lunedì 20 luglio 2009

Il Melmo Blog da Biondi Santi...



Giovedì 16 luglio, in una calda e assolata giornata estiva, abbiamo risposto al cortese invito del Dott. Franco Biondi Santi che ci ha invitato a riassaggiare "una certa bottiglia" direttamente nella tenuta il Greppo.

Della visita e della degustazione vi daremo opportuna informazione a settembre perchè ora è un periodaccio e fare una recensione di fretta sarebbe un delitto.

Vi vogliamo però anticipare una cosa: è stata un'esperienza sensazionale!
Siamo stati seduti a parlare per più di un'ora con un mito dell'enologia mondiale all'interno della sua cantina.
Ci ha raccontato decenni di storia di Montalcino e del Brunello e ci ha messo a disposizione tre bottiglie di grande pregio.

Umanamente, prima ancora che enologicamente, un'esperienza incredibile, che ci porteremo dentro per tutta la vita.
I motivi per cui ci piace il mondo vino, tanto da farci investire tempo e denaro in bottiglie, viaggi, degustazioni e blog, sono due:

1. il vino (quantomeno quelli che hanno qualcosa da dire)
2. i produttori (quantomeno quelli che hanno qualcosa da raccontare)

Grazie al Dott. Biondi Santi che ci ha soddisfatto sotto entrambi gli aspetti.

Il Melmo Staff.

mercoledì 15 luglio 2009

Caso Sandri...

...dopo la vergognosa sentenza di ieri pomeriggio, sto ancora cercando le parole adatte per esprime il mio sdegno di cittadino italiano per questa giustizia che non mi rappresenta.




Mando un abbraccio alla famiglia.

Spero che il popolo Laziale in primis, ma subito dopo il popolo Italiano, soprattutto nelle vesti di chi ci rappresenta, sappia dare il giusto conforto ad una mamma, ad un papà ed a un fratello che si son sentiti dire che la vita di Gabriele vale sei anni di prigione.
Da scontare dopo il secondo appello e previa condizionale.
Sono disgustato, amareggiato, intristito...

Spero che la "ruota della vita" che gira, ponga al più' presto tutti i protagonisti di questa sentenza (giudice, avvocati difensori e imputato)dall'altra parte della barricata.


Marco.

martedì 14 luglio 2009

Capichera anno 2007, cantina Capichera.


Un altro bel bianchetto nel penultimo giorno d'attività del blog, che non è prettamente estivo, ma bello fresco e con la pietanza giusta è sempre un bel bere.

E' prodotto con uve Vermentino, vinificate in vasche di acciao inox e barriques, fa 14 gradi e si lega bene con antipasti caldi di mare, verdurine e primi piatti di pesce, meglio se elaborati un tantino...
Io l'ho sperimentato in versione dopocena, meditazione...ed è andato benone anche in questa maniera.
Dopo una bella cena, molto robusta, consumare qualche bicchiere sulla sdraia al fresco è stato molto rilassante e mi ha permesso di gustare fino in fondo questo particolarissimo vino.
Il Capichera ha colore giallo paglierino brillante con leggeri riflessi dorati.
Al naso i profumi si aprono lentamente ed in maniera non invadente.
Su tutto glicine e banana.
In bocca è avvolgente senza essere potente.
Grandissimo equilibrio.

A me è piaciuto moltissimo e non vedo l'ora di riberlo !
Consigliato.


Marco.

lunedì 13 luglio 2009

Un vino per la pizza ?

Da "Il Tempo.it"



Un vino giovane? Nemmeno! Oddio, le strade da intraprendere sono tutte praticabili secondo il concetto del de gustibus, ma attenzione che anche la pizza ha toccato il fondo con il genere di farcitura alle patatine fritte. A questo punto vado a prendere le mie dispense e, secondo la scuola dell'Associazione Italiana Sommelier - se non ho imparato male - il vino da abbinare alla pizza deve avere la medesima "persistenza gustativa" del piatto, quindi una succulenza moderata, attenuata proprio dalla presenza della pasta.
Poi, il vino non deve essere troppo acidulo, giacché il pomodoro fresco ha già una propria componente di acidità che andrebbe a sommarsi a quella del vino. Quindi se il vino deve essere bianco, quasi quasi va bene un Verdicchio dei Castelli di Jesi; ma perché no anche un Fiano d'Avellino sapido, tanto per rimanere in zona.
C'è poi il problema del basilico, che vuole che il suo aroma si abbini volentieri a un altro aroma enoico.
Una Malvasia? Infine c'è la mozzarella, che se mangiata fresca non tollererebbe alcun abbinamento, ma cotta va più che bene. Ci siamo: una Malvasia secca è il vino giusto. Senza alcun dubbio.
E l'olio? Già l'olio che condisce la pizza e che rende il boccone untuoso, come lo pulisci? Con una Malvasia frizzante, ok? Magari di quelle che producono nel Piacentino.
Bene, ora ho la coscienza a posto.
Ma in realtà cosa bevo io quando mi trovo davanti a una pizza tonda come quelle che fanno i pizzaioli di Tramonti?
Se fossi in loco non avrei dubbi: un vino di Lettere, che è un rosso frizzante e delicato, piacevolissimo con quel boccone saporoso.
Poi, in verità, quando la pizza la cucino a casa mia (e guai a farla bassa e anoressica come ci propinano certi pizzaioli ai quali si dovrebbe ritirare la patente!), io apro volentieri una bottiglia di Champagne. Sì, uno Champagne, perché la pizza è il piatto internazionale più buono che ci sia, è festa, è piacere puro e infantile.
E allora via con il vino più celebrato al mondo (l'ho fatto pochi giorni fa, alla pizzeria I Tigli di San Bonifacio di Simone Padoan, lo farò stasera al compleanno della pizza).
Ma attenzione: se la pizza è una margherita o una marinara (sì perché la "napoletana" cosiddetta, farcita con le acciughe, pare non abbia origini partenopee), vada per un più equilibrato brut di casa nostra. Ma in ogni caso - ormai l'avete capito - io la pizza me la mangio con le Bollicine, rosse, bianche o rosè che siano.
Sul mio palato, insomma, ho bisogno di godere di un boccone dopo l'altro, e quindi di pulire il palato e di ricominciare, perché una pizza è come un bacio; mangiare la pizza è come fare all'amore.

sabato 11 luglio 2009

Transformers, il film.

Eh...lo so che al cinema sta uscendo il numero 2, ma io non ho tempo di vedere questi film quando sono prime visioni.
A dire il vero neanche quando sono seconde e terze visioni, ma tant'è il blog è anche mio e vi beccate sta mini-rece sul primo episodio uscito nel 2007.
Che poi, parlo per i fans scatenati della macchine che si trasformano, un po' di ripasso non vi fa neanche tanto male...


Due razze aliene in guerra, gli Autobot e i Decepticon, trasferiscono il loro campo di battaglia dallo spazio alla Terra, alla ricerca di una potentissima fonte di energia, l'All Spark.

Effetti speciali da paura, dolby sorruond a palla e muri della casa che tremano mentre queste macchine infernali si incontrano, si scontrano, si danno battaglia tra la simpatica ingenuità di Sam Witwicky (Shia LaBeouf) e la bellissima Mikaela (Megan Fox)

L'ho visto mentre mi scolavo due Tennens super e mi rilassavo dopo il doppio impegno per l'esame di stato.
L'ho trovato tutto sommato divertente...e vedibile.
Spero che il secondo sia migliore, fra qualche lustro ve lo recensirò !


Marco.

venerdì 10 luglio 2009

Buona prova dei vini laziali in UK.




Dall'Ansa:



"Sono rimasta davvero molto sorpresa dalla qualita' dei vini del Lazio in degustazione, una qualita' medio/alta, diffusa su tutte le tipologie di vino presentate, che testimonia come la regione Lazio abbia un potenziale vitivinicolo del quale molti di noi non eravamo a conoscenza".
Cosi' si e' espressa nel corso di un'intervista alla Cnn dedicata esclusivamente ai vini del Lazio, Jancis Robinson del Financial Times, considerata uno dei piu' importanti giornalisti di vino al mondo, durante il workshop organizzato a Londra nell'ambito del progetto Castelli di Bacco - Tour Europeo 2009.
La manifestazione, voluta dalla Regione Lazio e organizzata da Arsial per sostenere la conoscenza e la commercializzazione dei vini laziali sui piu' importanti mercati esteri, dopo una prima tappa nella Loira, in occasione del Vitiloire festival, e' arrivata a Londra dove ha registrato la presenza di oltre 500 addetti ai lavori, per continuare al Wine Expo di Bordeaux e concludersi nelle tappe tedesche di Monaco e Berlino.
E ''grande'' e' l'entusiasmo che ho rilevato da parte dei nostri produttori, commenta il commissario straordinario di Arsial, Massimo Pallottini. ''Abbiamo presentato il sistema 'Vino del Lazio' in uno dei mercati piu' difficili e qualificati del mondo, in una maniera altamente professionale che ha garantito un elevato riscontro negli incontri commerciali.
La nutrita partecipazione all'iniziativa, l'attenzione ricevuta dai giornalisti e dai buyer britannici e i numerosi contatti commerciali avviati dai nostri produttori ne sono la conferma. In un momento di crisi come questo - conclude Pallottini - che vede anche flessioni preoccupanti nell'export, e' necessario che le istituzioni investano su iniziative mirate per dare un sostegno concreto alle aziende e creare presupposti commerciali solidi per il presente e, soprattutto, per il futuro''.
Queste le aziende presenti: dalla provincia di Viterbo, Ronci di Nepi, Isabella Mottura, Tenuta Sant'Isidoro e Tre Botti; dalla provincia di Roma, Damiano Ciolli, Pallavicini, Castel de Paolis e Gelso della Vacchetta; dalla provincia di Latina, Donato Giangirolami, Marco Carpiteti e Sant'Andrea; dalla provincia di Frosinone, Terenzi.
Contento per la performance, sorpreso per qualche assenza di lusso.
Questo è il mio giudizio sulla notizia.
Comunque, la cosa mi fa in generale piacere e spero che sia un'altro input per una crescita generalizzata dei vini della mia regione.
In relazione alla quantità di ettari coltivati, la qualità è ancora veramente scarsa, ma continuando a insistere ai visto mai che prima che divento vecchio....
Un'ultima cosa: grazie a Fabrizio Santarelli (Castel de Paolis) che da sempre traina la crescita dei vini laziali e anche in questa occasione non si è tirato indietro!



Stefano.

giovedì 9 luglio 2009

Greco di tufo, cantina Benito Ferrara.



Scusate per la qualità della foto....il vino in questione è stato bevuto in una tranquilla serata di Giugno in quell'incantevole posto che sono "Le Vie dei Canti" a Frascati.

I dati tecnici ci dicono che la vinificazione in bianco viene fatta con una pressatura soffice e la fermentazione controllata, tutto in acciaio inox aisi 316. Maturazione in acciaio per 7 mesi.
Il prodotto in questione gode di un'affinamento di uno o due mesi in bottiglia.
Il vigneto è ubicato in Campania in provincia di Avellino nel territorio del comune di Tufo con esposizione ad est.
Il grado di alcolicità si ferma a 13,5 gradi ed il colore è un giallo paglierino piu' o meno "forte" a seconda delle annate.

A me ha destato una buona impressione, mi è piaciuto abbastanza e lo consiglierei a chi è "malato" di Greco, ma anche a chi vuole assaggiare vini campani all'altezza.
Unico cruccio, piccolo per altro, il prezzo:io l'ho pagato circa 22 euro.
In quella fascia di prezzo la guerra è intensa e qualche battaglia si finisce per perderla...
Aspetto Vostri giudizi.


Marco.