lunedì 9 febbraio 2009

Duca Enrico anno 1999, cantina Duca di Salaparuta.



Croce e delizia è per me il Duca Enrico.
Me ne innamorai giovincello, enologicamente parlando, e le prime annate bevute furono emozionanti.
Per esempio ricordo un '88 strepitoso, ma il tempo passa, gli enologi cambiano(?), la cura delle materie prime si evolve...ed eccoci qua a parlare di prodotto sempre molto buono, ma qualitativamente al di sotto di vecchie annate.
Per iniziare un grazie a Big Stefano che riuscì a comprare questa bottiglia di vino in una situazione particolare...

Il '99, 100% nero d'avola come sempre, si presenta con un color rosso poco granato, con 14 gradi di alcolicità e un primo approccio al naso di prugna matura.
In bocca mostra un tannino non più giovane, non molto raffinato e non molto elegante.
Stanca subito.
A bicchiere in movimento si scorge qualche nota di amarena e ribes
Di piu' non dico, se non che mi ha parzialmente deluso.Mi aspettavo di piu'.

Ma si tratta di un giudizio personale.


Marco.

sabato 7 febbraio 2009

Il giorno in più, di Fabio Volo.


Per leggere tutti i precedenti libri di Fabio Volo che ho letto secondo me bisognava conoscere un po’ il personaggio.
Molto tranquillo, molto simpatico e anche molto pieno di sé. Questo libro invece è un po’ diverso e ci ho ritrovato meno il Fabio Volo che conosco.
In questo caso c’è una bella storia e un po’ meno il personaggio.
È rimasta la cosa che mi piace di più di lui, quella di vedere le cose con un “pensiero laterale” e di descrivere le situazioni di tutti i giorni che solo quando le leggi dici “è vero, capita anche a me!” perché non ti ci sei mai soffermato a pensare su.
La storia nelle storie stavolta invece manca, o perlomeno io non l’ho trovata.
È una bella storia dicevo, ma proprio una di quelle scaturite da una bellissima idea, che ovviamente non vi racconto. Chiaro che lui non è un romanziere e a volte lo stile diventa molto contorto. Insomma, potrebbe essere sviluppata meglio ma tant’è.
Inoltre quasi tutto è ambientato a New York, dove conto di andare a breve, quindi per me è stato abbastanza utile.
Motivi per comprarlo: bella storia, fantastica descrizione della vita di tutti i giorni, ambientazione a New York.
Motivi per non comprarlo: è un po’ lento, c’è una figura di donna che non esiste e non esisterà mai, a 12 euro c’è tanta concorrenza.
Vedete voi.

Fabio Volo
Il giorno in più
Oscar Mondadori, prezzo € 12.

Stefano.

venerdì 6 febbraio 2009

Attesa spasmodica per il Brunello 2004...

Dal "Il Messaggero.it" di ieri:


Sta crescendo tra gli eno-appassionati l'attesa per il Brunello di Montalcino 2004, annata giudicata dagli esperti tra le più memorabili degli ultimi anni: «È un vino caratterizzato da grande eleganza - spiega Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Brunello - ed è stato valutato 5 stelle, il massimo del rating».
Il Brunello 2004 debutterà ufficialmente il 20 e 21 febbraio a Montalcino con «Benvenuto Brunello».
Intanto il distretto di Montalcino chiude positivamente il 2008: nonostante la difficile congiuntura economica, il Brunello tiene nei mercati di tutto il mondo. Delle oltre 6 milioni di bottiglie prodotte, il 60% è stato venduto sui mercati internazionali: il 25% dell'export è destinato agli Stati Uniti, il 9% in Germania, il 7% in Svizzera, il 5% in Canada e poi ci sono Inghilterra e Giappone, entrambi con il 3%.
Ma si fanno strada anche nuovi mercati come Nord ed Est Europa.
In America Latina la prima destinazione del Brunello è il Brasile, mentre cresce l'interesse in Messico. Dall'estremo Oriente arriva il 2-3% delle vendite (Corea, Cina e India).


Nel mondo arabo il Brunello si fa strada nei ristoranti di estremo lusso del Dubai. Nel distretto del vino di Montalcino - il cui giro d'affari annuale si attesta sui 130 milioni - si producono mediamente 7 milioni di bottiglie di Brunello l' anno. Oltre al Brunello la produzione di vini di Montalcino annovera il Rosso di Montalcino Doc (4,5 milioni di bottiglie), il Moscadello Doc (80 mila), i vini bianchi e rossi della Doc Sant'Antimo (500 mila), i «supertuscans» (500 mila) e i vini Igt (3 milioni). Dalle vinacce di Brunello si producono inoltre 250 mila bottiglie di grappa. In tutto il territorio operano complessivamente 250 produttori, di cui 200 imbottigliatori. Il 100% dei produttori - unico caso in Italia - sono iscritti al Consorzio del Brunello, l'organo di tutela e di controllo del vino di Montalcino.

giovedì 5 febbraio 2009

Vino di lusso in India con Ferragamo


da Intoscana.it:
La casa di moda fiorentina Ferragamo S.p.A, nota per la produzione di scarpe, borse, occhiali e profumi di alta fattura, si appresta a lanciare sul mercato indiano cinque etichette di vino, attraverso il distributore Finewinesnmore (FWM) di Mumbai e un accordo con la catena alberghiera Marriot International.
La notizia si legge in una nota diffusa dall’Ice di Mumbai.
Le cinque etichette di vino, quattro rossi e un bianco, che FWM porterà sul mercato indiano, si posizioneranno su una duplice fascia di prezzo.
La prima compresa tra le 5.000 e 7.000 rupie (82-116 euro); la seconda e su una fascia di prezzo superiore, compresa tra le 15.000 e le 20.000 rupie (250-330 euro).
Il direttore generale di FWM, Dharti Desai, ha commentato che quello con Ferragamo è un accordo esclusivo della durata di tre anni.
Secondo un recente studio di settore condotto da International Wine & Spirits Record, il consumo di vino in India, considerata come mercato emergente per la categoria dei vini di lusso, raggiungerà i 18,8 milioni di litri nel 2011, dai 6 del 2006.
Città come New Delhi, Mumbai, Chennai, Kolkata e Bangalore rappresentano l'80% delle vendite del mercato.

Stefano.

mercoledì 4 febbraio 2009

Cucina musulmana , seconda parte.




Riprendiamo la descrizione della cucina musulmana. Attenzione che questa parte (in fondo) è per stomaci più forti.




Diverse citazioni del Corano parlano di cibi leciti o meno.
Col passare del tempo si sono aggiunte norme che proibiscono tipi nuovi di cibo ritenuto nocivo; esse vanno dal consiglio di non consumarne (ad esempio caffè e tabacco), alla proibizione formale (le sostanze stupefacenti comunemente dette droghe). Alcune Scuole di Giurisprudenza sconsigliano anche la carne di cane, di gatto, d'asino, i rognoni, il midollo, il cervello, e gli attuali prodotti alimentari con conservanti o altri ingredienti di origine animale, indicati nelle etichette con la lettera E. Proibiti i collageni e le gelatine animali.
Sono dubbi (mushbûh) e quindi in linea di massima da evitare, i cibi contenenti colesterolo, gliceridi, monogliceridi, digliceridi, enzimi, ethoxylato mono- e di-gliceride, acidi grassi, glicerolo e glicerina, stearato di glicerolo, glocogeno, proteine animali idrolisate, pepsine, fosfolipidi, presame (caglio) e siero latteo (naturalmente non lo yogurt e ciò che lo compone, ché anzi è uno dei principali alimenti consumati dalle genti turche), materie derivate da grassi animali.
In definitiva: nel mare magno di quanto oggi l'industria alimentare propone, l'Islamic Food and Nutrition Council of America (P.O.Box 425, Bedford Park, IL 60499) ha oggi stabilito - oltre a quanto detto più sopra - un elenco degli alimenti e loro componenti leciti e illeciti.
Sono stati dichiarati leciti:Aceto, Acido acetico (aceto), Acido ascorbico, Acido citrico, Acido fosforico, Acido ossalico, Acido propionico, Amidi, Aspartame, Benzoato di potassio, Benzoato-Acido benzoico, BHA, BHT, Bromato di potassio, Burro di cacao, Carbonato di calcio, Carragenani, Cloruro d'ammonio, Destrina di malto, Destrina, destrosio, Digliceridi, EDTA, Enzima fungal-proteasi, Ergocalciferolo, Ergosterolo, Fosfato bicalcico, Fosfato di monocalcio, Fosfato tricalcico, Fruttosio, Glucosio, Gomma d'acacia, Latte in polvere non grasso, Lecitina, Lieviti, Lievito di panetteria, Malto, Melassa, Monosaccaridi, MSG (Glutammato di sodio), Nitrati, Nitriti, Olio di soia, Olio idrogenato, Olio vegetale parzialmente idrogenato, Olio vegetale, PABA, Prodotti Peptici, Propionato, Proteina di soia, Proteine vegetali idrolizzate, Saccarina, Sale, Sciroppo di mais, Soia, Solfato d'ammonio, Solfato di ferro, Sucrosio, Tapioca.
Comunque, riguardo alle carni commestibili, per l'Islam in generale:vi sono animali il cui consumo è lecito (halâl).Vi sono animali il cui consumo è dubbio, sospetto, preferibilmente da evitare (mushbûh ).Vi sono animali il cui consumo è proibito, illecito (harâm - termine che significa anche: sacro, inviolabile).
Vi sono animali il cui consumo è abominevole (makrûh).La carne di pesce è lecita.
La selvaggina è lecita solo se il cacciatore è musulmano e se sparando pronuncia la formula tasmiya (Bismillâhi, Âllâhu âkbar: Nel Nome di Dio, Dio è il più grande), o se, catturata la preda viva, la dissangua ritualmente.
Dietro il versamento di un'elemosina a un povero sono leciti anche l'onagro e la iena.L'animale trovato morto (mayta, la carogna) è proibito, tranne nei soliti casi di necessità assoluta (Corano: V, 3).



Tuttavia, la carne degli animali leciti è commestibile solo a condizione che essi siano stati macellati secondo il rituale, ossia secondo le prescrizioni sciaraitiche (termine derivato dal vocabolo arabo Sharî`a: la Legge religiosa islamica). Pertanto la carne degli animali da macello (bovini, ovini, caprini) e degli animali da cortile (conigli, pollame) è lecita solo se sono stati macellati secondo le regole islamiche, ossia:a) il macellatore deve essere musulmanob) l'animale deve essere adagiato sul suo fianco sinistro, con la testa volta alla Ka'bac) il taglio della gola deve essere eseguito: 1) con una lama affilatissima, senza assolutamente intaccare la spina dorsale, 2) recidendo con un unico, veloce colpo le vene carotidi, le arterie giugulari, la trachea e l'esofago; 3) il taglio va fatto alla base del collo se il collo è lungo (cammello, giraffa, struzzo, oca), o nella parte più alta del collo se è corto (bovini, ovini, caprini); 4) va fatto con la mano destra, mentre la sinistra tiene ferma la testa dell'animale.d) il taglio NON va preceduto da stordimento dell'animalee) l'animale deve essere trattato con rispetto; e posto in un luogo in cui non vi siano tracce di sangue o di bestie macellate, onde evitare che l'odore del sangue terrorizzi l'animale. Esso va accarezzato, tranquillizzato.f) le gambe dell'animale vanno legate, tranne la destra posteriore, affinché l'animale possa muoverla e scalciare, sentendosi così più tranquillo.g) ma, soprattutto: il taglio va preceduto dalla formula già citata prima: Bismillâhi, Âllâhu âkbar.
Se uno di questi precetti non è osservato, la carne dell'animale non è lecita.
Questa macellazione rituale ha lo scopo di far uscire il sangue dall'animale. Infatti il sangue è carico di tossine negative per l'essere umano, e se l'animale si spaventa per la morte imminente scarica nel sangue adrenalina, pur essa tossica.
Il taglio della gola fa sì che, con la mancanza di ossigeno al cervello, la morte dell'animale sia immediata, mentre i riflessi condizionati continuano a far sì che il sangue venga espulso dal corpo.
Macellazione sciaraitica in Italia.
L'Italia ha assunto la normativa della Comunità Europea, le cui norme sono diverse da quelle ebraiche e musulmane.
Tuttavia è stata prevista una deroga a beneficio delle Comunità minoritarie, e quindi la macellazione sciaraitica è autorizzata.
Pertanto è stato stabilito che la macellazione venga eseguita da macellai musulmani incaricati dalle Comunità e accreditati presso i macelli dagli organi rappresentativi musulmani, che debbono controllare il rispetto delle regole.


Stefano.

martedì 3 febbraio 2009

Primo Kosher Bistrot d'Europa a Roma



E' stato da poco inaugurato, il 20 Novembre scorso nel Ghetto di Roma, il primo wine-bar kosher d'Europa. Più precisamente il posto si trova in via Santa Maria del Pianto 68 nel rione Sant’Angelo.

Dall'insalata lavata foglia per foglia, alla carne rigorosamente controllata dai rabbini, i prodotti sono tutti certificati come impongono le regole alimentari ebraiche.
Il locale propone piu' di 200 etichette di vino provenienti da tutto il mondo, qualcuna naturalmente è anche italiana, accanto a prodotti della tradizione ebraica come carne secca, coppiette e salame di manzo, caratteristici della cucina giudaico-romanesca.
Il fatto che tutti i cibi e le bevande siano kosher rappresenta una garanzia di qualita' per tutti, tanto che la Regione sta avviando una filiera alimentare specifica.

Una inaugurazione - ha commentato il presidente della comunita' ebraica Riccardo Pacifici - che si inserisce nel grande fermento degli ultimi mesi, in cui abbiamo assistito all'apertura di tre ristoranti kosher (in tutto su Roma sono 15) alla ristrutturazione della libreria del ghetto che riaprira' a gennaio e alla trasformazione della scuola pubblica di piazza delle Cinque Scole da pubblica in ebraica''.
Il kosher-bistrot propone oltre a 200 etichette di vino provenienti da tutto il mondo, anche l'happy hour serale sia per grandi che per piccini.
Una novita' assoluta infatti e' rappresentato dal menu' a misura di bimbo a base di frullati, centrifughe, tramezzini e mini dessert.
''Gli italiani anche non ebrei - ha detto il titolare del locale Angelo Terracina - hanno cominciato a preferire i prodotti kosher perche' maggiormente controllati e inoltre attraverso il cibo si possono conoscere anche culture diverse''.
E sul concetto di diversita' intesa come fonte di ricchezza si sono soffermati anche il rabbino capo Riccardo Disegni e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti.

Insomma, da provare!

Stefano.

lunedì 2 febbraio 2009

Brunello di Montalcino 2000 Mastrojanni



L'azienda Mastrojanni è una realtà abbastanza importante della viticoltura di Montalcino, con i suoi 24 ettari di vigne coltivate. Produce due varietà di Brunello, una riserva denominata Schiena d'Asino e una base, semplicemente brunello, oltre al rosso e a cuvèe di sangiovese e bordolesi.
Questo brunello si fa tre anni di botte e un altro anno di affinamento in bottiglia.
Io ho assaggiato il Brunello base 2000 e onestamente l'ho trovato molto interessante.

Colore rosso granato con riflessi rubini, al naso si apre con un bel ventaglio di sapori fruttati (amarena, prugna e frutti di bosco), di sottobosco e l'immancabile cuoio.
Al palato il tanino arriva in maniera equilibrata, ma presente. Non male il contrasto con l'acidità. Il finale è mediamente persistente.

Girovagando un po' ho scoperto che l'azienda era molto conosciuta e rispettata per la scrupolosa cura dei vigneti e delle rese (massimo 50q,.li/h). Speriamo che la recente acquisizione da parte del gruppo Illy (quello del caffè) non cambi le cose.

Il costo del vino si aggira sui 35 euro (anche se quello che ho bevuto io mi è stato regalato). Credo che, appena possibile, proverò anche lo Schiena d'Asino.


Stefano.