lunedì 31 marzo 2008

Rosso Conero Riserva Passo del Lupo 2002 - Fazi Battaglia.



Sarà stata l’annata complessa e il tempo decisamente contrastante, tuttavia devo dire che non solo il vino in sé non mi è piaciuto ma anche che fossi stato in loro di certo non avrei fatto la riserva. E si che il rosso conero a me piace abbastanza…
Il colore è un rosso granato. Al naso a bicchiere fermo è stranamente poco intenso e poco ampio. Si distinguono note di frutta sotto spirito e di marmellata, ma più di tutto di frutta cotta. A bicchiere in movimento si possono avvertire delle note che ricordano le castagne. Qualcuno ha trovato un buon odore di sottobosco.
In bocca il tannino è forte e prevalente sia sulla morbidezza che sull’acidità. Qualche nota minerale. Un buon corpo senza dubbio ma anche una persistenza media, che non mi aspetto da un rosso conero.
Considerando un costo di 19 euro circa in enoteca, il mio giudizio sul 2002 è negativo. Aspettiamo i prossimi anni.

Stefano

sabato 29 marzo 2008

Harry Potter e il calice di fuoco.



Harry Potter e il calice di fuoco è il quarto libro della saga di Harry Potter e ci porta nel mezzo del cammino. Il libro esce nel 2001, tre anni dopo il primo Harry e per la Salani (la casa editrice italiana) è un record la vendita di 300.000 copie. Le pagine sono 623, ma quando arrivi alla fine ti chiedi il perché sia già finito.

La storia.
Il libro inizia dichiarando uno stretto legame tra Harry e il malefico signore oscuro Lord Voldemort. Harry infatti lo sogna, ma sono sogni particolari, come se Harry stesso fosse Lord Voldemort.
Poi, una brusca virata: la Coppa del Mondo di Quiddich (il gioco più polare del mondo magico). Harry e i suoi amici prima dell’inizio della scuola vanno a vedere la Coppa del Mondo e fanno tantissime conoscenze anche tra gli adulti: membri del Ministero della magia, maghi influenti, vecchie glorie sportive e ci viene detto come i maghi gestiscono la loro vita in rapporto ai babbani (i non maghi). Ma alla Coppa accade qualcosa si sconvolgente. Come se non bastasse al ritorno a scuola ci sono importantissime novità. Il torneo di Quiddich viene sostituito con il Torneo Tre Maghi, una competizione molto pericolosa tra scuole di maghi che vede partecipare solo uno studente per ciascuna di esse. Ciò significa che durante l’anno ad Hogwarts verranno ospitate le studentesse francesi della scuola Beauxbatons e gli studenti della scuola slava Durmstrang. I partecipanti al Torneo (che dovranno affrontare 3 rischiosissime prove) possono essere solo studenti maggiorenni e vengono scelti dal Calice di Fuoco. Misteriosamente i partecipanti saranno 4 perché dal calice esce anche il nome di Harry Potter. Inizia così l’avventura più difficile che Harry abbia affrontato fino ad ora. Oltretutto Harry rimarrà per buona parte dell’anno scolastico da solo, abbandonato dai suoi amici e deriso dai suoi nemici fino alla tragica conclusione di questo quarto capitolo.

Ecco un libro decisamente complesso. Sin dall’inizio si capisce come da questo libro in avanti il fulcro della storia sarà la lotta contro Lord Voldemort. Harry e i suoi amici stanno crescendo e in questo libro sono analizzate gelosie, attriti e conflitti soprattutto tra i personaggi principali (Harry con Ron, Ron con Hermione e così via). La fama che ha sempre contraddistinto Harry suo malgrado si acutizza fino a trasformarsi in motivo di disprezzo da parte di praticamente tutta la scuola nei confronti di Harry. Solo il prof. Silente e gli altri insegnanti capiscono che la magia che ha fatto sì che il nome di Harry uscisse dal Calice di Fuoco è una potentissima magia nera e che un grave pericolo sta riaffiorando. In questo libro scopriamo come i maghi non esistano solo in Inghilterra, ma che ci sono altre scuole che preparano studenti di magia e stregoneria ed uno dei temi di questo libro è appunto l’integrazione e la collaborazione tra i maghi.
L’epilogo è il più tragico fino ad ora letto nella saga del maghetto. Il fatto che Harry viva per quasi tutto l’anno scolastico emarginato dagli altri è quasi una anteprima di quello che accadrà nel quinto libro quando nessuno vorrà credere a quello che Harry ha visto accadere. E ciò che Harry ha visto e vissuto non promette niente di buono per nessuno, mago o babbano che sia.


Harry Potter e il calice di fuoco, Salani Editore, prezzo 18,50 Euro

Emanuela.

venerdì 28 marzo 2008

Uno e Bino


Uno e Bino: uno di quei posti conosciutissimi e famosi, che prima o poi devi visitare, tanto stanno vicino a te. D'altronde c'erano moltissime recensioni positive che avevo avuto, protratte nel tempo, anche se so che il cuoco nel frattempo era cambiato. Devo dire che nel complesso sono rimasto soddidsfatto dell'ambiente, del servizio, della cucina e della scelta di vini che seppur non amplissima, conteneva diverse chicce. Penso che il posto lo debbano visitare specie i Fan dell'autoctono, visto che proprio in merito c'erano diverse bocce interessanti.


Anche in questo caso (come è stato per il vicolo di mblò e per roscioli) sono rimasto appiedato dal cellulare,m quindi niente foto.


Eravamo in 4 e abbiamo preso:

- appetizer (offerto): crema di zucca con spuma di formaggio taleggio e un cracker al nero di seppia. Buonissima: sapori molto amalgamati con un tocco di eleganza dato dal cracker.

- Primi: paccheri al ragù di pesce, deliziosi, e spaghetti calamari e pomodirini arrosto: buoni e sicuramente più saporiti dei precedenti. In effetti avendo assaggiato questi per secondi mi sono piaciuti di più, ma ho potuto apprezzare al meglio anche i paccheri. Roby che ha fatto il contrario, invece, ha trovato questi ultimi un po' insipidi.

- Secondi: petto d'anatra con coscia e confit di carciofi croccanti e maialino cotto nelle mele con patata schiacciata all'olio di oliva. Entrambi eccellenti, anche se il petto d'anatra aveva qualcosa in più. Forse, proprio in quel piatto, ho apprezzato poco la coscia dell'anatra che era un po' più croccantella, ma tutto sommato il piatto era veramente degno di nota.

- dolci: tartelletta di castagne ripiena di marroni e gianduia su salsa si mandarini con scaglie di cioccolato: a me è piaciuto molto, più dell'altro dolce, a Roby un po' di meno. Sicuramente un sapore deciso, ma devo dire di rilievo.

- Creme brulèe alla liquerizia su biscotto di cioccolato con mousse di yogourt e salsa al caffè. Forse troppo complicato, a me non è piaciuto. Magari chi apprezza i sapori delicati (come Roby) la ha mangiato ben volentieri.


Come vino abbiamo preso un Palagrello Bianco 20006 di Fontana Vigna (costo 21 euro) e poi il sommelier Valerio (una persona squisita) ci ha gentilmente offerto un Zampaglione Baccabianca (da uve cortese) 2004. Una spremuta d'uva, praticamente. Diciamo che non è un vino proprio nelle mie corde, ma è apprezzabile al filosofia produttiva e il risultato, sicuramente estroverso. Comunque ne ho fatto una rece a parte.


Conto totale, meno di 60 euro a persona.


Vineria Uno e Bino

Via degli Equi, 58

Roma (Zona S. Lorenzo)

Tel 064460702




Stefano.

giovedì 27 marzo 2008

I miei vini di Pasqua...

Direttamente dal Piemonte con furore:



Barbaresco Terre anno 2002, voto 5,5.
Barolo,Beni di Batasiolo, vigneto Boscareto, anno 1990, voto 7-.

Dalla Sicilia con amore...




Duca Enrico, Duca di Salaparuta, anno 2001, voto 8+.
Lavico 2003, Duca di Salaparuta, anno 2003, voto 6,5(considerando il rapporto qualità\prezzo).

Dalla Toscana con maestosità:



Sua Eccellenza il Brunello di Montalcino, Le Macioche, anno 1999, voto 8,5.

Veduta d'insieme...




Marco.

mercoledì 26 marzo 2008

A proposito di Pasqua...

Della Pasticceria Stampeggioni abbiamo già parlato qualche tempo fa (clicca). Per Pasqua si sono superati (in effetti lui è di esperienza cioccolatiera) e hanno preparato delle uova fantastiche.
Vi faccio vedere alcune immagini e vi lascio i commenti...













Stefano.

martedì 25 marzo 2008

In aumento i consumi dei prodotti biologici



Da Newsfood.it:



Gli italiani amano il biologico, i dati parlano chiaro: il nostro paese è leader in Europa per superfici coltivate (oltre 1 milione di ettari, +7,5% rispetto al 2005) e l’agricoltura biologica si conferma una pratica naturale sempre più diffusa ed efficace per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, con effetti positivi per il settore agroalimentare dedito al biologico (51 mila aziende attive in Italia, che è il quarto produttore mondiale), oggi protagonista di una fase di sviluppo interessante.

A questo si accompagna il trend positivo registrato dai consumi di alimenti biologici delle famiglie che nei primi sei mesi del 2007 sono cresciuti del 9%, con un fatturato complessivo stimato in 2,5 miliardi di euro; dopo qualche anno dall’esito un po’ interlocutorio nelle vendite e malgrado l’attuale fase di crisi dei consumi alimentari, gli italiani scelgono infatti sempre più i prodotti biologici. A prevalere sono soprattutto gli acquisti di prodotti bio per l’infanzia (+47%), seguiti da pasta e riso (+16%). In ascesa consistente anche l’utilizzo di prodotti bio nei menu delle mense scolastiche, in rispetto alle leggi regionali vigenti in materia.

I prodotti provenienti da agricoltura biologica sono una scelta etica perché sfruttano la naturalità del suolo ed escludono qualsiasi impiego di prodotti chimici nei campi e negli allevamenti, offrendo garanzie di genuinità e salubrità particolarmente benefiche per l’alimentazione in ogni fase della vita (dall’infanzia alla terza età).
Rispettando l’ambiente, non inquinando e risparmiando le già scarse risorse idriche grazie ad un ridotto consumo di acqua, l’agricoltura biologica favorisce il benessere e la salute pubblica, esaltando nel contempo gusti e sapori tipici, tradizioni gastronomiche e produzioni locali ad alto valore nutrizionale che consentono anche la sopravvivenza di aziende situate in territori economicamente depressi.
Da qui il successo di iniziative di filiera corta e vendita diretta – realizzate per esempio da alcuni Comuni dell’Emilia-Romagna – con le quali il consumatore può acquistare cibi biologici (latte, carne, ecc.) direttamente dalle aziende che li producono o dopo una fase di trasporto molto ridotta, a garanzia di freschezza e massima genuinità degli alimenti.

La stessa Emilia-Romagna è oggi la quinta regione italiana per numero di operatori biologici (dopo Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata), pari a 4.017, costituiti per il 78% da aziende biologiche e per il 22% da trasformatori o preparatori di prodotti ottenuti con metodo biologico, mentre la superficie agricola certificata riservata al bio è di 85.750 ettari, pari al 7,7% del totale regionale (dati Regione Emilia-Romagna - 2006).
Il fatturato sviluppato dalle aziende del settore in Emilia-Romagna è di 450 milioni di euro, vale a dire il 18% del fatturato nazionale.
Il sistema del biologico risulta in evidenza soprattutto nelle province di Forlì-Cesena (770 operatori), Parma (638) e Bologna (628), con prevalenza di colture bio foraggiere (48%), seguite da prati permanenti e pascoli (24%), colture cerealicole (11%) e frutticole (4%).
Infine, l’Emilia-Romagna è al primo posto per maggior numero di Comuni con mense biologiche, pari a 124, su un totale nazionale di 709 Comuni (dati AssoBio-2006).

sabato 22 marzo 2008

Auguri a tutti di buona Pasqua !



Dalla redazione del Blog e da tutti i suoi collaboratori un grande augurio di buona e serena Pasqua a tutti i nostri lettori !

Buon abbacchio a tutti !

P.s.Ci rivediamo martedì....e non mangiate troppo.