sabato 29 novembre 2008

Un giorno dopo l'altro, di Carlo Lucarelli.



E' il primo romanzo che leggo di Lucarelli e devo dire che l'ho trovato molto diverso dai tre polizieschi che ho letto e recensito qui sul blog.

Tre personaggi diversi tra loro:un'ispettrice di polizia, un killer professionista ed un ragazzo normale che è stato da poco lasciato dalla sua ragazza.
Cosa avranno in comune queste tre persone così lontane per stili di vita ?
Quale evento puo' unirli e trasformare le loro vite ?
In una Bologna freddina di inizio autunno, puo' succedere di tutto...

E' stato un piacere leggere pagina dopo pagina questo libro che non arriva a trecento pagine, ma che ti sorprende fin dall'inizio.

A me è piaciuto un bel po' e ve lo consiglio.


Un giorno dopo l'altro, Editore Einaudi Tascabili, prezzo 11 Euro.

venerdì 28 novembre 2008

Flaccianello della Pieve 2003, Tenuta Fontodi.

L’azienda Fontodi la conobbi per caso un po’ di tempo fa.
Di fronte all’espositore dell’enoteca mi colpì l’etichetta del Flaccianello della Pieve così diversa dal resto “del gruppo”, così tradizionale ed originale insieme.
Vi tolgo subito il dubbio: non ho comparto Flaccianello quella volta.
L’ho comprato e poi ricomprato, e poi ricomprato piu’ e piu’ volte, ma in quella occasione no.



Parlarvi del Flaccianello della pieve , anno 2003, è molto difficile almeno per due motivi.
Il primo è che esso è entrato come un caterpillar nella mia scala dei vini preferiti e dunque potrei sbandare di partigianeria.
Il secondo è perché penso di dover ancora conoscere a fondo i prodotti della casa e di bere ancora altre annate di questo vino.

Rimaniamo all’anno in oggetto, con poche , semplici spiegazioni, ammesso che io sia in grado di darle.
Si presenta con un magnifico color rosso rubino, che racchiude in se l’idea di “spessore”.
Non so se sia in una delle migliori annate, ma il Sangiovese è elegante.
Al naso odori balsamici e di spezie subito, poi a seguire amarena, cuoio e tabacco.
In bocca da l’idea di essere ancora giovane, ma dimostra già un invidiabile consistenza.
Secondo me ha ancora molta strada da fare e tutte le potenzialità per migliorare molto.
Consiglierei la murata della bottiglia in cantina…

In enoteca il prezzo è sui 40/45 euro, a mio giudizio spesi bene.


Marco.

giovedì 27 novembre 2008

La Madonnina del pescatore.

Sabato 27 settembre scorso i miei genitori hanno festeggiato i 33 anni di matrimonio.
Insieme a Marco e a Gabriele (mio fratello) abbiamo pensato di regalare loro una cena un po' particolare.
Vi abbiamo già parlato del Clandestino Susci Bar di Portonovo e in molti conosceranno l'estro dello chef Moreno Cedroni.
Ebbene, la scelta del locale per la cena è caduta nel suo “Madonnina del Pescatore”. Il locale si chiama così perché si trova lungomare a Marzocca e davanti, proprio sulla spiaggia c'è una figuretta con una Madonnina appunto e, appoggiate nella spiaggia le tante barchette dei piccoli pescatori locali.
Questo ristorante più che un locale è definibile con il termine “un'esperienza”.
Appena entrati una ragazza ci prende gentilmente le giacche e i cappotti (sì era quella settimana in cui più che a settembre sembrava di essere a novembre inoltrato, almeno da noi) e li appende per noi. Successivamente uno dei camerieri ci accompagna al tavolo. Devo dire che la tavola apparecchiata e l'atmosfera mi ha messo un po' in soggezione e non sono riuscita a scattare nemmeno una foto ai piatti (scusa Marco!!), ma poi anche perché il nostro tavolo era posizionato al centro esatto della sala, sotto agli occhi di tutti e in diretto contatto con lo scorcio di cucina che Cedroni ha deciso di far vedere agli ospiti del suo ristorante.
Comunque, veniamo alla cena.
Data la fama del posto e la curiosità di provare i piatti, abbiamo tutti optato, come prima volta, per i menù degustazione proposti dal ristorante stesso (e che Marco ed io conoscevamo a memoria essendo anche disponibili nel sito web della Madonnina).
La proposta conta di 2 menù: uno più tradizionale e l'altro più ricercato e particolare. I menù li fanno solo per almeno 2 persone e nel prezzo indicato non sono comprese le bevande (nessuna!).
Mentre decidiamo e analizziamo anche le altre proposte del menù, rimango un po' male nel realizzare che nessun “aperitivo di benvenuto” viene offerto dal locale (ma di questa cosa si faranno in parte perdonare più avanti nella cena).
Mia mamma ed io scegliamo il menù più estroso (13 mini portate a 140 Euro), mentre i maschietti optano per il menù tradizione (10 mini portate a 100 Euro).
Nell'attesa dopo aver ordinato, ci portano un piattino ciascuno con il pane composto da due grissini ai semi di sesamo, 2 crackers integrali, un pane normale e uno al nero di seppia caldi e ci versano un olio in un piattino da degustare con il pane.
Ci portano anche una specie di pellicola fotografica con i nomi dei piatti che andremo a degustare e l'anno di ideazione del piatto stampati sopra che possiamo consultare durante la cena e portare a casa...ecco perché di questo trovate la foto qui sotto.



Riguardo a quanto abbiamo mangiato mi limito ad elencare i nomi dei piatti.

MENU' TRADIZIONE:
- 2003 Viaggio intorno ad un'alice con Gelatina di Americano
- 1998 Scaglie di baccalà salate in casa, paté di olive nere e riso croccante
- 1996 Ventresca di tonno in porchetta con patate e fagiolini
- 2002 La scatoletta di pesce gusto Simmenthal
- 1984 Brodetto alla senigalliese con testola e granchio
- 2003 Gnocchetti di patate ai frutti di mare in salsa aglio, olio e peperoncino
- 2002 Bocconcini di rombo fritti con zucchine e salsa giardiniera
- 2006 Magnum al cioccolato
- 2003 Tiramisù con il pane del giorno prima
- 2007 Tropico del cancro

MENU' INNOVAZIONE
- 2008 Pinzimonio di germogli con ACE
- 2008 Il mare
- 2008 Gambero rosso croccante, granita al lemon grass e salsa di cocco
- 2006 Capesante brasate con pomodori gratinati, salsa ai finocchi
- 2007 Rigatone all'arrabbiata con alici fresche e melanzane
- 2006 Tortellini di carciofi con rombo e fegato grasso
- 2007 Baccalà con insalata sbollentata e maionese al cappero
- 2008 Coscia d'anatra arrostita
- 2006 Sorbetto di toma
- 2006 Bounty di seppia
- 2007 Zuppa di mango Fisherman e ciliegie, gelato all'acquavite di visciole, spuma di yogurt di capra
- 2006 Zabaione ghiacciatissimo
- 2007 Tropico del cancro

Per quanto riguarda il mio menù posso dire che il pinzimonio iniziale non mi ha lasciato proprio nulla, come pure la zuppa di mango (ma quello per via del balsamico delle Fischerman che proprio mi da fastidio, ma è una cosa mia personale), mentre tutto il resto era sicuramente ottimo, eccezionale direi.
Mi hanno particolarmente colpito la Coscia d'anatra e il fois gras del piatto precedente (lo so, lo so ... non è pesce .... ma a me il pesce piace fino ad un certo punto....in questo tipo di ristoranti piace sempre devo dire!) probabilmente perché in genere sono piatti che non gradisco ed invece erano strabilianti (mi sono sentita per un attimo Ego di Ratatuille quando assaggia appunto la ratatuille cucinata dal topino) e il baccalà con il cappero che aveva un gusto assieme delicato e piccante in una armonia di sapori difficile da descrivere.
Come un'altra cosa eccezionalmente ed inaspettatamente sorprendente è stata il Buonty di Seppia. Gli ingredienti sono proprio quelli che il nome suggerisce: cioccolato, cocco e seppia che letti così fanno quasi quasi salire un conato di vomito dallo stomaco; vi assicuro che appena assaggiato l'istinto è quello di chiamare il cameriere e chiederne un'altra decina!

Venendo invece all'altro menù, riporto le sensazioni di Marco.
Quello che lo ha colpito del menù tradizionale è stato ritrovarsi in bocca tutti sapori già conosciuti perché assaggiati a casa o in altri ristoranti della zona, ma decisamente nuovi perché rielaborati e presentati in modo artistico. Dice che se dovesse sceglierne uno su tutti sarebbe la Ventresca di tonno in porchetta e il Viaggio intorno ad una alice che è consistito in 3 assaggini a base di alice cucinati in maniera estremamente diversa da tutto (dalla gelatina, al gelato): sublime.

Anche i dolci veri e propri sono stati degni di nota.
Su tutti lo Zabaione ghiacciatissimo che è stato per me la realizzazione di una curiosità morbosa che avevo. Seguendo diversi blog di cucina mi avevano incuriosito moltissimo le muosse fatte con il sifone e le letture che avevo fatto qua e là sulla tendenza degli ultimi anni di alcuni chef di cucinare con l'azoto liquido (che io conoscevo in quanto è stata l'unica cura efficace per sconfiggere una concentrazione di verruche che avevo su un tallone e che mi sono portata dietro per 3 o 4 anni!!). Lo Zabaione ghiacciatissimo è esattamente le due cose: un cucchiaio di spuma di zabaione fatta con il sifone, immerso per pochi secondi dell'azoto liquido e servito immediatamente – tutto il processo avviene infatti al tavolo.
Una cosa divertente da mangiare per le sensazioni tattili che si provano in bocca (a parte mia mamma che si è ustionata una piccola porzione di lingua) e ottima al gusto per la bontà della crema!
Torniamo alla narrazione.
Dato che le portate del menù innovativo erano 3 in più dell'altro, Cedroni è stato così carino che ci ha fatto portare anche per i maschietti del tavolo 2 delle 3 pietanze dolci di differenza e Marco, che è stato l'unico di noi a prendere il caffè, ha fatto in modo anche noi quattro potessimo letteralmente godere del cremino e della granita al Varnelli (il liquore all'anice più famoso delle Marche) che ci hanno portato.

Che altro dire su questa cena.
Unica e particolare sono i soli aggettivi che mi vengono in mente.
Come dicevo all'inizio del post “un'esperienza”.
Abbiamo avuto 14 cambi completi di posate e la sostituzione del tovagliolo di Marco quando si è alzato per andare in bagno....questo forse un po' eccessivo.
Moreno Cedroni è uno chef estroso, uno sperimentatore e decisamente un creativo. Molti dicono che andare alla Madonnina è ogni volta diverso perché se Moreno è in vena di sperimentare puoi apprezzare oppure proprio no.
Devo dire che per questa cena siamo stati tutti in piena sintonia con lui.
Mi avevano detto che lui al ristorante non c'è quasi mai perché preso dagli impegni in giro per l'Italia in trasmissioni televisive o simposi di grandi chef, invece quel sabato era lì e dalla nostra posizione con vista cucina lo abbiamo potuto anche vedere all'opera....e, anche se molti non lo sanno io non sono una persona molto fortunata!
Certo abbiamo speso molto (652 Euro per 5 persone compresi di 2 bottiglie di vino, una da 30 e una da 25, 4 bottiglie d'acqua e un caffè), ma lo sapevamo già prima di prenotare, però la composizione di ogni piatto, l'accostamento cromatico e la perfetta armonia dei sapori ha appagato quasi tutti i nostri sensi in maniera completa.

Ultima nota riguardante il settore vini.
Abbiamo preso il Sauvignon cileno Santa Rita (mi pare) perché io lo adoro e mi piace tantissimo e Marco ha scelto una IGT siciliana di cui non ricordo il nome né la cantina, ma meglio così perché non ci è piaciuto per niente.
La carta dei vini mi è sembrata completa ma non enorme...per fortuna perché non sopporto di passare mezz'ora davanti alla carta dei vini per leggere nomi e nomi di bottiglie con dei ricarichi pazzeschi che per la maggior parte non si conoscono e si ha timore di ordinare per quello che costano (e se poi non ci piace??).
Io sono per il vino al bicchiere servito in abbinamento al piatto che mi stanno servendo...magari alla fine pago lo stesso 30 o 40 euro di vino, ma almeno ho degustato 7/10 vini diversi....certo è uno sforzo in più per il sommelier, ma abbiamo studiato per questo!
E, a proposito del sommelier. Quella sera, il nostro non ci è sembrato particolarmente preparato, oppure decisamente non era la sua serata.
Oltre ad aver continuato a versare il vino a mia mamma dopo che lei gli aveva ripetutamente detto che non ne voleva più (con il risultato che abbiamo buttato un calice intero di vino), oltre a non ricordarsi per ben due volte il nome del vitigno autoctono del vino siciliano e a non aver riconosciuto due miei suggerimenti come vitigni siciliani, alla fine mi ha pure portato via quel goccino di Sauvignon che mi ero lasciata per chiudere la cena prima dei dolci.

Hanno detto tutti che sarei stata meglio io, ma i miei, si sa, sono di parte.

Madonnina del Pescatore Ristorante
Lungomare Italia 11, Marzocca di Senigallia, AN
tel. +39.071.698267
www.madonninadelpescatore.it

mercoledì 26 novembre 2008

Un'enoteca sui generis...



L'enotecaro, si sa, è un mestiere difficile.
Avere in carico (leggi magazzino per una visione aziendalistica) tante bottiglie è un rischio alto, a causa della forte quantità di patrimonio immobilizzato.
In enoteca vengono sempre più enosboroni, il che rende difficile un qualche consiglio.
Bisogna ingegnarsi ad inventare corsi ed eventi, quanti più possibile e quanti più diversi per attrarre persone, in mezzo a mille altre manifestazioni più o meno limitrofe e più o meno enologiche.

Mi è sembrato così interessante inserire questo articolo (de Il Sole 24 ore) a propostito di un'enoteca sui generis.

Sono le enoteche e i wine bar, di solito, a invitare le aziende vinicole alle degustazioni e alle presentazioni presso il locale. Curioso, invece, il contrario: che un'enoteca organizzi eventi direttamente sul territorio, presso una cantina… Buona idea quella dell'enoteca La Zaira, aperta da poco più di un anno a Bazzano (Bo).
Organizzazione La cosa, peraltro, si lega all'idea di fondo e al posizionamento che Belinda Cuniberti e il marito Fabrizio Baldi (di origine marchigiana) hanno voluto dare alla loro piccola (26 posti) ma dinamica enoteca.
Cioè, creare un punto di riferimento nel paese più importante e centrale di un comprensorio ricco e con una certa tradizione vinicola - i Colli Bolognesi, a metà tra Bologna e Modena -, ma dove curiosamente in un ampio raggio mancava completamente un posto dove bere e comprare bene. Hanno poi puntato a instaurare un feedback stretto con le realtà della zona e le cantine stesse.
Ecco quindi, soprattutto d'estate, quando generalmente i locali del vino subiscono un forte rallentamento, l'organizzazione di degustazioni e cene a tema: ad esempio, Pignoletto e zucca presso la vicina azienda La Mancina di Montebudello o altre. Esperienze Del resto, la coppia proveniva da differenti e non banali esperienze in vari settori commerciali.
E anche l'apertura del locale, pur dettata da un vecchio sogno e da una passione, è stata preceduta da riflessioni, studi e analisi del mercato per quasi due anni. «Abbiamo capito che, pur in tempi di crisi, il 30-50enne appassionato non si priva del piacere di uscire e di conoscere il vino: ecco che la discriminante diventa il prezzo onesto».


E allora, l'accorgimento fondamentale per mantenere l'attività entro una giusta soglia è stato individuato nell'assortimento, basato non sui vini di blasone - bollicine a parte, che sono state introdotte in un secondo tempo, a grande richiesta - ma su quelli caratterizzati da un prezzo ragionevole.
Assortimento «È vero - dice Blinda - non vantiamo grandi numeri: abbiamo solo da 150 a 180 etichette e una carta di piccola ristorazione (piatti freddi) a base di prodotti di alta qualità. Ma ne siamo ben felici. Così riusciamo a far ruotare tutto l'assortimento per 3 volte l'anno». La maggior parte delle battute di bottiglie è da 8 a 20 euro. Altissima è anche la rotazione al calice, di cui si offrono una ventina di etichette generalmente a 3,5 euro (inferiore alla media dei prezzi di Modena e Bologna).
Scelte Un'altra scelta controcorrente, permessa dal basso numero di referenze: non c'è la carta dei vini. «Invitiamo il cliente a scegliere dagli scaffali. Ogni vino è in vista e così rimane spazio anche per i nostri consigli», spiega Fabrizio Baldi. Per i calici ovviamente rimane la lavagna. Capitolo a parte merita l'approccio ai vini locali dei Colli Bolognesi, a cui Belinda e Fabrizio hanno voluto dedicare uno spazio significativo e differenziato in scaffale (da 5,5 euro per il Pignoletto frizzante a 18-20 euro dei Cabernet Sauvignon riserva più titolati). Un mercato particolare, però: il cliente di queste parti li conosce già (o crede di conoscerli).
E allora tende ad ordinare quell'azienda a cui è affezionato. «Noi però abbiamo fatto una selezione di quelle 7-8 aziende che ci piacciono e che riteniamo più dinamiche e pronte a recepire le nostre idee, anche in termini di collaborazione».

Stefano.

martedì 25 novembre 2008

L'autunno vero ? Perchè no...?

Con il tempo si cambia...
Quando si arriva a star più' vicino ai trenta cinque che ai venti cinque anni, si cominciano a scoprire tante piccole cose che prima neanche si notavano.
Una di questa è l'autunno.
Quando il cielo si riempie di nubi ed in lontananza il color rossastro promette quiete, ma dopo la tempesta.
Quando il vento soffia forte che la macchina si sposta da sola e le foglie che cadono fanno una finta-fitta nevicata.
Quando gli angoli della città che fino a qualche giorno prima servivano per ombrarsi, ora servono a farci ammirare cocktail di colori amaranto e giallognoli.
Quando una o tutte di queste cose accade, significa inevitabilmente che l'autunno è arrivato.


E poco m'importa che a qualcuno non piaccia.
Io non sono un uomo-serpente a cui piace stare al sole neanche d'estate, per cui quando settembre giunge al termine finisco per implorare alla stagione di cambiare per regalarci prima possibile i boschi che ingialliscono, le viti che diventano rossastre e tutti i colori dell'autunno.
Comincio ad osservare i comignoli delle case per vederci uscire il primo fumo...comincio ad assaporare il sapore delle castagne cotte sulla brace e del vino rosso, bello tosto, da berci insieme.
E poi, vuoi mettere un bel bollito con una schiera di piemontesi ?
Mamma mia che goduria !
Oppure un abbacchio al forno con patate e un buon brunello...
E gli antipasti ipercalorici:bruschetta con il lardo oppure con la coppa.
Quasi meglio di un pomeriggio di pioggia passato sul divano, con la copertina, in cui si finisce per alzarsi solo quando i ciocchi nel camino sono brace e bisogna metterne dentro degli altri.
Sarò retro, forse troppo malinconico, ma l'autunno con il tempo sta diventando la mia stagione preferita.
Ho l'impressione che ci sia meno frenesia in giro, che la musica non strilli più' da ogni altoparlante, che la nebbia nasconda qualche problema delle nostre città e ce le faccia sembrare più' libere e più' pulite.


Non c'è problema di smog e di concentrazione di ozono, al massimo fuori dal tunnel del metrò ci si può' trovare un assembramento di ragazzi di colore che vendono ombrelli...
I venditori di caldarroste agli angoli delle strade sembrano più' naturali e meno sintetici che in estate.
Ci sta più' simpatico addirittura il vigile, sorpreso dal temporale e costretto a rimanere sulla pedana ad imbarcare acqua dal colletto della giacca.
E poi si sta di più' a casa.
Amici, parenti, conoscenti...ogni scusa è buona per la bella bottiglia o per la seratina sempre rimandata.
"Una verticale di Barbaresco ?"
"Ma si, dai..che fuori fa freddo e ci scaldiamo un po'!"
"Magari stappiamo anche un Amarone con il risotto..."
"Ahoooo, ma mi vuoi far assaggiare l'olio nuovo? "

E via, verso nuove avventure enogastronomiche !




Marco.


P.s. Le tre splendide foto che vedete sono di Elisa che con l'occasione ringrazio per la gentile concessione.

lunedì 24 novembre 2008

Amazon e il vino.

Confermate le voci di cui avevamo parlato a suo tempo: clicca. Vi riporto di seguito quest'articolo tratto dalla Reuters.

I consumatori di più di metà degli Stati Uniti potranno presto usufruire di una migliore selezione di vini ad un prezzo più vantaggioso -online.
Amazon, il rivenditore online noto più per la vendita di libri che di bevande, si propone di entrare nel mercato americano del vino, con una mossa che potrebbe cambiarne la distribuzione e il prezzo negli Stati Uniti. "Amazon potrà cambiare le regole del gioco," ha detto Tyler Colman, autore del libro "La politica del vino. Come i governi, gli ambientalisti e i critici influenzano i vini che beviamo".
"Le aziende vinicole avranno un raggio di clientela molto più ampio", ha aggiunto, stimando che i consumatori assisteranno a una diminuzione dei prezzi del 20%, poiché Amazon "eliminerà un intero gradino del sistema di distribuzione". Mike Veseth, economista presso l'Università di Puget Sound di Tacoma, Washington, pensa che i risparmi potrebbero essere addirittura superiori.
"La distribuzione è l'unico grande collo di bottiglia nel mercato del vino", ha sottolineato Colman, precisando che rappresenta circa il 50% del costo di una bottiglia di vino.
Amazon non ha aperto bocca sui suoi progetti. Il direttore del programma sul vino, Michael Gelvin, che è un educatore e consulente certificato del vino, si è rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda.
Ma lo Wine Spectator, la rivista mensile il cui motto è "Impara di più, bevi meglio", ha riferito che la proposta di marketing e il contratto con le aziende vinicole proposti dalla sede di Seattle di Amazon offriva ai vinai non solo l'opportunità di diminuire i propri prezzi, ma anche quella di rifarsi del 47% delle vendite.
Alle condizioni attualmente vigenti negli Stati Uniti, il produttore di vino riceve circa un terzo del prezzo pagato dal consumatore.
"Se un distributore vende del vino al dettagliante per 10 dollari, significa che lui lo ha pagato circa 5 dollari. Successivamente il dettagliante, per avere un margine di guadagno, aumenta il prezzo per il consumatore di altri 5 dollari, poniamo", ha spiegato Veseth.
A seguito dei problemi provocati dal proibizionismo negli anni 30, alla maggioranza delle aziende vinicole è stato impedito di spedire i propri prodotti attraverso i confini di stato, ma una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2005 ha reso più flessibili le regolamentazioni. Anche se ci sono altre contestazioni che si fanno strada nel sistema giudiziario, la maggior parte degli stati permette ai consumatori di ordinare vino online.
Il mercato americano del vino ha un valore di circa 25 miliardi di dollari all'anno, a detta di Rich Bergsund, direttore generale di Wine.com, attualmente il maggiore venditore di vino online, che ha accolto l'ingresso di Amazon nel mercato sostenendo che "sia una buona cosa. La vendita di vino online rappresenta soltanto l'1 o il 2% del mercato".
Bergsund ha spiegato che i venditori online come Wine.com permettono ai consumatori di accedere ad una vasta selezione, ad ottimi prezzi, alla possibilità di consegna a domicilio e ad informazioni che li tranquillizzano rispetto a ciò che stanno acquistando.
Quindi in breve tempo, i consumatori americani potranno ordinare non soltanto bicchieri da vino, cavatappi e secchielli per il ghiaccio, ma anche vino stesso -- e a prezzi inferiori di quelli che pagano adesso.

Stefano.

sabato 22 novembre 2008

Il Casellante, di Andrea Camilleri.



Libricino controverso questo di Camilleri.
Avevo letto che doveva essere collegato con Maruzza Masumeci, in realtà non è cosi',se non fosse per un tentativo di metamorfosi appena, appena abbozzato.
In comune hanno la Sicilia, una strana mentalità, il periodo storico ed alcune sottiliezze...

Il libro è comunque veloce da leggere, e tra una parola di dialetto e l'altra, ti fa fare quattro risate e qualche sorriso amaro.
Diciamo che mi aspettavo di piu' e che personalmente non lo consiglierei proprio tanto.
Ma il giudizio è molto personale.


Il Casellante, Editore Sellerio, prezzo 11,00 Euro.


Marco.