mercoledì 22 ottobre 2008

Banfi: dissequestrate le bottiglie



Da La Nazione 21 ottobre 2008:
Un sospiro di sollievo, forse anche qualcosa di più.
La Procura di Siena ha disposto il dissequestro della bottiglie di Brunello prodotto dalla Banfi, la più grande azienda di Montalcino e una delle più note fra quelle coinvolte nell’inchiesta sul presunto mancato rispetto del disciplinare. Il dissequestro, come informa la stessa Banfi, è avvenuto dopo che "la Procura ha determinato la piena conformità al disciplinare". "Una decisione che chiude definitivamente il caso della Banfi - dice con soddisfazione Cristina Mariani-May, proprietaria della cantina -. Con la definitiva ‘liberazione’ del nostro Brunello possiamo finalmente tornare a dedicarci, con rinnovata passione e dedizione, a quella instancabile ricerca dell’eccellenza che ci ha resi famosi ed apprezzati nel mondo".

La Banfi era, fino a ieri, una delle poche aziende a non aver ancora ottenuto 'indietro' il vino sequestrato nella primavera scorsa. A inizio estate era stata sbloccata la produzione di Antinori, nelle scorse settimane quella di Frescobaldi. "Siamo molto soddisfatti - commenta Patrizio Cencioni, presidente del consorzio del Brunello - soprattutto perché la procura ha riconosciuto la piena rispondenza al disciplinare di produzione. Oltretutto, la situazione della Banfi era la più difficile, perché si tratta dell’azienda con la produzione più consistente e con più elevato numero di dipendenti". Ma non è solo il dissequestro in sé a gettare uno spiraglio di luce su Montalcino, piuttosto la sensazione che la fase istruttoria dell’inchiesta della Procura di Siena sia ormai prossima alla conclusione.

"Speriamo di essere vicini alla chiusura delle indagini - conferma ancora Cencioni - e che il dissequestro della cantina Banfi sia il segnale dell’esito positivo per l’intera vicenda". Previsioni di altro genere nessuno se la sente di farne, certo è che poter tornare a vendere il vino a Montalcino è di per sé qualcosa di molto importante. Per ora i sigilli sono stati tolti al vino dell’annata 2003, ma certo è che l’incubo Brunello si sta allontanando.

Che dire? Qualcuno deve pur pagare: se la Banfi avesse sbagliato, sarebbe stata giusta una punizione durissima, perchè si infangava il nome del nostro prodotto enologico più conosciuto al mondo. Ma se a sbagliare è stato qualcun altro dalla parte opposta della barricata, deve essere punito secondo me con altrettanta durezza, anzi direi ancor di più. Perchè è allora costui ad avere infangato il nome di cui sopra, oltre alle aziende citate. Come si fa a smuovere mari e monti, come si fa a demonizzare delle aziende durante la nostra fiera enologica, come si fa a sputtanare un mondo e il suo indotto e poi ci si ritrova con "una piena aderenza al disciplinare"? Non ci credo, ditemi che non è vero. A questo punto o qualcuno ha risolto diversamente o qualche altro è matto da legare, anche se ci ha lucrato sopra.

Questa è l'Italia, signori, il paese del pressapoco.

Stefano.

1 commento:

  1. A me è sembrata e sembra l'ennesima montatura giornalistica...


    Marco.

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