martedì 31 luglio 2007

...Voi quale preferite ?

Estate e caldo.
Tempo di bianchi freschi, da bere mentre si mangiano crostacei o spaghetti allo scoglio.
Da bere come aperitivo al bar mentre si attende che qualche deficiente sposti l'auto in terza fila che vi blocca la vostra...in seconda.
Bianchi da conoscere per la prima volta o da riscoprire se nel tempo è cambiato l'enologo della cantina.
Bianchi da confrontare, senza lasciarsi andare alle mode ed alle illusioni delle bocce "regalate" ad un euro e ottanta...

Parliamo di due buoni vini bianchi: il Greco di Tufo "targato" Feudi San Gregorio e quello "targato" Mastroberardino.
Pur avendo lo stesso nome e essendo abbastanza simili...non godono di unità di vedute da parte di gran parte degli appassionati avvinazzati che conosco.
Anzi, se durante una cena di enostrippati si prununcia uno dei due nomi si scatena il finimondo...a favore o contro.




Il Feudi San Gregorio ha un colore giallo paglierino molto deciso e, per gli enosboroni, un profumo di vaniglia e felce.Qualcuno puo' parlare , a ragion veduta, di un finale, per alcune annate di pesca...
E' un vino che, puo' piacere o non piacere, è equilibrato, si sposa bene con il pesce e ha una buona struttura.


Anche il Mastroberardino ha un colore giallo paglierino che non passa inosservato, al naso da un profumo piu' o meno fruttato, in base alle annate, ma generalmente tendente alla mela ed alla pera.
Anche questo ha un buona struttura ed un sapore morbido, ma deciso.

Per Entrambi i vini viene consigliata la temperatura di servizio intorno ai 10°C.
Il loro prezzo è tra i nove ed i dieci Euro.

Adesso sbilanciatevi: quale preferite ?
Io, di misura, preferisco il Feudi.



Marco.

lunedì 30 luglio 2007

La Rotta del Vino 2007








Questo articolo me lo ha girato il mio amico Walter: grande velista ma sopratutto grandissima spugna e attento osservatore del mondo enogastronomico. Spero che si convincerà a collaborare con noi.




Prendete trenta yachts ed altrettanti skipper smaniosi di confrontarsi e di arrivare per primi alla boa del traguardo. Imbarcate su ognuno di questi yachts un bravo e conosciuto chef dotato di un pizzico di spirito marinaro. Aggiungete trenta aziende vitivinicole della Costa Toscana, con Bolgheri a fare da nocchiero a zone DOC come Montescudaio, Val di Cornia, Colline Pisane, Lucchesi e Montecarlo. Il mix che ne risulta è la regata enogastronomica "La Rotta del Vino", nata nel 2004 per iniziativa del Marina di Cala de' Medici, l'approdo turistico di Rosignano-Castiglioncello che si è dato come obbiettivo quello di diventare il primo Porto del Gusto del Mediterraneo.


Un'operazione di intrattenimento per i diportisti, ma anche un'importante azione di marketing territoriale, intesa a legare gli amanti del mare con un entroterra ricco di tesori archeologici, storici, ambientali, ma anche e soprattutto di vini la cui rinomanza ha fatto da tempo il giro del mondo.
Siamo nella patria del Sassicaia, distante solo quindici minuti di strada dal Marina. Siamo in un'oasi benedetta dalla natura, ricca di borghi medioevali, di panorami mozzafiato che legano il verde delle vigne al celeste intenso del mare, di cantine accoglienti e produttori desiderosi di condividere i loro tesori enologici con gli appassionati di qualsiasi provenienza.


In questo scenario gli chef si sfideranno in una due giorni di gare ai fornelli, quelli piccoli e angusti, non sempre basulanti, delle barche da regata. Il sabato prepareranno, durante lo svolgimento della regata, un primo piatto di carne o di pesce, a loro scelta, ma che dovrà rigorosamente essere realizzato in barca e accuratamente abbinato con uno dei vini dell'Azienda Vinicola collegata. La domenica toccherà ad un secondo piatto, abbinato ad un altro vino della stessa azienda. Ad accoglierli vi sarà la Giuria, composta da noti giornalisti delle principali Guide dei Ristoranti italiane, che stilerà una classifica gastronomica. Questa, messa in relazione con l'ordine d'arrivo della regata, darà origine alla classifica combinata che metterà in risalto il migliore connubio tra barca, cucina e vino.


Ma la Rotta del Vino non è solo regata: durante tutto l'anno, una serie di iniziative permettono al pubblico di entrare in contatto con i protagonisti dell'evento. Ogni mese, da febbraio a luglio, vengono organizzate visite e cene gourmet nelle cantine partecipanti: buona cucina e piacevoli libagioni consolidano quella fratellanza fra mare e terra iniziata durante la regata. Nel mese di maggio, tutti i ristoranti partner ripetono per una settimana menu ed abbinamenti realizzati durante la regata: tutti hanno così la possibilità di verificare la bravura degli chef e la perizia nella difficile arte del matrimonio cibo-vino.


A giugno un'altro evento: Walkin' Food: ovvero il cibo di strada delle più strette tradizioni locali, toscane, ma anche regionali italiane ed internazionali. Nell'edizione 2007 ( 2 e 3 giugno), l'ospite d'onore è stata la Napoli del Pere e o' Musso, del Bror'e purpo, del mangiamaccheroni, mentre gli altri chischi erano animati dai trippai fiorentini, dalla cucina Goym di Pitigliano, dalla fogaccia garfagnina, dai gelati "veri". Un'ottima preparazione per l'esposizione di prodotti enogastronomici "Banchine Aperte" che si tiene in contemporanea con La Rotta del Vino a settembre.


Una buona occasione da non perdere, insomma, per avere un panorama aggiornato sullo stato dell'arte della gastronomia e dell'enologia della Costa Toscana.


sabato 28 luglio 2007

La Rosa di Alessandria, di Manuel Vazquez Montalban.

Questo libro di Montalban è stato per me un vero supplizio:l'ho cominciato ed interrotto almeno tre volte.
Le 240 pagine mi son sempre sembrate pesanti e mai piacevoli.
Strano,anzi stranissimo perchè sono al settimo o all'ottavo libro di questo autore e li ho trovati tutti molto belli, interessanti e scorrevoli.
Veniamo al libro.
Un nuovo, misterioso delitto in casa Carvalho: Encarnacion, cugina di Charo, l'amante prostituta di Pepe, viene trovata orribilmente squartata a Barcellona... Nello stesso tempo, il marinaio Ginés Larios fugge da Trinidad sulla nave da carico "La rosa di Alessandria".

Cittadine spazzate via dall'emigrazione e dalle finzioni del progresso, antichi feudi e nuovi socialisti, terre desolate, sordide vicende di prostituzione occulta e tradizioni sostituite dal vuoto: su uno sfondo di depravazione e indifferenza, i destini dei personaggi si intrecciano, si incrociano, si intorbidano intorno alla figura del goloso detective catalano, che neanche questa volta riesce a rinunciare alle leccornie e alla instancabile ricerca della verità.
Un giallo a tinte forti per chi è ormai di casa, o stava solo aspettando l'occasione di entrarci, nello studiolo sulle Ramblas del più famoso investigatore privato di Spagna.


La Rosa di Alessandria, Universale Economica Feltrinelli, prezzo Euro 6,50.

Marco.

venerdì 27 luglio 2007

Rapporto Unioncamere sul settore vitivinicolo




Italiani un po’ più sobri, decisamente più bravi a selezionare le eccellenze, saldamente leader del mercato mondiale e, alla fine, più ricchi grazie all’industria vitivinicola. Questa la sintesi degli ultimi dieci anni di trasformazioni del settore analizzati in profondità dal “Rapporto sul settore vitivinicolo 2007”, realizzato da Unioncamere con la collaborazione dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne e Nomisma.


Obiettivo primario del Rapporto, presentato oggi, è quello di fornire un utile strumento conoscitivo a imprese, studiosi, policymakers sia delle recenti performance del settore vitivinicolo italiano sui mercati europei e mondiali, sia delle dinamiche del settore in termini di crescita imprenditoriale e produttiva, con particolare attenzione ai vini di pregio - V.Q.P.R.D., vini di qualità prodotti in regioni determinate (DOC e DOCG) - e a quelli IGT, principali responsabili del successo del Made in Italy nel mondo.


Nei dieci anni analizzati – dal 1995 al 2005 – il settore vitivinicolo nazionale ha conosciuto profonde trasformazioni produttive e nei comportamenti dei consumatori: la quantità di vino prodotta si è ridotta del 4,5%, il consumo interno è diminuito del 10,4%. Nonostante ciò, l’Italia ha mantenuto e consolidato la propria quota di export mondiale (il 18%), un valore secondo solo quello dei cugini francesi (oggi al 35,5% del mercato ma in forte calo rispetto al 44,6% di inizio decennio) e, soprattutto, ha visto lievitare - fino a raddoppiarsi - il saldo della bilancia commerciale del vino, passato da 1,68 a 3,38 miliardi di dollari. Per le imprese leader del settore il fattore che più ha inciso (il 71,4%) sulla crescita del fatturato italiano di questi anni risiede nelle competenze di marketing prima ancora che in quelle tecnologiche e produttive. (toh..guarda, ndr). Per i prossimi anni, però, ancora più importante (l’85,7%) sarà la capacità di controllare o sviluppare la rete distributiva. (toh..guarda, ndr).


Un obiettivo condiviso anche dal Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Paolo De Castro. “Per vincere le sfide del futuro dobbiamo lavorare sulla qualità (toh...guarda,ndr), quella percepita dai consumatori (toh...guarda, ndr), e sull’organizzazione efficiente delle filiere (toh...guarda, ndr), anche costruendo nuovi rapporti con i canali commerciali e la distribuzione moderna. Dobbiamo inoltre accompagnare la definizione degli strumenti e delle politiche di sostegno del settore e delle imprese, e su questo fronte siamo impegnati a livello comunitario in vista della riforma dell’Ocm vino, a livello internazionale per lo sviluppo ulteriore delle nostre esportazioni e in ambito nazionale per la definizione di nuovi strumenti di tutela della qualità e dei consumatori attraverso la terzietà dei controlli, il nuovo ruolo dell’ICE e soprattutto per la ridefinizione dell’impianto normativo legato alla Legge 164”.

A tal fine – ha aggiunto il Ministro De Castro – “il rapporto Unioncamere rappresenta un importante contributo per supportare le scelte future di sviluppo del settore in quanto fornisce un utile strumento conoscitivo sia sulle recenti performance del settore vitivinicolo italiano sui mercati europei e mondiali sia delle dinamiche evolutive delle imprese e della produzione”.Per il Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello, “Il settore vitivinicolo costituisce una delle realtà più rilevanti della nostra agro-industria e una delle immagini più positive dello stile di vita italiano nel mondo. Negli ultimi anni questo settore si è profondamente trasformato per rispondere con successo a sfide difficili, cercando nella qualità e nell’innovazione le chiavi del successo. Ci è riuscito al meglio, dando dimostrazione di come l’innovazione possa sposarsi con la tradizione ad una condizione: che l’asticella della qualità venga alzata per essere più competitivi. Anche per questo – ha detto Andrea Mondello - voglio sottolineare il lavoro svolto dal Ministro De Castro sul delicato tema dei controlli voluti per dare certezza ai consumatori rafforzando le caratteristiche di terzietà degli organismi di controllo. Un’attività che le Camere di Commercio assicurano con imparzialità e in modo capillare su tutto il territorio e che potrà dare risultati ancora migliori con una revisione della L. 164/94 che chiarisca i compiti rispettivi degli organi di controllo, tutela e promozione”.
Per chi fosse interessato al rapporto: clicca.


Stefano

giovedì 26 luglio 2007

Rosso Conero Villa Bonomi dell'Azienda Agricola Marchetti



Davvero un gran bel vino questo dell'Azienda Agricola Marchetti. Complice una cena tra amici a casa, una serata sufficientemente fresca per degustare un bel rosso (che modestamente la mia cantina tiene a temperatura eccellente), abbiamo optato per l'apetrura di questa bella boccia scelta da Roby in combutta con Emanuela durante la trasferta in terra marchigiana. Devo dire che è stata una piacevolissima sorpresa, anche perchè avendo riportato a casa anche il Dorico incosciamente lo avevo relegato ad un ruolo di comprimario e invece è uscito fuori alla grandissima.


Girovagando per internet ho scoperto che quest'azienda andava fortissimo negli anni '70, pluripremiata, e poi ha avuto un calo deciso (tipico, per sottolineare un argomento a me caro, di chi si adagia sugli allori di un letargo strategico....). Poi ha cambiato l'enologo e ha azzeccato la formula.


L'aspetto è di un colore rosso rubino (quasi porpora) luminossisimo; alle pareti del bicchiere le lacrime mostrano gran consistenza. Al naso è intenso e complesso, con forti sentori di frutta (mo nun me chiedete quali) e con una buona speziatura. Grande intensità e nel finale risulta abbastanza evidente ma affatto fastidiosa il passaggio in barrique. Il gusto è ottimo e l'armonia eccellente, così come l'equilibrio.


La scheda del Melmo:

Aspetto: 8

Colore: 8

Intensità(olfatto): 8

Complessità: 7

Qualità(olfatto): 8

Struttura: 7

Equilibrio: 9

Intensità(gusto): 8

Qualità(gusto): 8

Armonia: 8


Stefano

mercoledì 25 luglio 2007

La musica del vino






Secondo voi è possibile fare musica con bicchieri, tappi di sughero, barrique e bottiglie? Parrebbe di si visto che, da quanto si legge sul Napa Valley Register, Tony King ha composto la sua musica con 40 bicchieri, 10 bottiglie, un po’ di tappi e una barrique, riuscendo a ottenere solo da quest’ultima ben 20 suoni diversi, colpendola in punti diversi. Così la sua musica è un misto tra un flauto di Pan e una vera orchestra. Il cd per il momento è distribuito in Australia e Stati Uniti, ma su Winemusic, il sito di Tony King, è possibile ascoltare alcune anteprime e si può acquistare gli mp3 completi tramite iTunes.


Mister King ha campionato senza sosta tutti i suoni che Vino & Co potevano dargli: da quello di un tappo estratto a quello di un tappo di spumante fatto saltare, dal quasi cigolio che fa a volte il sughero mentre lo si svita dal cavatappi, al suono di un bicchiere di cristallo accarezzato sul bordo con la punta umida di un dito. Ma è andato anche oltre, “raccogliendo” i suoni di una botte usata come strumento a percussione, o un “effetto zufolo” ottenuto soffiando in una bottiglia vuota, o il semplice gorgogliare del vino versato in un bicchiere.Tu prova a pensare a quanti modi ti vengono in mente per ottenere suoni dal vino: King ne ha trovati di più.





Con un lavoro al limite della follia, King ha messo insieme questi suoni, ha composto delle melodie originali e le ha eseguite suonandole praticamente con questo solo strumento: il vino.Pare che in Australia la cosa stia andando forte: il suo album, ovviamente intitolato “The Wine Music”, è stata la musica passata con più frequenza su una stazione radio di musica classica. Ora: non è che si tratti precisamente di musica classica, ma le sonorità, gli arrangiamenti, l’originalità del lavoro e forse anche l’assenza di una parte vocale, hanno reso questa musica molto popolare fra gli ascoltatori di quel genere di quell’emittente. Tra l'altro Tony King non sembra affatto sprovveduto: ha addirittura ricevuto il premio Aria, l’equivalente australiano del Grammy Award.



Stefano

martedì 24 luglio 2007

Maiale al Curry nella pentola a pressione






Ingredienti per 4 persone: 800 g. di spezzatino di vitello o maiale; 4-5
cucchiaini curry (meglio se riuscite a integrarlo con le spezie che ha indicato
Roby in un altra ricetta); 1
scalogno piccolo; 1 spicchio d'aglio; 1 bicchiere di brodo vegetale; 30 ml di
olio extravergine di oliva; sale e pepe q.b.; 1 pentola a pressione (si fa
prima, è pratica, ed è molto buono perché viene tenerissimo).




Tritate finemente lo scalogno e mettete a fare il brodo. Nella pentola a pressione, rosolare la carne nell'olio a fuoco vivo, quindi aggiungere lo spicchio d'aglio (schiacciato per non farlo andare su è giù per la panza), la cipolla tritata e salare. Da ultimo, unire il curry sciolto nel brodo. Aggiungere un po' di pepe. Quando sarà raggiunta l'ebollizione, chiudete il coperchio della pentola a pressione e aspettare il sibilo. Da quel momento abbassare la fiamma e calcolate mezz'ora scarsa di cottura, a seconda della grandezza dei pezzi di carne: più grandi dono, più ci mettono a intenerirsi.


Scaricare il vapore, aprire la pentola e, se il sugo dovesse rivelarsi troppo liquido, farlo addensare per qualche minuto a pentola scoperta.




Stefano




PS io l'ho provato solo con la pentola a pressione, ma penso che si possa fare anche con quella normale. Calcolate però almeno un'ora e mezzo di cottura.