venerdì 23 marzo 2012

Ah Ste'...benvenuto nel club dei Papà !!


Quando tanti, tantissimi anni fa, l'ho conosciuto non avrei mai pensato di poter fare un pezzo così lungo di vita insieme.
Stefano in primo liceo era essenzialmente uno dei piu' tranquilli, rassicuranti e meno scalcianti di tutti.
In realtà, fisicamente non me lo ricordo benissimo, per due motivi: primo perchè la mia memoria è assorbita quasi completamente dalle ragazze della sezione B che mi facevamo morire, secondo perchè amici come Stefano non invecchiano mai. Sono sempre uguali.
Aveva una faccia pulita, fin d'allora, di cui ci si poteva fidare. Atteggiamento burbero che faceva da maschera ad enormi sorrisi.
E così, un po' per gioco, un po' perchè era uno dei pochi che sopportava ridendo, era spesso il sottoposto di scherzi pazzeschi...
Me ne vengono in mente talmente tanti che raccontarli tutti sarebbe da pazzi, ma il migliore, quello si, è da scrivere.
Il pischello era un patito dei motori e non passava giorno che ci spiegasse come intendeva modificare il suo Si della Piaggio.
Marmitta, ruote, motori truccati...non so se avesse un amico meccanico oppure avesse trasferito l'officina sotto il suo garage, sta di fatto che arrivava a scuola (inverno o estate non importava)sempre in sella al suo "cavallo" motorizzato.
Giubbbbotto all'ultima moda e casco bellissimo pieno di adesivi sgargianti...
Fu proprio il suo casco a finire sotto la cattadra senza che lui se ne accorgesse.
Il prof si siede, c'intruppa, guarda sotto e ride (per fortuna) e tirandolo fuori fa il classico: "di chi è questo ?" Tutti a ridere, meno Stefano che tornando al banco mi guarda e me le promette....non ricordo cosa ho dovuto offrirgli per sventare la piu' galattica delle cascate sulla gengiva !


Tra uno scherzo e l'altro, tra un compito in classe passato (da lui, è ovvio)e una corsa in moto, è passato velocemente il liceo e l'università ci ha allontanato soltanto fisicamente. Io alla Sapienza, lui a Tor Vergata.
La musica, le feste, il fantacalcio sono stati solo alcuni momenti di vita convissuta che mi ricordo. Ne abbiamo fatte tante insieme ed ognuna con qualche sfumatura diversa.
Non eravamo i piu' temerari, ma i piu' presenti e i piu' organizzatori si.
Non c'era pizza, escursione in discoteca, cornetto di notte che non passasse da noi.
Pian piano che il gruppo di amici del liceo si disgregava, per tutti i motivi del mondo, noi riuscivamo a rimanere comunque in contatto. Solo per citarne una che deve far pensare, mi ricordo a memoria solo tre numeri di telefono fisso: casa dei miei, casa di Simo e casa di Stefano da celibe.
Agrodolce fu la vacanza in Calabria, noi due e venti amici, che insieme a risate, cozze avariate e bagni, ci diede anche qualche dispiacere.
Una delle poche, considerando un certo periodo, passate insieme, ed è strano a pensarci bene.Forse ci vedevamo talmente tanto durante l'anno che almeno in vacanza non volevamo sopportarci oltre...
Poi tanti altri accadimenti in cui la vita ci ha dato e ci ha tolto molto.
Fino al periodo dell'economia insieme...si perchè il Grande ad un certo punto ha deciso che la facoltà, che io avevo scelto qualche anno prima, poteva essere buona anche per lui e così, ironia della sorte ci siamo trovati a preparare anche alcuni esami insieme.
Il tutto tra una marea di tornei di calcetto iniziati per vincere e finiti con la vittoria dei play out, giocati in campi sconcertanti della periferia romana, ma sacri perchè ci vedevano compiere gesta eroiche-tragiche-comiche.
E poi le scommesse sportive...io che ho sempre vinto molto giochicchiando qua e la che non riesco a prenderne una quando mi metto in società con lui.
Le bischerate da fidanzati con rispettive consorti condite da mangiate faraoniche e bevute mostruose. Intasamenti di barbecue, bistecche scotte, gamberi che scappavano dalla piastra, serate finite sulla spiaggia con 2200 lire in tasca in quattro, tuffi in piscina semi-seri....uh quante ne ricordo.
Voltandomi indietro devo dire che...insomma: ce la siamo saggiamente goduta.
In mezzo a tante esperienze di vita diverse,a volte belle, altre volte molto dolorose, siamo diventati grandi...se diventare grandi significa mettere qualche volta in piu' la giacca e pensare di piu' ad altre cose serie.
Ma chiamarci brutto, losco, cazzone panato nelle nostre email simil serie è un lusso a cui continuiamo a non rinunciare.
Penso di poter dire, a ragione, che ci siamo sempre stati l'uno per l'altro.

E' quindi facile oggi, di fronte a questo avvenimento straordinario della sua vita, scorgermi francamente emozionato come quando è capitato a me, e rivedere con occhi umidicci questo "film" lungo piu' di metà della mia\nostra vita arricchirsi di una new entry tanto importante, quanto unica.


Da domani i pannolini ruberanno un po' di spazio alla tua cantina, ma tu se ti trovi in difficoltà, a qualunque ora, sai già che fare: alza il telefono e chiama.


Marco.

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