venerdì 29 febbraio 2008

Bacco e Arianna - Arezzo


Bacco e Arianna, che prende il nome da un episodio della mitologia greca di cui sopra vedete la riproduzione in un afresco di Palazzo Farnese (per maggiori info: clicca), è un’enoteca (loro dicono Wine Bar, ma la sostanza è quella) che si trova in pieno centro storico di Arezzo, alle spalle del corso principale e a due passi (più o meno tutto è a due passi visto quant’è piccola la città) dalla chiesa di San Francesco dove si possono ammirare degli splendidi affreschi di Beato Angelico.

Il locale è abbastanza carino e si sviluppa in lunghezza. All’entrata si passa in una sorta di corridoio formato dal bancone tipo bar dove si fanno le degustazioni in piedi e una grossa teca che contiene le chicche del locale: prevalentemente Bolgheri, Montalcino e Barolo le provenienze.

Ci accomodiamo in un tavolo in fondo alla saletta ricavata per dividere la zona dal corridoio appena descritto, che contiene altre due teche con le chicche straniere: Portos, Sauternes e chateau d’Yquem.

Abbiamo preso: una selezione di formaggi caprini con confetture varie da dividere in quattro (con me e Roby ci sono parte-pisano partenopeo Gennaro e la consorte Felicia): molto buoni anche se le porzioni sono un pò misere.



Gennaro e Roby si dividono dei crostini neri aretini (il glorioso patè di fegatini di pollo alla toscana) mentre io e Felicia dei crostini con zucchine e pecorino. Sinceramente non erano buoni per niente e neanche belli a vedersi.
Come primo io ho assaggiato una zuppa di farro, abbastanza buona e delle pappardelle al cinghiale che a me non sono piaciute un granchè, mentre gli altri hanno gradito.
C'era poi anche la pasta all'aglione presa da Fely, che potete immaginare di che sapeva...





Come dolce, abbiamo assaggiato un fondente di cioccolato al caffè, così così.



Il vino è stato un Le Difese 2003 di Tenuta San Guido, un assemblaggio di Sangiovese (75%) e Merlot (25%). Giudizio: meglio concentrarsi sul Sassicaia.



Il servizio è cordiale e attento. Conto finale: circa 100 euro.

BACCO E ARIANNA
via A. Cesalpino, 10
Arezzo
Tel. 0575/299598


Stefano e Gennaro.

giovedì 28 febbraio 2008

Bruno di Rocca, Vecchie Terre di Montefili.

Oggi abbiamo la fortuna di ospitare per la prima volta un nuovo amico del Blog, un appassionato come noi di vino e di bottiglie buone.
Giorgio di Grottaferrata, con il quale ci siamo conosciuti attraverso il forum del gambero rosso, ci lascia questo articolo come antipasto a tutto quello che ci potrà raccontare in futuro...



Roccaldo Acuti, industriale tessile di Prato innamorato del vino, nel 1979 acquistò la tenuta "Vecchie Terre di Montefili" nelle colline tra Panzano in Chianti e Mercatale in Val di Pesa, e iniziò a dedicarsi alla sua passione.


Nel 1983 debuttò con le prime 3.000 bottiglie di "Bruno di Rocca", il
fiore l'occhiello della tenuta, anche se degnamente accompagnato dall' "Anfiteatro", ottimo Sangiovese in purezza di cui parleremo in futuro e che prende il nome dalla particolare conformazione delle colline intorno alla cantina.
A occuparsi della viticoltura Remigio Bordini, uno dei maggiori esperti di Sangiovese,mentre l’enologo è Tommaso Paglione, genero di Roccaldo, supportato da Vittorio Fiore.

Il "Bruno di Rocca" è un blend di Cabernet Sauvignon e Sangiovese (60% - 40% nelle prime annate, poi è cresciuta la parte del vitigno bordolese), maturato 12 mesi in carati di Rovere da 350 litri e poi affinato 12 mesi in bottiglia.


Nelle annate più felici mostra le migliori caratteristiche dei vitigni d'origine:
invecchiamento, eleganza e carattere...

Purtroppo la nostra degustazione non ha confermato pienamente le positive impressioni delle esperienze
precedenti: sarà stata l'annata "minore", ma ci aspettavamo di meglio...
Bello il colore, rubino profondo, molto carico con riflessi violacei, inchiostrati.
Al naso si è rivelato un po' debole e non pulitissimo nonostante emergesse una nota di frutti neri, ribes e amarena, piacevole e abbastanza netta.
In bocca, tutto sommato abbastanza equilibrato, ma senza acuti. Belle note minerali, legno non eccessivo,ma tannini non perfettamente "distribuiti" e la componente acida non del tutto armonica con quella alcolica...
Il Cabernet decisamente dominante sul Sangiovese. Naso e bocca non molto corrispondenti, anche se una nota speziata (pepe bianco?) di fondo, abbastanza persistente, accompagna un finale non lunghissimoma decisamente godibile...

Un buon vino, di cui si percepisce una complessità di fondo interessante ma, per certi versi, indecifrabile,scomposta... Un peccato, specialmente pensando al prezzo che si aggira intorno ai 45 euro in enoteca.
Ci siamo ripromessi di fare un paragone con una bottiglia del 1997, annata che dovrebbe offrire ben altre emozioni.

Da abbinarsi a primi con sughi saporiti, carne rossa, selvaggina da pelo, formaggi stagionati...

Per visite in azienda, e provare l'incredibile accoglienza calda e familiare dei proprietari:
Azienda Agricola Vecchie Terre di Montefili
Via San Cresci 45 - Panzano
50022 Greve (FI)
Tel. 055 853739
info@vecchieterredimontefili.it

Giorgio.

mercoledì 27 febbraio 2008

Il Profumo del Mosto - Grottaferrata



Mi fa piacere fare una bella recensione di questo locale di Grottaferrata per diversi motivi: primo, perchè sono ragazzi giovani e quindi è bello che si mettano in gioco; secondo, ho perchè mangiato veramente bene; terzo, perchè sono stati coraggiosi ad aprire accanto a quel mostro sacro della cucina dei castelli romani che è la Briciola di Adriana, a Grottaferrata.
L'ambiente è molto carino, tanto legno e un'atmosfera calda. Il servizio è cortese e veloce, formato da tutti ragazzi. Possibilità di prendere sia carne che pesce: ottima e curata presentazione dei piatti.


Eravamo in sei e abbiamo provato:


- bocconcini di melnazane panati con salsa di pomodori: buoni i bocconcini, ma strepitosa la salsa di pomodoro che fa da base al composto;





- millefoglie croccante di carciofi con ricotta di bufala: non l'ho assaggita perchè non mangio i carciofi (sarà un segno del destino enoico...) ma mia moglie mi ha detto che era molto buona;





- Entrecote di Manzo con sale aromatizzato: molto grande e molto buona, anche se il sale spariva un po' nell'insieme;




- Bocconcini di filetto di maialino: decisamente interessante, si squagliava in bocca;





- Millefoglie di porcini con crema tartufta: non l'ho assaggiato per ovvi motivi, ma mi è stato detto che era molto molto buono;



- Puntarelle: sembra stupido, ma erano ottime anche quelle e delicatissime (cosa che non ti aspetti da delle puntarelle);

- Baccalà in tempura: in sostanza un grosso filetto di baccalà fritto, ma fritto eccezionalmente bene senza sensazioni di olio in bocca. ottima anche la materia prima;



-Babà con gelato (non ricordo di cosa): non l'ho assaggiato ma so che era buono;



- Tortino di cioccolato con crema inglese alla vaniglia: buonissimo e ben sezionato nei sapori.



- Cestino croccante con mela all'amaretto e crema pasticcera: molto buono.



Le porzioni sono abbondanti: non abbiamo preso il primo ma abbiamo visto passare diversi piatti interessanti. La carta dei vini è piccola, ma ben distribuita andando a toccare molte regioni italiane, con ricarichi onesti.
Noi abbiamo preso un ottimo Rosso di Montefalco Colpetrone 2004, molto buono


Ristorante il Profumo del Mosto
Via Gabriele D'Annunzio 16-20,
telefono 06.9415111
aperto a pranzo e a cena,
Lunedì riposo

http://www.ilprofumodelmosto.it/



Stefano

martedì 26 febbraio 2008

Cerasuolo di Vittoria Sanmauro 2005, Antica Tenuta del nanfro



Questo Cerasuolo DOCG nasce da uve Nero D’avola e Frappato di Vittoria in parti uguali, coltivate con agricoltura biologica. Questo vino non fa in alcun modo legno ma è uno dei pochi che ho bevuto che matura (per sei mesi) in vasche di cemento, una pratica datata ormai abbastanza in disuso.


Il colore è un rosso rubino, estremamente lucente e particolarissimo. Al naso a bicchiere fermo ha un profumo molto intenso di frutta sotto spirito, di rabarbaro e di fiori molto molto dolci. In movimento il bicchiere esprime tutt’altri profumi che solo in parte sono riuscito a comprendere. La frutta da sotto spirito diventa matura e qualcuno ha avvertito un odore (che poi effettivamente ho trovato anche io) di terracotta, forse residuo appunto delle vasche di cemento.
In bocca è morbidissimo e rotondo, dotato di una buona struttura che si allarga piano piano ma con decisione. Una nota decisamente sapida chiude l’impatto in bocca con una buona persistenza.
In enoteca il prezzo medio si aggira sui 14 euro.
Direi che nel complesso il vino non mi è dispiaciuto anche se non mi ha esaltato. Non è il mio ideale di vino, ma ho apprezzato le sue caratteristiche e le sue particolarità. In linea di massimo lo vorrei riprovare o provarne altri similari, proprio per approfondire queste caratteristiche un po’ peculiari.


Stefano.

lunedì 25 febbraio 2008

Vigna Adriana, Castel De Paolis.



Oggi il nostro appuntamento settimanale con i bianchi del Lazio ci porta nel bellissimo comune di Grottaferrata dove ha sede l’azienda Castel De Paolis.

E’ senza dubbio una delle cantine migliori della regione ed il vino che oggi raccontiamo, il Vigna Adriana, è da anni una delle punte di diamante della squadra che questa azienda fa scendere in campo ogni anno.
Il Vigna Adriana è un bianco I.G.T. prodotto da uve in maggioranza Malvasia Puntinata (dal 50% fino al 70%) con l’aggiunta di Viogner (dal 30% al 40%) e Sauvignon (massimo 10%).
La gradazione alcolica di questo vino difficilmente scende sotto i 13 gradi e mezzo, anzi in alcune annate, 2003 e 2005, è stata di 14 gradi.
Un gran bel bianco:dal tono color oro,ma scarico; una persistenza indubbiamente buona con una mineralità di fondo che mi ha colpito fin dal primo assaggio.
Al naso conferma una buona eleganza e tra gli aromi che vi rintraccio vi è senza dubbio quello dei fiori di campo.

Di questo vino vengono prodotte circa 12 mila bottiglie ed il costo per ognuna di esse si aggira sui 18 euro, che non sono pochi…
Si puo’ spendere qualche eurino in meno se si ha la fortuna di trovarlo in offerta presso qualche enoteca della provincia di Roma.

Di rado si trova nella grande distribuzione.

Marco.

sabato 23 febbraio 2008

La sfida del secolo, di Piero Angela e A.L. Pinna



Un racconto interessante dell'evoluzione passata, presente e futura delle fonti di energia e del modo di fare energia.

Sotto forma di dialogo, cosi come può essere un dialogo tra alunno e professore, Angela ci spiega nei dettagli a cosa dobbiamo fare attenzione nel mondo dell'energia.

Ad essere focalizzata è soprattutto la situazione italiana, deficitaria di materia prima e di programmazione anche a fronte di una crescita costante del fabbisogno.
Dall'idroelettrico al fotovoltaico, passando per il carbone e spiegando il nucleare come bisognerebbe fare nelle scuole, ma con parole semplici ed efficaci.
L'energia è alla base di tutto quello che è il mondo che percepiamo, non si puo' restarne senza, ma se qualcuno non si da una mossa il futuro italiano sarà a tinte fosche e senza...riscaldamenti !


La sfida del secolo, editore Mondadori, prezzo 16,00 euro.

Marco.

venerdì 22 febbraio 2008

Homefood



Per la serie Nuove Leve del Melmo Blog, oggi esordisce Colette! E ci parla di un'iniziativa veramente interessante!!

....quando si dice tradizione in italia per gli stranieri si dice HomeFood!
Ebbene si, anche la piu' amante del fastsurg (abbreviazione di fast=veloce surg=surgelato), non e' poi cosi' devota alle sue convinzioni ma ama spaziare! Ed ecco qui una bella storia italiana.
C'e' un'associazione non molto conosciuta qui in italia, ma decisamente attiva che si chiama HomeFood (www.homefood.it) e' l'Associazione per la tutela e valorizzazione del patrimonio cucinario gastronomico tipico d'Italia.
L'ho conosciuta tramite una trasmissione di discovery channel (travel&living) che si chiama "Eats Chic" ed e' stata una vera rivelazione! Intanto le signore che appartengono a questa associazione chiamate le "Cesarine" si occupano di conservare e tutelare le vere tradizionali ricette della cucina italiana (quindi niente lasagne destrutturate! evviva!) e poi hanno studiato una formula vincente per il turismo alla ricerca dei veri sapori di una volta ovvero l'ospitalita' in case private.
Una volta iscritti e' possibile ricevere non solo una newsletter con le ricette (questo mese era il ragu' alla Bolognese) ma tutta la lista delle cene organizzate suddivisa per regioni e per menu'.
E' possibile far presente nel momento in cui ci si registra come Soci fruitori, anche delle eventuali pietanze che non si possono mangiare per vari motivi intolleranze o motivi religiosi o culturali. Volendo, si puo' anche richiedere di diventare Cesarine, ma non ho approfondito confesso di non averne le qualita'....sarei piu' una Cesarina dedita alla cucina fusion che a quella tradizionale!
Quello che viene richiesto e sottolineato piu' volte, a ragione direi io, e' il rispetto delle regole della buona educazione e della puntualita', dopotutto non si sta andando al ristorante ma a casa di una Cesarina che ha passato l'intera giornata ai fornelli e che vi apre alla sua intima vita familiare e pertanto il rispetto e' d'obbligo! La Cesarina e' in grado anche di raccontarvi la storia di un piatto e di fornirvi anche l'accostamento di vini corretto!
I prezzi dei singoli eventi sono abbordabilissimi, circa 40€ a persona...e i menu' sono veramente accattivanti e riferiti alla regione e la citta' in cui la Cesarina che organizza risiede....
Non vi inseriro' la newsletter che ho ricevuto, perche' chiaramente sono eventi ristretti e riservati...pero' se siete curiosi quanto me, che vedo le trasmissioni e poi approfondisco via internet, vi consiglio caldamente di andare sul sito e curiosare.
Purtroppo il mese di febbraio lo saltero'....sob....ma il prossimo mese e' possibile che vada ad un evento e sara' mia cura riferire...
Colette o Simona....fate vobis!