giovedì 5 marzo 2009

Podere Còncori a Lucca.


Per la conoscenza di questa azienda devo ringraziare il mitico Riccardo del Corriere del Vino. Il titolare, Gabriele, è stato definito come il primo "vigneron" della garfagnana. Di certo c'è che i suoi vini sono dotati di personalità e questo, specie in zone dove ci si potrebbe crogiolare sugli allori dell fama, è secondo me già un bel valore.
L'azienda è biodinamica: per chi non sa cosa significa mi sono ripromesso per quest'anno di farci un bel pezzo sopra, comunque sul sito dell'azienda c'è una interessante descrizione.



Veniamo al perchè Gabriele è stato definito vigneron: è abbastanza intuitivo, ma comunque perchè tra le uve che coltiva nei suoi tre ettari vi sono queste varietà: syrah, pinot nero, pinto bianco, chenin blanc, gewurtraminer (che è un po' la pecora nera visto che sono quasi tutti francofoni) e altre varietà locali, come il ciliegiolo.
Attualmente la produzione si impernia su due vini:
- Melograno Rosso 2006 -(Syrah 60%, Ciliegiolo 5%, Carrarese 5%, Pinot Nero 10%, più altri vitigni autoctoni). Per il 2007 che ho assaggiato in anteprima si andrà verso syrah quasi in purezza.
A me è piaciuto abbastanza, ed un gran risultato considerando che il syrah in purezza non mi ha quasi mai esaltato;
- Podere Concori Bianco 2007 -(Pinot Bianco 40%, Chanin blanc 20%, Gewurtzraminer 10%, più altri vitigni autoctoni). Dal sito: "Macerazione sulle bucce e fermentazione in tini di acciaio a bassa temperatura per conservare gli aromi intensi e fruttati, al palato risulta piacevole e fresco. L'acidità è bilanciata dal corpo del vino."

Ma il vero cavallo di battaglia sarà un altro: mi ha fatto assaggiare una vendemmia tardiva (una chicca, una vera anteprima) eccezionale, dove si alternano note secche e note dolci in un turbinio di sensazioni difficilmente descrivibili.
In aggiunta ho bevuto anche un bel pinot nero in purezza, con tutti i crismi di un buon pinot nero, tra cui anche qualche nota nervosa, in aggiunta alla succosità e ad una nota di morbidezza che solo la terra toscana riesce a dare.

Bravo Gabriele!

Stefano.

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