giovedì 27 novembre 2008

La Madonnina del pescatore.

Sabato 27 settembre scorso i miei genitori hanno festeggiato i 33 anni di matrimonio.
Insieme a Marco e a Gabriele (mio fratello) abbiamo pensato di regalare loro una cena un po' particolare.
Vi abbiamo già parlato del Clandestino Susci Bar di Portonovo e in molti conosceranno l'estro dello chef Moreno Cedroni.
Ebbene, la scelta del locale per la cena è caduta nel suo “Madonnina del Pescatore”. Il locale si chiama così perché si trova lungomare a Marzocca e davanti, proprio sulla spiaggia c'è una figuretta con una Madonnina appunto e, appoggiate nella spiaggia le tante barchette dei piccoli pescatori locali.
Questo ristorante più che un locale è definibile con il termine “un'esperienza”.
Appena entrati una ragazza ci prende gentilmente le giacche e i cappotti (sì era quella settimana in cui più che a settembre sembrava di essere a novembre inoltrato, almeno da noi) e li appende per noi. Successivamente uno dei camerieri ci accompagna al tavolo. Devo dire che la tavola apparecchiata e l'atmosfera mi ha messo un po' in soggezione e non sono riuscita a scattare nemmeno una foto ai piatti (scusa Marco!!), ma poi anche perché il nostro tavolo era posizionato al centro esatto della sala, sotto agli occhi di tutti e in diretto contatto con lo scorcio di cucina che Cedroni ha deciso di far vedere agli ospiti del suo ristorante.
Comunque, veniamo alla cena.
Data la fama del posto e la curiosità di provare i piatti, abbiamo tutti optato, come prima volta, per i menù degustazione proposti dal ristorante stesso (e che Marco ed io conoscevamo a memoria essendo anche disponibili nel sito web della Madonnina).
La proposta conta di 2 menù: uno più tradizionale e l'altro più ricercato e particolare. I menù li fanno solo per almeno 2 persone e nel prezzo indicato non sono comprese le bevande (nessuna!).
Mentre decidiamo e analizziamo anche le altre proposte del menù, rimango un po' male nel realizzare che nessun “aperitivo di benvenuto” viene offerto dal locale (ma di questa cosa si faranno in parte perdonare più avanti nella cena).
Mia mamma ed io scegliamo il menù più estroso (13 mini portate a 140 Euro), mentre i maschietti optano per il menù tradizione (10 mini portate a 100 Euro).
Nell'attesa dopo aver ordinato, ci portano un piattino ciascuno con il pane composto da due grissini ai semi di sesamo, 2 crackers integrali, un pane normale e uno al nero di seppia caldi e ci versano un olio in un piattino da degustare con il pane.
Ci portano anche una specie di pellicola fotografica con i nomi dei piatti che andremo a degustare e l'anno di ideazione del piatto stampati sopra che possiamo consultare durante la cena e portare a casa...ecco perché di questo trovate la foto qui sotto.



Riguardo a quanto abbiamo mangiato mi limito ad elencare i nomi dei piatti.

MENU' TRADIZIONE:
- 2003 Viaggio intorno ad un'alice con Gelatina di Americano
- 1998 Scaglie di baccalà salate in casa, paté di olive nere e riso croccante
- 1996 Ventresca di tonno in porchetta con patate e fagiolini
- 2002 La scatoletta di pesce gusto Simmenthal
- 1984 Brodetto alla senigalliese con testola e granchio
- 2003 Gnocchetti di patate ai frutti di mare in salsa aglio, olio e peperoncino
- 2002 Bocconcini di rombo fritti con zucchine e salsa giardiniera
- 2006 Magnum al cioccolato
- 2003 Tiramisù con il pane del giorno prima
- 2007 Tropico del cancro

MENU' INNOVAZIONE
- 2008 Pinzimonio di germogli con ACE
- 2008 Il mare
- 2008 Gambero rosso croccante, granita al lemon grass e salsa di cocco
- 2006 Capesante brasate con pomodori gratinati, salsa ai finocchi
- 2007 Rigatone all'arrabbiata con alici fresche e melanzane
- 2006 Tortellini di carciofi con rombo e fegato grasso
- 2007 Baccalà con insalata sbollentata e maionese al cappero
- 2008 Coscia d'anatra arrostita
- 2006 Sorbetto di toma
- 2006 Bounty di seppia
- 2007 Zuppa di mango Fisherman e ciliegie, gelato all'acquavite di visciole, spuma di yogurt di capra
- 2006 Zabaione ghiacciatissimo
- 2007 Tropico del cancro

Per quanto riguarda il mio menù posso dire che il pinzimonio iniziale non mi ha lasciato proprio nulla, come pure la zuppa di mango (ma quello per via del balsamico delle Fischerman che proprio mi da fastidio, ma è una cosa mia personale), mentre tutto il resto era sicuramente ottimo, eccezionale direi.
Mi hanno particolarmente colpito la Coscia d'anatra e il fois gras del piatto precedente (lo so, lo so ... non è pesce .... ma a me il pesce piace fino ad un certo punto....in questo tipo di ristoranti piace sempre devo dire!) probabilmente perché in genere sono piatti che non gradisco ed invece erano strabilianti (mi sono sentita per un attimo Ego di Ratatuille quando assaggia appunto la ratatuille cucinata dal topino) e il baccalà con il cappero che aveva un gusto assieme delicato e piccante in una armonia di sapori difficile da descrivere.
Come un'altra cosa eccezionalmente ed inaspettatamente sorprendente è stata il Buonty di Seppia. Gli ingredienti sono proprio quelli che il nome suggerisce: cioccolato, cocco e seppia che letti così fanno quasi quasi salire un conato di vomito dallo stomaco; vi assicuro che appena assaggiato l'istinto è quello di chiamare il cameriere e chiederne un'altra decina!

Venendo invece all'altro menù, riporto le sensazioni di Marco.
Quello che lo ha colpito del menù tradizionale è stato ritrovarsi in bocca tutti sapori già conosciuti perché assaggiati a casa o in altri ristoranti della zona, ma decisamente nuovi perché rielaborati e presentati in modo artistico. Dice che se dovesse sceglierne uno su tutti sarebbe la Ventresca di tonno in porchetta e il Viaggio intorno ad una alice che è consistito in 3 assaggini a base di alice cucinati in maniera estremamente diversa da tutto (dalla gelatina, al gelato): sublime.

Anche i dolci veri e propri sono stati degni di nota.
Su tutti lo Zabaione ghiacciatissimo che è stato per me la realizzazione di una curiosità morbosa che avevo. Seguendo diversi blog di cucina mi avevano incuriosito moltissimo le muosse fatte con il sifone e le letture che avevo fatto qua e là sulla tendenza degli ultimi anni di alcuni chef di cucinare con l'azoto liquido (che io conoscevo in quanto è stata l'unica cura efficace per sconfiggere una concentrazione di verruche che avevo su un tallone e che mi sono portata dietro per 3 o 4 anni!!). Lo Zabaione ghiacciatissimo è esattamente le due cose: un cucchiaio di spuma di zabaione fatta con il sifone, immerso per pochi secondi dell'azoto liquido e servito immediatamente – tutto il processo avviene infatti al tavolo.
Una cosa divertente da mangiare per le sensazioni tattili che si provano in bocca (a parte mia mamma che si è ustionata una piccola porzione di lingua) e ottima al gusto per la bontà della crema!
Torniamo alla narrazione.
Dato che le portate del menù innovativo erano 3 in più dell'altro, Cedroni è stato così carino che ci ha fatto portare anche per i maschietti del tavolo 2 delle 3 pietanze dolci di differenza e Marco, che è stato l'unico di noi a prendere il caffè, ha fatto in modo anche noi quattro potessimo letteralmente godere del cremino e della granita al Varnelli (il liquore all'anice più famoso delle Marche) che ci hanno portato.

Che altro dire su questa cena.
Unica e particolare sono i soli aggettivi che mi vengono in mente.
Come dicevo all'inizio del post “un'esperienza”.
Abbiamo avuto 14 cambi completi di posate e la sostituzione del tovagliolo di Marco quando si è alzato per andare in bagno....questo forse un po' eccessivo.
Moreno Cedroni è uno chef estroso, uno sperimentatore e decisamente un creativo. Molti dicono che andare alla Madonnina è ogni volta diverso perché se Moreno è in vena di sperimentare puoi apprezzare oppure proprio no.
Devo dire che per questa cena siamo stati tutti in piena sintonia con lui.
Mi avevano detto che lui al ristorante non c'è quasi mai perché preso dagli impegni in giro per l'Italia in trasmissioni televisive o simposi di grandi chef, invece quel sabato era lì e dalla nostra posizione con vista cucina lo abbiamo potuto anche vedere all'opera....e, anche se molti non lo sanno io non sono una persona molto fortunata!
Certo abbiamo speso molto (652 Euro per 5 persone compresi di 2 bottiglie di vino, una da 30 e una da 25, 4 bottiglie d'acqua e un caffè), ma lo sapevamo già prima di prenotare, però la composizione di ogni piatto, l'accostamento cromatico e la perfetta armonia dei sapori ha appagato quasi tutti i nostri sensi in maniera completa.

Ultima nota riguardante il settore vini.
Abbiamo preso il Sauvignon cileno Santa Rita (mi pare) perché io lo adoro e mi piace tantissimo e Marco ha scelto una IGT siciliana di cui non ricordo il nome né la cantina, ma meglio così perché non ci è piaciuto per niente.
La carta dei vini mi è sembrata completa ma non enorme...per fortuna perché non sopporto di passare mezz'ora davanti alla carta dei vini per leggere nomi e nomi di bottiglie con dei ricarichi pazzeschi che per la maggior parte non si conoscono e si ha timore di ordinare per quello che costano (e se poi non ci piace??).
Io sono per il vino al bicchiere servito in abbinamento al piatto che mi stanno servendo...magari alla fine pago lo stesso 30 o 40 euro di vino, ma almeno ho degustato 7/10 vini diversi....certo è uno sforzo in più per il sommelier, ma abbiamo studiato per questo!
E, a proposito del sommelier. Quella sera, il nostro non ci è sembrato particolarmente preparato, oppure decisamente non era la sua serata.
Oltre ad aver continuato a versare il vino a mia mamma dopo che lei gli aveva ripetutamente detto che non ne voleva più (con il risultato che abbiamo buttato un calice intero di vino), oltre a non ricordarsi per ben due volte il nome del vitigno autoctono del vino siciliano e a non aver riconosciuto due miei suggerimenti come vitigni siciliani, alla fine mi ha pure portato via quel goccino di Sauvignon che mi ero lasciata per chiudere la cena prima dei dolci.

Hanno detto tutti che sarei stata meglio io, ma i miei, si sa, sono di parte.

Madonnina del Pescatore Ristorante
Lungomare Italia 11, Marzocca di Senigallia, AN
tel. +39.071.698267
www.madonninadelpescatore.it

6 commenti:

  1. 652 euro....?
    Leggo bene o c'è un errore ?

    RispondiElimina
  2. emanuela (Jesi)28 novembre 2008 09:17

    No Anonimo leggi bene. Se pensi che ogni menu' degustazione costava dalle 100 alle 140 euro ed eravamo in 5....i conti sono quelli....ma lo sapevamo prima di andarci che avremmo speso quella cifra. D'altra parte sono posti in cui - purtroppo visti i prezzi - ci possiamo permettere una volta ogni 5/6 anni!

    RispondiElimina
  3. Complimenti per il bellissimo pezzo.
    La cosa che devo dire mi è sembrata più strana è che Marco ha preso il menù a 10 portate invece che quello a 13. Scelta meditata o stava male?

    :)

    Stefano

    RispondiElimina
  4. emanuela (Jesi)1 dicembre 2008 10:34

    No, non stava male....ma ha preferito andare sulla tradizione (tanto comunque ha assaggiato tutto il resto da me!!)
    ;)

    Emanuela

    RispondiElimina
  5. Effettivamente anch'io la prima cosa che ho detto è stata 652 euro ?
    Porca paletta...na cifra!
    Però poi ripensandoci ho capito.

    La domanda è lecita,e vale per tutti questi grandi chef non solo per Cedroni, che materie prime devono usare per farmi pagare quelle cifre ?
    Ed a seguire: ci andreste mai in un ristorante del genere ?
    Cosa mettete sul piatto della bilancia nel confronto di un'esperienza gastronomica del genere ?
    Io vi dico....sulle materie prime non so giudicare perchè sono ignorante e potrei esser fregato una volta si e l'altra pure.
    Non andrei mai ad un locale del genere perchè la stessa cifra la utilizzerei per comprarmi delle bottiglie particolari.
    Vorrei sentire altri pareri...

    Marco.

    RispondiElimina
  6. stefano sabatini21 novembre 2009 16:32

    provare per credere: una o più volte nella vita ci si può anche togliere uno 'sfizio' e credetemi.... merita proprio

    RispondiElimina