martedì 10 aprile 2012

Visita all'Azienda Emidio Pepe a Torano Nuovo.

E' stata la prima tappa del giretto fatto nel week end del 18 marzo 2012.

Alle ore dieci e trenta si sono aperti gli sportelli della Multipla proprio davanti al palazzo che, se ho ben capito, fa da casa-cantina-ufficio della famiglia Pepe.
Ad accoglierci Sofia la figlia del sig. Pepe e la nipote di cui ricordo tutto, ma non il nome...
Ci hanno messo subito a nostro agio con un'accoglienza senza imbragature e con molta tranquillità.


L'aria frizzantina e la pace che circondava l'azienda sono state un buon viatico per cominciare la visita dalla cantina.
Mentre scendevamo in cantina ho trovato di una bellissima quotidianità vedere i giochini dei bimbi accanto ai cartoni che sarebbero serviti per l'imballaggio delle bottiglie. Pensare che in quel limbo d'Abruzzo crescano generazioni diverse all'ombra, anzi alla luce, di vigne e vitigni che fanno la storia del vino...mbe' che dire, l'ho trovato come un esempio di straordinaria semplicità italiana.
Quella buona, quella che porta grandi frutti.


La nipote del sig.Pepe ci ha mostrato le varie zone della cantina e ci ha spiegato le tecniche e le fasi della lavorazione.


Questi attrezzi fotografati sono quelli in uso a tutt'oggi e forse sono una piccola parte del segreto del successo di questa cantina.
Che spettacolo !


Riesco soltanto in parte ad immaginare quanta beata gioia ci sia durante la vendemmia...anche alla nostra "accompagnatrice" è uscito un bel sorriso sincero quando si è lasciata sfuggire "...è un po' un delirio il periodo della vendemmia!"

La seconda parte della visita consisteva nel visitare il "cavou" dell'azienda dove riposano le bottiglie di vino prodotte dal 1964 ad oggi. Bel posto, non c'è che dire.
E bella anche l'idea di preparare le bottiglie allo sturaggio che praticano in questa azienda.


La signora Rosa Pepe in persona controlla attentamente tutte le bottiglie prima che vengano messe in commercio, travasando il vino da bottiglia a bottiglia, in modo da eliminare il naturale deposito che si forma sul fondo.
Si è scelto la decantazione naturale poichè così è il vino che decide ciò di cui privarsi, mentre con la filtrazione si portano via molto spesso tante proprietà importanti.

Finito il giretto descrittivo, ci siamo accomodati nella grande sala adibita alle degustazioni. Arredata con buon gusto senza eccessi e senza sfarzi, corredata da bottiglie di vino e riconoscimenti dati all'azienda, ti fa sentire proprio all'interno della "struttura".


Insieme alla bellissima nipote del sig. Pepe abbiamo assaggiato quattro bottiglie, due di rosso e due di bianco.


Il primo bianco è stato il Trebbiano dell'anno 2010 che non si è dimostrato assolutamente pronto. Il naso, comunque abbastanza corto, era fortemente in contrasto con quanto poi si rintracciava in bocca.
Avrà bisogno di almeno quattro o cinque anni di affinamento ulteriore, ma già da adesso possiamo dire che si tratterà di un buon vino.

Il primo rosso è stato il Montepulciano dell'anno 2003.
Discorso contrario per questo vino: straordinariamente pronto.
Elegante al palato, equilibrio perfetto, tannino morbido ed elegante. Persistenza ottima. Al naso è profondo, senza stancare nè disturbare.
Veramente un buon vino che, azzarderei, è vicino al suo punto di massima evoluzione.

Il secondo rosso è stato il Montepulciano dell'anno 2001.
Un altro vino rispetto a quello sopra: al naso è piu' evanescente, in bocca piu' corto. Colore strano, per un vino di undici anni, che ci dice che questa bottiglia ha ancora molta strada da fare. La persistenza e la struttura sono in fase evolutiva. Sicuramente si va verso un "campionissimo", ma adesso è meglio lasciarlo in panchina!

L'ultimo assaggio è stato quello che piu' ci ha fatto strabuzzare gli occhi e le lingue...
Il Trebbiano dell'anno 2004 è una di quelle bottiglie che una volta che l'hai bevuto ringrazi Dio di averne avuto la possibilità.
Un vino da urlo che t'inchioda sulla tua sedia a chiederti perchè hai aspettato tutto questo tempo prima di andare all'azienda Pepe.
Naso profondo e gradevolissimo in perfetto collegamento con quello che si sente in bocca. Sapidità ed acidità quasi perfette, struttura ottima, persistenza giusta.
Un calice di emozioni positive...che l'unico dubbio che lascia è solo sulla generosità, ancora maggiore, che potrebbe essere tra qualche anno.
Dico ciò perchè ho riscontrato ancora una piccola evoluzione in atto.


Finita la degustazione abbiamo fatto una discreta scorta dei prodotti dell'azienda e proprio quando eravamo quasi ai saluti abbiamo avuto la sorpresa piu' grande: abbiamo potuto stringere la mano e scambiare quattro chiacchiere con il sig.Pepe in persona.


Un giovanotto di ottanta anni che ancora oggi cura le sue vigne con la stessa passione ed intensità di sempre. Nel suo sorriso l'orgoglio di aver creato una splendida realtà italiana e forse anche un po' di piacere per i nostri sinceri e dovuti complimenti.


A lui, a sua figlia ed a sua nipote che hanno permesso la nostra visita va il nostro sentitissimo ringraziamento.


Marco.

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