Visualizzazione post con etichetta Vacanzando con Melmo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vacanzando con Melmo. Mostra tutti i post

lunedì 14 maggio 2012

Visita alla cantina Pietrantonj a Vittorito.

Il terzo ed ultimo appuntamento che avevamo fissato per il nostro week end enogastronomico abruzzese era la cantina Pietrantonj.

A tutti gli effetti doveva essere la cantina outsider da scoprire e la visita, con annessi assaggi, ci ha confermato di essere al cospetto di una bellissima realtà con molte potenzialità ancora da calibrare bene...

Quasi tutti i "consiglieri" a cui avevo chiesto di questa azienda mi avevano parlato di una realta produttiva attenta al legame con il territorio ed al rispetto dell'ambiente. La famiglia Pietrantonj che guida l'azienda da svariate generazioni, si dedica alla produzione del vino da quasi due secoli, precisamente dal 1830.
I vigneti sono in una posizione felice: vicini alla Maiella, al Sirente ed al Morrone, disposti su altezze tra i 350 ed i 400 metri s.l.m.
Questa particolare posizione garantisce alle piante delle escursioni termiche non comuni che aiutano le stesse a mantenere una ricchezza di profumi ed aromi quasi unica.
La produzione complessiva di bottiglie della cantina si aggira ormai oltre le 650 mila unità con, come ovvio, alcuni prodotti piu' "commerciali" ed altri meno.

Veniamo ricevuti da una gentilissima donna della famiglia che ci mette subito a nostro agio confidandoci, sottovoce, di preferire appassionati come noi ad aspiranti scienziati del vino che spesso passano da quelle parti...
La prima parte della visita la facciamo, ahimè, guardando delle belle e grandi fotografie poichè una parte della cantina è chiusa a causa dei danni del terremoto di tre anni fa.
Peccato...la bellezza che si riscontra da quelle foto fa nascere un sano rimpianto per non poter vedere di persona. Sarà per la prossima volta !


La parte della cantina che possiamo visitare è quella che vedete nelle foto che si alternano alle parole. Ed è anch'essa estremamente interessante.
Le botti enormi che vedete sono state costruite dentro questi locali e quando, qualche anno fa, l'azienda ha cercato un metodo per "ristrutturarle", nonostante abbia sentito tutti gli esperti del settore, si è trovata nell'impossibilità di farlo.
Almeno nei modi che voleva...


L'unico modo di averle ancora funzionanti è passato attraverso un complesso lavoro di inserimento all'interno delle stesse, di un serbatoio di acciaio...un lavoraccio: lungo e costoso, ma che da' la possibilità all'azienda di poter dire che queste mega botti, costruite nel 1880, oggi sono ancora parte del ciclo produttivo.
Seppur in nuove vesti, s'intende.


Mette di buon umore e fa "effetto" chiacchierare tra queste grandi botti, nel rassicurante freschetto della cantina. La presenza della signora che ci ha accompagnato nella nostra visita non è mai stata invadente e dove è stato possibile ci ha aiutato a risolvere alcune nostre curiosità.


Seduti nella sala apposita abbiamo degustato, conversando tranquillamente, sei vini della casa.
Abbiamo cominciato con un'ottima Malvasia di Candia 100%, anno 2011, che mi ha fatto davvero una grande impressione: poco naso, ma tutto di riguardo con note floreali e minerali. Ottimo finale con giusta sapidità. Azzardo un'accostamento: gli scampi alla griglia...
La bottiglia, come sottolineato anche dalla Signora, ha bisogno di un periodo di riposo in cantina, ma se il buongiorno si vede dal mattino...è una "piccola, grande bottiglia".
Il secondo assaggio era quello che piu' m'incuriosiva: il brut Temè. Uno spumante direttamente da uve Pecorino che nasce da una collaborazione con un'altra cantina\ditta nella zona ( e come ti sbagli?) di Valdobbiadene.
Curiosità accontentata a metà: la qualità del prodotto c'è e si sente, ma l'eccessivo perlage ne oscura oltremodo la generosità. Da rivedere, secondo me, questa componente che non ci fa godere in pieno delle bontà del bicchiere.
Il terzo assaggio è stato il Cerasuolo. La gradazione alcolica è intorno ai 14 gradi, il colore è rosa chiaretto, molto beverino, al naso note di ciliegia e seppur dotato di una gradevole sapidità....non mi ha convinto. L'unico che sui miei appunti prende il classico NO del non mi è piaciuto. Questione di gusti perchè non è un vino cattivo.
A seguire il Cerano Riserva 2007. Un vino non filtrato di 14 gradi alcolici che affina in rovere francese. Si notano le caratteristiche del vino da invecchiamento, ma già da adesso è un buon vino. Naso e palato in evoluzione non consentono di dare giudizi definitivi, ma siamo davanti ad una bella bottiglia. Alla fine tra i rossi sarà, di gran lunga, il mio preferito...Da riempirci la cantina.
Altro rosso invece è l'etichetta nera classica, un Montepulciano 100% di 12,5 gradi che non troverete neanche nelle guide. E' un vino molto "terroir" come direbbero quelli bravi...Un bicchiere leggero e leggiadro a tutto pasto, con un tannino tranquillo, forse troppo, e alcune caratteristiche nella struttura che ne sconsigliano l'invecchiamento.
L'ultimo vino assaggiato è stato il Montepulciano d'Abruzzo Arboreo:tredici gradi ben portati, un olfatto di prim'ordine con mora e frutta di bosco su tutto. Si sentono in bocca i dodici mesi in Slavonia. A me è piaciuto...in cantina riposano due bottiglie da riassaporare tra qualche tempo.


Prima dei saluti siamo passati a far una discreta scorta dei vini dell'azienda e chi piu', chi meno, abbiamo comprato un bel po' di bottiglie...

Considerazioni finali.
L'azienda Pietrantonj si è dimostrata ospitale e recettiva, ci ha offerto un mix di storia enologica abruzzese condita con le produzioni della cantina che hanno un legame notevole con il territorio da cui provengono.
Le cose belle sono state molte: la disponibilità e la gentilezza dimostrateci, la parte di cantina visitata e soprattutto il rapporto qualità/prezzo di molti suoi prodotti.
Una visita da consigliare a chi vuol capire fino in fondo come si muove, e da dove proviene, il "mondo enologico" abruzzese.
Andando via non sono riuscito a non consigliare alla proprietaria quello che un consumatore difficilmente fa e che ribadisco qui a gran voce:"Dovete alzare i prezzi!"
Alcuni vini della casa, soprattutto la riserva, sono decisamente sottoprezzati e ciò impedisce la piena valorizzazione degli stessi prodotti.
Altresì, questi prezzi troppo bassi spingono fuori queste bottiglie da un certo circuito di degustazione tra appassionati che, gioco forza, parte dal costo della singola bottiglia...

Marco.

venerdì 4 maggio 2012

Sembrerebbe che...

...riesca ad andare in vacanza qua.


Ancora non sono sicuro al 100% perchè tra lavori in casa, impegni pofessionali e quant'altro....ma vista come si era messa la situazione...già sperare di andare in vacanza è decisamente una buona nuova.

Ma l'avete riconosciuto questo paesello ?

Marco.

lunedì 16 aprile 2012

Visita alla cantina Masciarelli a San Martino sulla Marrucina.

Arrivare all'appuntamento puntuali era quasi un'utopia...calcolando il numero di strade interrotte, inagibili e quant'altro, ma quando abbiamo passato le colonne d'Ercole di San Martino sulla Marrucina ed abbiamo visto la scritta d'oro immortalata qua sotto, eravamo nel giro di lancetta giusta. Incredibilmente aggiungo.


Ad attenderci la gentile Valentina che nei giorni precedenti aveva avuto la pazienza di "starmi dietro" e di organizzare con me la visita.
Messi da parte i convenevoli di rito ci ha spiegato il motivo per cui non era possibile visitare la cantina vera e propria: la festa di San Giuseppe richiamava la presenza del sig. Masciarelli senior, ed è lui l'unico ad aver le chiavi.
Seppur da fuori, Valentina ci ha dato tutte le info di cui avevamo bisogno ed anche di più'.
Ci ha dato, senza dubbio, un'ottima panoramica sull'azienda tutta: bottiglie prodotte: più' di due milioni, ettari di proprietà: più' di quattro cento, province dove sono ubicate: tutte le quattro province abruzzesi, compiti non usuali dei dipendenti: vendemmia di una vigna particolare proprio a ridosso della "prima" cantina Masciarelli.


Dopo questo, tutto sommato, breve excursus, siamo rimontati in macchina e ci siamo diretti verso il Castello di Semivicoli.
Questo bellissimo castello fu acquistato dal sig.Masciarelli prima della sua morte e sucessivamente "sistemato" quanto basta per renderlo ancor più' splendido.
E' stata una visita bella ed emozionante.
Il giardino era molto bello e caratteristico, immaginarlo d'estate con i tavoli finemente apparecchiati oppure pensare ad una degustazione in mezzo a quel paradiso...beh che dire: sarebbe bello provare.


Chissà che le nostre strade non s'incrocino di nuovo...

Dentro le mura invece, il Castello offre un'ottimo connubio tra passato e presente.
La storia del passato, lo charme e l'eleganza del presente.


Così è normale passare dalla possibilità di vedere un frantoio del 1800...


...a quella di rilassarsi in un angolo in stile moderno, adatto ad momento di relax piu' giovanile...


...ed ancora imbattersi in una sala da degustazione in stile caratteristico.
Insomma...non vorrei ripetermi, ma è stata proprio una bella visitina. Da consigliare anche al piu' astemio dei nemici.

So già la domanda che state per farmi: "Ah Marcolì...ma il vino?"
Non rinnego la genesi di queste gite che vengono programmate esclusivamente verso cantine importanti, alla ricerca di vini da assaggiare e da scoprire, ma non fare questa visita sarebbe stata un sacrilegio...
Detto ciò, alla fine del nostro giretto nelle secolari stanze del Castello, siamo stati fatti accomodare nella sala adibita alle degustazioni.


Evito di sperticarmi per descrivervi l'ambiente e spero che le foto rendano l'idea...
Accompagnati dalla bravissima Valentina e da un'altra valida collaboratrice, di cui non ricordo il nome, abbiamo degustato una batteria di vini dell'azienda.

Il primo bianco è stato un Trebbiano 100%, anno 2011, che fa dalle due alle tre settimane di fermentazione ed è parte di una linea di vini prodotti tutto l'anno. Le vigne sono quasi esclusivamente nella provincia di Chieti.
Diciamo un vino a tutto pasto,da bere giovanissimo che si lascia preferire freschetto...

Di altro passo e altra struttura è stato il secondo bianco bevuto.
Il Villa Gemma bianco, annata 2011, è un mix di uve: Trebbiano 65%, Cococciola 20% e Chardonnay 15%. Fa il ciclo della fermentazione, che in tutto dura 15-30 giorni, in vasche d'acciaio inox.
Anche per questo bianco si consiglia la bevuta da giovincello, ma l'ho trovato decisamente superiore all'altro.

Passaggio obbligatorio ai rosè...
Il primo è il Masciarelli Rosato Colline Teatine, montepulciano 100%, fermentazione in acciaio inox per circa 20 giorni e soltanto sei ore di contatto con le bucce.
Da consumare giovanissimo, molto fresco, preferibilmente in un patio nel mese di Agosto...
Molto meglio il secondo rosato della batteria: il Cerasuolo Villa Gemma.
Non mi sono appuntato l'anno degustato, ma ricordo che anch'esso fermenta in vasche di acciaio inox, che la sua gradazione alcolica è, non di rado, superiore ai 13 gradi
e che non denota una struttura da invecchiamento.
Secondo me potrebbe essere un ottimo calice per un aperitivo non di routine, magari con sfiziosi formaggi...

Sia per il precedente che per questo vino la cortese Valentina ci ha spiegato che ne viene prodotto ancora molto perchè è forte la tradizione ed il legame con il territorio e la cosa se da un lato non farà impazzire gli enosboroni, dall'altra ci fa conoscere un altro punto di vista importante dell'azienda.
Pur non essendo un esperto di vini rosati in genere...a mio giudizio Cerasuolo-Rosè 3ao !


Abbiamo, ovviamente, bevuto anche due rossi.
Il primo è stato il Masciarelli rosso, anno 2009, montepulciano d'abruzzo 100% e circa 13 gradi di gradazione alcolica.
Vino prodotto in vari vigneti della zona tra cui proprio quelli di San Martino sulla Marrucina e quelli di Corropoli, località altresì famosa per aver dato i natali alla seconda società calcistica della Capitale.
Anche per esso fermentazione in acciaio inox e l'impressione che si tratti di un vino che si lascia apprezzare da subito e non sembra portato all'invecchiamento.

Veramente diverso il secondo assaggio "rosso".
Si è trattato dell' Iskra, anno 2004, montepulciano 100% prodotto nel comune di Controguerra, in provincia di Teramo. Un I.G.T., non filtrato, al secondo anno di produzione che fermenta in vasche di acciaio inox e poi si "ricovera" in fusti di rovere.
L'invecchiamento pre-imbottigliamento è di un anno, un anno e mezzo in barriques .
La gradazione alcolica è stata per i primi due anni di 14,5 gradi.
Un vino particolare: da amare o da odiare. Sicuramente non passa inosservato e si comporta proprio come vuole che si comporti il suo ideatore, nella persona della signora Masciarelli.
La signora ha cercato e voluto un vino che desse subito una forte sensazione in bocca...diciamo un'esplosione...diciamo una scintilla di gusto.
Ed è proprio scintilla la traduzione dal serbo del nome Iskra.
Per cui il vino sia al naso che in bocca è prepotente e questa qualità lo rende piacevole o meno a seconda dei palati.
A me non è dispiaciuto per niente, anzi. Ma evito altisonanti aggettivi perchè ho bisogno di riassaggiarlo con piu' calma, tra un anno o due, quando ho l'impressione che possa trovarlo anche migliorato....Vedremo.


In conclusione, avendo poco spazio e poco tempo per dire tante cose,faccio come "quelli bravi" e divido i vari momenti della nostra visita.

Punto primo: la cantina attraverso la sig.ra Valentina è stata assolutamente gentile, cordiale, professionale e preparatissima. Non era "soltanto" li per noi, ma era lì con noi: con la sua "partecipazione" ha reso la nostra visita molto piu' piacevole ed interessante. Ha risposto a tutte le nostre curiosità e soprattutto durante la degustazione si è relazionata con noi come un'appassionata che condivide alcuni spunti dell'enoica passione, senza preconcetti. E questo, tra gli addetti ai lavori, non capita spesso.

Punto secondo: il Castello di Semivicoli è splendido, andrebbe visitato a prescindere dalla cantina, ma spero che non sarà mai così. Mi auguro che la proprietà non scinda mai il legame tra i vini che produce e quell'oasi di paradiso in cui poterli degustare. Sarebbe un autogoal pazzesco.

Punto terzo: il vino. Io l'azienda già la conoscevo nei suoi punti di "forza" per cui non ho sofferto il "ripasso dalle basi"...però non proporre qualche pezzo da novanta potrebbe essere un rischio per chi l'azienda non la conosce proprio e rischia di valutarla male con gli assaggi che vengono proposti, ai prezzi piu' bassi delle degustazioni. La mia impressione, che è anche un piccolo consiglio, è di proporre, meglio e di piu', la linea Marina Cvetic e soprattutto il Villa Gemma Montepulciano. Lo so che avrebbe costi alti, ma non farlo, concedetemi il paragone calcistico, è un po' come invitare un pullman di bimbi innamorati del calcio all'Olimpico per farli giocare e poi scoprire di aver dimenticato il pallone a casa...
A buon intenditor, poche parole.




Marco.

martedì 10 aprile 2012

Visita all'Azienda Emidio Pepe a Torano Nuovo.

E' stata la prima tappa del giretto fatto nel week end del 18 marzo 2012.

Alle ore dieci e trenta si sono aperti gli sportelli della Multipla proprio davanti al palazzo che, se ho ben capito, fa da casa-cantina-ufficio della famiglia Pepe.
Ad accoglierci Sofia la figlia del sig. Pepe e la nipote di cui ricordo tutto, ma non il nome...
Ci hanno messo subito a nostro agio con un'accoglienza senza imbragature e con molta tranquillità.


L'aria frizzantina e la pace che circondava l'azienda sono state un buon viatico per cominciare la visita dalla cantina.
Mentre scendevamo in cantina ho trovato di una bellissima quotidianità vedere i giochini dei bimbi accanto ai cartoni che sarebbero serviti per l'imballaggio delle bottiglie. Pensare che in quel limbo d'Abruzzo crescano generazioni diverse all'ombra, anzi alla luce, di vigne e vitigni che fanno la storia del vino...mbe' che dire, l'ho trovato come un esempio di straordinaria semplicità italiana.
Quella buona, quella che porta grandi frutti.


La nipote del sig.Pepe ci ha mostrato le varie zone della cantina e ci ha spiegato le tecniche e le fasi della lavorazione.


Questi attrezzi fotografati sono quelli in uso a tutt'oggi e forse sono una piccola parte del segreto del successo di questa cantina.
Che spettacolo !


Riesco soltanto in parte ad immaginare quanta beata gioia ci sia durante la vendemmia...anche alla nostra "accompagnatrice" è uscito un bel sorriso sincero quando si è lasciata sfuggire "...è un po' un delirio il periodo della vendemmia!"

La seconda parte della visita consisteva nel visitare il "cavou" dell'azienda dove riposano le bottiglie di vino prodotte dal 1964 ad oggi. Bel posto, non c'è che dire.
E bella anche l'idea di preparare le bottiglie allo sturaggio che praticano in questa azienda.


La signora Rosa Pepe in persona controlla attentamente tutte le bottiglie prima che vengano messe in commercio, travasando il vino da bottiglia a bottiglia, in modo da eliminare il naturale deposito che si forma sul fondo.
Si è scelto la decantazione naturale poichè così è il vino che decide ciò di cui privarsi, mentre con la filtrazione si portano via molto spesso tante proprietà importanti.

Finito il giretto descrittivo, ci siamo accomodati nella grande sala adibita alle degustazioni. Arredata con buon gusto senza eccessi e senza sfarzi, corredata da bottiglie di vino e riconoscimenti dati all'azienda, ti fa sentire proprio all'interno della "struttura".


Insieme alla bellissima nipote del sig. Pepe abbiamo assaggiato quattro bottiglie, due di rosso e due di bianco.


Il primo bianco è stato il Trebbiano dell'anno 2010 che non si è dimostrato assolutamente pronto. Il naso, comunque abbastanza corto, era fortemente in contrasto con quanto poi si rintracciava in bocca.
Avrà bisogno di almeno quattro o cinque anni di affinamento ulteriore, ma già da adesso possiamo dire che si tratterà di un buon vino.

Il primo rosso è stato il Montepulciano dell'anno 2003.
Discorso contrario per questo vino: straordinariamente pronto.
Elegante al palato, equilibrio perfetto, tannino morbido ed elegante. Persistenza ottima. Al naso è profondo, senza stancare nè disturbare.
Veramente un buon vino che, azzarderei, è vicino al suo punto di massima evoluzione.

Il secondo rosso è stato il Montepulciano dell'anno 2001.
Un altro vino rispetto a quello sopra: al naso è piu' evanescente, in bocca piu' corto. Colore strano, per un vino di undici anni, che ci dice che questa bottiglia ha ancora molta strada da fare. La persistenza e la struttura sono in fase evolutiva. Sicuramente si va verso un "campionissimo", ma adesso è meglio lasciarlo in panchina!

L'ultimo assaggio è stato quello che piu' ci ha fatto strabuzzare gli occhi e le lingue...
Il Trebbiano dell'anno 2004 è una di quelle bottiglie che una volta che l'hai bevuto ringrazi Dio di averne avuto la possibilità.
Un vino da urlo che t'inchioda sulla tua sedia a chiederti perchè hai aspettato tutto questo tempo prima di andare all'azienda Pepe.
Naso profondo e gradevolissimo in perfetto collegamento con quello che si sente in bocca. Sapidità ed acidità quasi perfette, struttura ottima, persistenza giusta.
Un calice di emozioni positive...che l'unico dubbio che lascia è solo sulla generosità, ancora maggiore, che potrebbe essere tra qualche anno.
Dico ciò perchè ho riscontrato ancora una piccola evoluzione in atto.


Finita la degustazione abbiamo fatto una discreta scorta dei prodotti dell'azienda e proprio quando eravamo quasi ai saluti abbiamo avuto la sorpresa piu' grande: abbiamo potuto stringere la mano e scambiare quattro chiacchiere con il sig.Pepe in persona.


Un giovanotto di ottanta anni che ancora oggi cura le sue vigne con la stessa passione ed intensità di sempre. Nel suo sorriso l'orgoglio di aver creato una splendida realtà italiana e forse anche un po' di piacere per i nostri sinceri e dovuti complimenti.


A lui, a sua figlia ed a sua nipote che hanno permesso la nostra visita va il nostro sentitissimo ringraziamento.


Marco.

mercoledì 4 aprile 2012

Il nostro giretto in Abruzzo...

Come già annunciato in un vecchio post, domenica 18 e lunedi 19 marzo siamo stati in Abruzzo a visitare alcune cantine.
Alla partenza purtroppo è mancato Franco, detto anche "oh Franco!", "caduto" malato nella notte e quindi assente giustificato.

Ci siamo mossi in cinque con un'unica macchina e questo ha di fatto reso difficile il riporto di vino in quantità....solita.

Comunque...la prima tappa è stata la cantina Emidio Pepe a Torano Nuovo.
Siamo riusciti ad essere anche vagamente puntuali e abbiamo trovato un'accoglienza famigliare e sorridente.
Puo' sembrare una cosa scontata, ma non lo è.
Coadiuvati dalla splendida nipote del signor Pepe abbiamo conosciuto l'azienda e degustato alcuni vini nella bella sala adibita a tali "consumi".


Prima della partenza abbiamo avuto l'immenso onore di stringere la mano al padrone di casa che ha accettato anche di scambiare due parole con noi e di farsi una foto con tutto il gruppo.
Contenti e soddisfatti ci siamo mossi in quel di Torano Nuovo alla ricerca di un posto dove mangiare.
L'abbiamo trovato in un ristorante al centro del paese: "La sosta".
Abbiamo mangiato bene, speso poco e dopo un caffee e una sigaretta, per chi fuma, siamo ripartiti alla volta di San Martino sulla Marrucina.


Lì avevamo appuntamento con la gentilissima sig.ra Valentina della cantina Masciarelli che ci ha prima descritto da fuori la cantina e poi accompagnato al Castello di Semivicoli. Lì ci ha mostrato prima tutta la bellezza di quel Resort e poi ci ha guidato nella nostra degustazione. Abbiamo assaggiato anche qui molti vini e quattro olii di produzione propria...tutto molto delizioso.

Verso le 19.00 ci siamo diretti verso Gagliano Aterno dove il nostro amico Bruno ci attendeva per portarci a mangiare in un bel locale di Castel di Ieri.
E' stata una cena importante...tra vinello e pietanze appetitose abbiamo avuto il piacere di scherzare-cazzeggiare con Bruno come ai vecchi tempi.


Le stanche membra hanno riposato al B.and B Sotto il Castello a Gagliano Aterno, un'ottima struttura rimodernata da poco, ma che conserva il fascino delle antiche dimore di un tempo.


L'indomani stanchi, ma non sazi siamo arrivati fino al paesello di Vittorito dove abbiamo visitato l'ultima cantina del giro: Pietrantonj.
Con carattestiche diverse dalle precedenti, ma con un tasso di qualità nei prodotti sorprendente.
Anche qui accoglienza calorosa e famigliare.


Tutta la gitarella in Abruzzo ci ha fatto scoprire una regione che sta combattendo con energia vigorosa contro la sciagura del terremoto che tre anni fa ha sconvolto interi paesi e città.
La recettività è stata ottima, il vino assaggiato assolutamente di prim'ordine...insomma il nostro 48 fuori casa è volato via in un attimo senza che ce ne accorgessimo.

Un grande ringraziamento a Bruno che ci ha "scortato" e sopportato in questa due giorni ed uno grandissimo alle tre cantine che ci hanno dato l'opportunità di capire meglio l'Abruzzo enologico.


A breve verranno pubblicate le recensioni delle cantine con le nostre foto e con gli appunti di tutti i vini degustati.


Marco.

domenica 18 marzo 2012

In questo momento...

Insieme ad altri cinque grandi appassionati di vino, ci stiamo dirigendo verso l'Abruzzo.


Saranno due giorni di grandi bevute e di grandi mangiate.
Visiteremo tre aziende della regione e cercheremo di capirci di piu' sui vitigni autoctoni della regione.


Sono organizzatissimo: macchinetta fotografica, schede per appunti già compilate, schede per appunti da prendere, etc, etc.


Per la prima volta, da quando esiste questo blog, vado in gitarella senza neanche un altro componente del Melmo e ciò mi dispiace.
E' vero che il momento è talmente intasato di fiocchi celesti che era davvero impossibile pensare diversamente.

Berrò anche per Stefano e Bob... ;-)

Marco.

mercoledì 1 febbraio 2012

L'identikit dell'enoturista...

Una notizia interessante presa dalla rete...Voi che ne pensate, la ricerca arriva a conclusioni veritiere o no ?


Da AGI.it del 31/01/2012 senza firma.
(AGI) - Perugia, 31 gen. - E' italiano, di eta' tra i 30 e i 50 anni (7 su 10 sono under 50) e internauta. Pianifica le proprie vacanze autonomamente sul web, viaggia in coppia o in un gruppo di amici e cerca un'offerta integrata che al vino abbini cultura, sport, natura e benessere. Visita le cantine tutto l'anno, non solo nel periodo estivo, dove spende fino a 100 euro. E' l'identikit dell'enoturista tracciato nell'indagine Cst- Movimento Turismo Vino 'Il volto dell'enoturista oggi', condotta sulle cantine del Movimento e diffusa oggi nella Conferenza internazionale dell'enoturismo di Perugia.
La ricerca sara' presentata domani dalla presidente del Movimento Turismo Vino, Chiara Lungarotti. All'enoturista piace la vacanza fai da te: secondo il 66,3% dei produttori, 2 clienti su 3 scelgono il proprio itinerario e la propria visita in cantina in maniera indipendente su internet, senza affidarsi all'intermediazione di tour operator.



Fanno eccezione il Sud e le isole, dove c'e' un'incidenza maggiore di viaggi organizzati. A fare da traino nella scelta dei visitatori e' soprattutto il sito web dell'azienda, molto piu' efficace dei tradizionali strumenti di promozione e in grado di attrarre e intercettare crescenti fasce di pubblico. Non solo: oltre la meta' dei produttori dichiara che e' il mezzo piu' utilizzato per registrare il cliente e ricontattarlo dopo la visita.
Il 61,3% dei visitatori e' di sesso maschile.
Ad arrivare nelle cantine soprattutto i turisti italiani: il 62% delle presenze contro il 38% degli stranieri.
Ma sono questi ultimi a spendere di piu': secondo l'esperienza delle aziende, su una spesa media di 50 euro in cantina, il turista straniero e' nel 65% dei casi molto piu' propenso a spendere per portare a casa i prodotti del territorio che ha visitato.
A questa cifra vanno poi aggiunti i costi per il pernottamento e le altre attivita', per arrivare ad una spesa media procapite giornaliera di 193 euro, come confermato dal Censis. Dato che supera notevolmente la spesa media nazionale (90 euro). (AGI)

martedì 24 gennaio 2012

Gita nelle Langhe...riassunto stretto !

Erano molti anni che volevo organizzare una visitina nelle Langhe, ho avuto il merito di saper aspettare il momento giusto sotto tutti i punti di vista.
Sicuramente se ci fossi andato un lustro fa avrei fatto un tour diverso, disegnato dalle guide e dalle pubblicità regresso che si trovano ovunque….oppure avrei visitato solo cantine super gettonate che ti trattano sempre e solo come uno scocciatore che invade i loro spazi.


Non è stato così.
Coadiuvato dall’eccellente Stefano abbiamo fatto un ottimo programma di base e poi ci siamo affidati alla ragnatela delle nostre conoscenze per poter visitare locali e cantine “buone”.
La squadra di base, formata dai tre del Melmo (Fantozzi, Filini e Calboni sono stati i nomi d’arte scelti per la gita….) si è naturalmente allargata al mi’ babbo, ad Aurelio ed alla nuova leva Francesco, che alla veneranda età di 19 anni, ha dettato i ritmi, in tutti i sensi, della gita.


Le notti che le “mogliere” ci concedevano fuori di casa senza cambiare la serratura erano due e calcolando il viaggio, comunque lungo, non sarebbe rimasto tantissimo tempo…
Abbiamo fatto così: partenza di sabato alla buon’ora, arrivo a Cherasco verso le 16. 30 e un’ora dopo prima visita all’Azienda Giacomo Finocchio presso Manforte d’Alba.
Cena al ristornate La salita a Manforte e poi mesta ritirata in albergo.
La mattina del giorno seguente visita all’Azienda Rizzi presso Barbaresco, pranzo un po’ raffazzonato a La Morra e pomeriggio di visita dei vari paesetti.
A cena si è passati alla Hosteria Boccondivino a Bra .
Il lunedì abbiamo visitato l’Azienda di Enzo Boglietti e dopo gli ultimi acquisti all’enoteca di Danilo (La bottega del barolo a La Morra), abbiamo ripreso la strada di casa.


Questo in un riassunto molto stringato è stato il programma della gita, condito, ovviamente, da battute, assaggi on the road, prese per il culo, telefonate a casa con la voce finto-preoccupata e tanto altro.

Nei prossimi giorni usciranno le rece delle cantine visitate, una per volta, con gli assaggi fatti e le foto delle cantine.

Marco.

lunedì 21 novembre 2011

Panorami in Langa...

Quattro scatti in libertà fatti nei tre giorni che siamo stati in Langa.


Non sono nè le piu' belle, nè le mie preferite.


Sono soltanto le prime quattro che mi sono capitate, nell'attesa che mi arrivino i cd degli altri partecipanti...


E soprattutto nell'attesa di fare le rece delle cantine visitate.


Sono stati tre giorni splendidi quelli passati tra le vigne piu' belle del mondo, con un po' di pazienza vi racconterò tutti i particolari.

Marco.

lunedì 31 ottobre 2011

Appunti di viaggio, Barolo.









20-22 agosto La Morra


Gli ultimissimi giorni di vacanza li ho passati a barolo. Tralascio tutta la parte vignaiola, perchè il Melmo blog avrà modo di parlare della faccenda fra non molto.


Per il momento posso dare qualche consiglio, specie per mangiare e dormire.



Visitare. Noi abbiamo fatto base a La Morra. Il paese è piccolissimo ma molto carino. Nella piazza centrale trovate una stupenda terrazza sulla zona del Barolo. Potrete ammirare dall'alto la conformazione della zona, i vigneti e paesi come Barolo, Castiglione Falletto, Grinzane Cavour, etc. Barolo anche è molto carino, anche se sempre piccolino. Più grandi e da visitare sono Alba, il cui centro storico é veramente bello e nella cui periferia potrete trovare la fabbrica simbolo di quando eravate bimbi (adesso che ho capito un po' di cose, meno....): la Ferrero! :-) Da vedere, specialmente di sera visto il fascino che ha illuminato è anche Brà.





Dormire. Noi abbiamo dormito al Corte Gondina Hotel. Si tratta di un bellissimo tre stelle, meglio di molti 4 stelle e che consiglio caldamente. È una vecchia corte ristrutturata, molto elegante ma senza eccessi. Le camere danno su un ampio cortile interno (la corte appunto) che è diventata un giardino con tavolini e gazebo, dove si può fare colazione la mattina, prendere uN drink durante il giorno o semplicemente riposarsi e leggere un giornale. Poco più giù c'è una piccola ma bella piscina, dove ci siamo allietati un intero pomeriggio vista la paurosa afa che c'era in giro.
Le camere sono in stile classico. Sono grandi, con un bell'armadio e un tv moderno (con il digitale terrestre, peccato). Forse solo il bagno non è all'altezza: c'è tutto, anche bei prodotti, ma è molto anonimo.
La colazione (compresa nel prezzo) è ottima e abbondante. Ogni cosa ha il cartellino che indica cos'è e la sua provenienza, anche quando è commerciale. Ad esempio, i croissant erano delle Tre Marie, ma c'era scritto anche questo.
Mangiare. Abbiamo fatto due cene. La prima, quasi obbligata, alla mitica osteria del boccon divino, a Brá. Si tratta del "compare" storico di slow food. La carta, sia del cibo che del vino, é amplia ma senza esagerare. Sono segnalate tutte le chicche, come i presidi slow food usati. Il cibo è buono, anche se, a mio parere, i piatt eran un po' timidi come sapori. Abbiamo preso piatti tipici della cucina piemontese, anzi langarola come i tajarin e i blin, ma in effetti penso che il cuoco potesse osare un po' di più, specie sui tajarin. Ciononostante abbiamo mangiato molto bene, spendendo circa 30 euri a testa per due primi, due secondi e due dolci, accompagnati da due bicchieri di vino (una bollicina e un Barbaresco).
Alla trattoria La Torre di Cherasco abbiamo fatto la miglior cena della vacanza. Persino superiore a quella di Strasburgo. Il patron è un pò strano. Si scoccia subito, ha un'aria indolente e dopo poco ti accorgi che non lo fa per scherzare ma è proprio così. Il cibo è però eccellente. Non ricercato, ma molto curato negli accostamenti e nelle presentazioni. Piacere per gli occhi oltre che per il palato.
Dopo un antipasto misto a testa, abbiamo preso due primi e un secondo.
I primi erano nuovamente i tajarin e i blin. I blin se la giocavano, anche se forse quelli del boccon divino erano un po' più buoni. Ma sui tajarin la torre, come si dice a Roma, j'ha dato 'na pista. Il secondo era una coscia di anatra al forno: eccellente, anzi spettacolare per come si scioglieva in bocca.
Chiudo solo con un'ultimissimo consiglio. Ad Alba togate ance Eataly. Se non ci siete mai stati, fateci un giro:' vale la pena. Ci sono tantissimi prodotti e prelibatezze del Piemonte e di tutta Italia a vostra disposizione. Non vi fate prendere la mano, però. Non vi regala nulla!!


Stefano.

venerdì 28 ottobre 2011

Appunti di viaggio, Savoia.

Partiti da Beaune ci siamo diretti in Savoia, per la penultima tappa del nostro viaggio. Saint Gervais è un piccolo paese a ridosso del monte bianco.
È molto carino anche se piccolo. È la base di partenza ideale per molte gite nei dintorni: è il posto da cui parte il trenino per il monte bianco, è meno incasinato di chamonix e meno costoso di megeve. Ci sono anche le terme e si trova vicino all'autostrada. Insomma, fateci un pensierino.
Nei dintorni vale sicuramente la pena di visitare chamonix e megeve. Chamonix è proprio sotto il monte bianco. La vista è spettacolare anche perchè ci sono tantissimi che fanno parapendio poche decine di metri sopra la tua testa. La cittadina è anche abbastanza grande. Il centro storico è carino e molto affollato a qualsiasi ora del giorno. La cosa bella dei posti di montagna francesi rispetto a quelli tirolesi è che i negozi sono aperti anche durante l'ora di pranzo e non c'è la rigidità di orari tedesca! Anche nei ristoranti mangi grossomodo a qualsiasi ora. Per gli spuntini ci sono anche fast food, pasticcerie, etc.



Megève é ben diversa: bellissima anch'essa, ma con un fascino più discreto, direi aristocratico. D'altronde si dice che sia stata fondata di una nobildonna, delusa dal decadimento di St. Moritz. Megéve é più piccola, ma decisamente più tranquilla di Chamonix. Il centro è bellissimo, anche se non sta sotto il monte bianco (che si vede in lontananza, perchè siamo su un altro versante ma comunque vicini).Molti negozi anche qui, ma più selezionati.
A Saint Gervais si prende anche il trenino a cremagliera per il Monte Bianco. In realtà non va sul Monte Bianco, ma su quello accanto, ma evidentemente si vendeva di più chiamandolo così.
Il trenino comunque è carino. Si parte dal fondo della valle e in circa 45 min si arriva fino a 2300 metri, in un posto che si chiama nide d'aigle (ossia nido delle aquile). In effetti è molto bello, anche se costicchia (32 euri a cranio, andata e ritorno). Ile treno fa diverse fermate, per cui sia a scende che a salire si possono fare dei tratti a piedi. Noi ne abbiamo fatti un paio: il primo dal nide d'aigle va verso un ghiacciaio li vicino. Ci vogliono 30 minuti circa, ma non tanto per la distanza, quando perchè la strada è un po' impervia, anche se i franzosi dicono che sia facile (maddeche?). La seconda, decisamente più agevole, tra la seconda e la terza fermata. Consiglio: il treno è sempre super affollato. Conviene prendere i biglietti in anticipo (qualche giorno prima) o prenotarli via telefono. Se arrivate fino in cima, cosa che vi consiglio anche per i 32 euri sborsati, portatevi un kway perchè tira vento.



Un altro posto che abbiamo visto è stato Annecy. Si trova a circa un'oretta da Saint Gervais. La cittadina è costruita di fronte a un lago, detto appunto lago , dove si possono noleggiare barchette, pedalò, etc.. Il centro è una sorta di piccola Venezia, attraversata da tanti canali. Tra il lago e il centro storico c'è un bel parco (les jardins europèen) molto carini e rinfrescanti. In effetti il problema più grande che abbiamo avuto é stato il caldo, che cominciava Ada arrivare dall'Africa. In più, tra lago e canali, Annecy è molto umida. Infine, era strapieno di gente. Insomma, abbiamo passato una buona parte della giornata nei jardins. Non è che ci abbia entusiasmato molto la cittá comunque.

Stefano. .