente contrastato, potrebbe erodere parte del recupero produttivo atteso.

Prospettive di crescita, ma con intensità sicuramente inferiore a quella marchigiana, anche per la Toscana, dove lo sviluppo vegetativo è nella norma. La situazione è piuttosto buona su tutto il territorio regionale, dalla fascia costiera alle zone più interne. Una piovosità superiore alla media ha acceso focolai di peronospora e botrite, peraltro ben controllati da tempestivi trattamenti. Al momento ci sono buone aspettative sulla qualità delle uve.

Anche per il Lazio si attende una produzione superiore rispetto a quella dello scorso anno. Un inverno regolare ha fatto partire puntualmente il ciclo vegetativo, e la cacciata è stata ottima. La primavera è stata molto piovosa e con temperature inferiori alla media stagionale, ciò nonostante il ciclo vegetativo rimane puntuale nelle zone costiere e leggermente in ritardo nell'entroterra. I grappoli sulle viti sono numerosi e molti viticoltori si apprestano a effettuare diradamenti in vigna per migliorare la qualità del prodotto. Nel momento del cambio di clima, intorno al 20 giugno, con l'innalzamento delle temperature e i terreni ancora umidi, si è rilevato qualche focolaio di peronospora, nei confronti della quale – così come verso l’oidio - l'attenzione resta alta.

Non sembra, invece, che il 2008 sarà una delle annate più generose dal punto di vista produttivo per l’Umbria. Infatti, ad una prima fase dello sviluppo vegetativo piuttosto promettente, con un inverno nella norma, non ha fatto seguito una primavera dello stesso tenore. Maggio e giugno sono stati caratterizzati da frequenti piogge che, se da un lato hanno ricostituito le riserve idriche, dall’altro non hanno permesso ai viticoltori di entrare nei vigneti nei tempi giusti per un’efficace difesa, in particolare contro la peronospora. A destare preoccupazione sono i danni che potrebbero essere stati portati alle viti dai violenti temporali di fine giugno, accompagnati in larghi tratti della provincia di Perugia anche da grandine.

Scendendo verso il sud della Penisola i recuperi produttivi attesi sono molto significativi a partire dall’Abruzzo. La vendemmia 2008, ad oggi, promette molto bene. Le prime fasi vegetative sono da considerarsi ottimali e anche sullo stato fitosanitario non ci sono particolari preoccupazioni. Gli attacchi di peronospora e oidio sono stati pochi e subito circoscritti da tempestivi trattamenti.

Tutto procede per il meglio in Puglia, con una produzione che si presume possa tornare in linea con la media degli ultimi cinque anni. Lo sviluppo vegetativo presenta qualche giorno di anticipo rispetto a un calendario considerato nella norma e non ci sono particolari allarmi per lo stato di salute dei vigneti. Anche le avversità climatiche non hanno prodotto danni degni di rilievo. Le grandinate di giugno, ad esempio, hanno insistito solo su un ristretto territorio della zona settentrionale della regione con ininfluenti ricadute sulla produzione.

In recupero anche il vigneto della Campania, dove la situazione sembra evolversi secondo un calendario normale. C’è molta attenzione sulla peronospora, la cui presenza sembra superiore alla media a causa delle eccessive piogge primaverili e di inizio estate.

Attese per un riallineamento della produzione sui livelli medi degli ultimi cinque anni per Calabria, Molise e Basilicata. Alcuni areali calabresi hanno risentito di carenza idrica, mentre sul fronte fitosanitario si segnalano attacchi di tignola su alcune varietà bianche. In Molise, invece, si registra una presenza superiore allo scorso anno di oidio e botrite.
Il ritorno sulle medie stagionali è stimato anche in Sicilia, regione che più di ogni altra lo scorso anno aveva subito perdite produttive dovute a siccità e maltempo. Si attende infatti una decisa ripresa produttiva grazie a una stagione che, fino ad ora, è risultata ottimale. Lo sviluppo vegetativo, in anticipo di circa una settimana rispetto allo scorso anno, ha esordito con un’ottima cacciata, seguita da una buona fioritura e allegagione. Solo alcune varietà hanno grappoli spargoli. I vigneti, alla vigilia della vendemmia, presentano un’ottima vigoria grazie anche alla sostanziale assenza di malattie. C’è ottimismo anche sul versante della qualità delle uve.

Passando, infine, all’altra delle isole maggiori, la Sardegna, si prevede una stabilità dei volumi rispetto allo scorso anno e una buona qualità delle uve. Le viti sono in buono stato dal punto di vista sia sanitario sia vegetativo. Ovunque, cacciata normale per le uve sia a bacca bianca sia a bacca nera e anche fioritura e allegagione sono state nella norma. La situazione, comunque, non è omogenea all’interno della regione. Al Nord e al Centro c’è una buona produzione, mentre al Sud il vento di scirocco di maggio ha creato qualche problema alle viti con relativa perdita di produzione. Il problema del caldo e della siccità potrebbe, inoltre, creare ulteriori problemi in fase di invaiatura se non si potesse intervenire con l’irrigazione di soccorso.



Speriamo bene!



Stefano.

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