mercoledì 10 giugno 2009

Brunello di Montalcino anno 2001, cantina Biondi Santi.



Primo vino assaggiato e "bocciato" praticamente in coro.
Con il senno di poi mi rendo conto che probabilmente era troppo giovane. Intendiamoci, non voglio trovare scuse e giustificazioni, ma i caratteri spigolosi che mi ha lasciato mi danno questa sensazione.
Insomma, lo riproverei volentieri per conferma o smentita.

Colore, rosso rubino intenso (primo indizio). Al naso, evidente e direi invadente cuoio (secondo indizio), alcol ancora persistente (terzo indizio) anche roteando insistentemente il bicchiere: "nun evapora", avrebbe detto il trasteverino reso famoso dal film di Verdone "un sacco bello".
Un vino nel complesso poco .... complesso (pardonez moi il gioco di parole).
In bocca il quarto e secondo me decisivo indizio: acidità troppo alta.
Si sente eleganza e raffinatezza, e anche un certo spessore fruttoso. Però nel complesso non è molto gradevole perché le varie componenti non sono affatto in equilibrio.

Rimandato.


Stefano.

martedì 9 giugno 2009

Consumatore di vino e gruppi d'acquisto.



da "pronto consumatore":
Secondo una studio condotto dalla BocconiTrovato&Partners, promosso dal Centro Studi Veronafiere-Vinitaly su 1.000 italiani (uomini e donne) dai 18 anni in su, il vino è sempre più apprezzato: sette intervistati su dieci (76,3%), infatti, dicono di apprezzare il vino, che per il 42,7% risulta essere anche un’abitudine quotidiana. Ad essere veramente conosciuti sono i vini del proprio territorio (36,3%), non a caso il primo luogo di acquisto è rappresentato dalle cantine vicine a casa (40,2%), seguite naturalmente dalla grande distribuzione.

Il costo della bottiglia influisce sulla scelta del 24% degli intervistati. Lo studio ha rivelato il prezzo che il 53,1% dei consumatori è disposto a spendere per una bottiglia di vino: tra i 2 e i 4 € (addirittura il 20,7% starebbe volentieri sotto i 2 €), mentre solo il 17,3% si dichiara disposto a spendere tra i 4,5 e i 6 €. Proprio per risparmiare (oltre alla propensione per acquistare soprattutto vini del proprio territorio), il 40,2% sceglie di acquistare il vino in “cantina” o nella grande distrbuzione (il 39,1%).

In mezzo a questa ampia analisi sulle abitudini degli italiani e sul loro rapporto con il vino, emerge il dato nuovo, ovvero l’aggregarsi di persone che hanno come scopo comune quello di acquistare vini direttamente in azienda, proprio come fanno i gruppi di acquisto solidale. L’obiettivo non è solo quello di spendere meno, ma anche quello di trovare esattamente il tipo di vino che si preferisce.

Il sito http://www.winenews.it/, uno dei siti più letti del mondo del vino, ha registrato la crescita di questa categoria di consumatori, definendoli clienti appassionati che preferiscono il “fai da te” alla mediazione rappresentata dal punto vendita. Sono spesso i consumatori più esigenti, infatti, che si riuniscono in un GAV, cioè in un gruppo di acquisto vino, che grazie a questa modalità di acquisto possono permettersi di assaggiare vini ottimi, ma troppo costosi se acquistati in altro modo.

Secondo Winenews, i GAV possiedono caratteristiche peculiari e ogni gruppo d'acquisto nasce con motivazioni proprie: più diffusi al Nord ed al Centro Italia, la loro lista di acquisti rispecchia sempre preferenze enologiche ben precise. Sono composti sia da uomini che da donne, di età tra i 35 e i 55 anni, di reddito medio, che hanno trovato in questa pratica il modo di far “fruttare” al massimo anche un piccolo budget destinato al vino. Se la costituzione di un gruppo di acquisto vino conviene ai consumatori, lo stesso si può dire per i produttori vinicoli, che hanno cominciato a promuovere questa pratica: sono in crescita, infatti, le aziende che organizzano i clienti interessati per spingerli a conoscere le meraviglie di particolari tipi di vino, ospitando gruppi di acquisto o promuovendone di nuovi, nella convinzione che solo l’esperienza diretta possa aiutare ad allargare la diffusione del buon bere, specialmente tra coloro che vorrebbero, ma non possono permetterselo.

Creare un gruppo di acquisto vino è piuttosto semplice: basta riunire 5-10 persone amanti del vino, mettere in condivisione le proprie conoscenze e le proprie preferenze, scegliere il produttore che fornisce il prodotto migliore (in termini di qualità, di gusto personale o di prezzo) e mandare uno dei partecipanti ad acquistare le bottiglie direttamente in azienda, in modo simile a quanto succede per i gruppi di acquisto solidale.

È possibile anche appoggiarsi a GAS già attivi: per avere informazioni sui gruppi già costituiti nella propria zona, un valido strumento è costituito da http://www.retegas.org/, il portale che funge da Rete nazionale di collegamento dei GAS italiani, sul quale si possono reperire informazioni preziose anche sul modo di organizzarsi.


Stefano.

lunedì 8 giugno 2009

Barolo Cannubi Boschis anno 1993, cantina Sandrone.



Mi ci vorrebbe molto, moltissimo, troppo per decantare le lodi di questa superba bottiglia che ho avuto la fortuna, il piacere, l'immenso godimento di bere durante il già citato Big-Mattia.

Da uve 100% Nebbiolo, 14 gradi e un colore scuro, ma avvolgente come solo il Cannubi Boschis sa fare.
Contorni granati nel bicchiere in leggero movimento.
Per il naso è un'orchestra di frutti e spezie con un tabacco di sottofondo che non stona, ma che fa innamorare ancora di piu'.
Limpida è la liquirizia così come la ciliegia e la fragola.
In bocca è assolutamente fantastico: succoso morbido e ricco di sostanza.
Equilibrato, rotondo con un tannino dolce se pur non arrivato,secondo me, alla maturazione finale.
Persistenza ottima, finale lunghissimo.
Un Barolo eccezionale sotto tutti i punti di vista.
Straordinaria la forza che vi ho rintracciato, ma anche notevole la classe con cui si lascia apprezzare senza stancare.
Un Barolo d'altri tempi, un vino che da solo vale la serata.

Marco.

P.s.sulla mia Melmo-scheda prende 96/97 punti...FANTASTICO !

sabato 6 giugno 2009

Roseanna, di Maj Sjowall e Per Wahloo.



Arriva per terzo o per quarto, il primo della saga di Maj e Per.
E' bello, intricato, ma scorrevole.
Intenso, un po' sorprendente, dinamico e ti lascia di buon'umore.
L'ho letto di corsa in qualche dopocena pensieroso in cui ero troppo stanco per studiare e l'immeggermi nella Stoccolma fredda ed invernale del romanzo è stato sempre un buon viatico per una notte di buon sonno.
Comincio ad aver un debole per la serie e non vedo l'ora di leggere gli altri...

Lo consiglio a chi i gialli classici piacciono, in special modo a chi non ama un eroe pigliatutto come il nostro Beck e a chi piace ritrovarsi dentro un'indagine vecchio stile, senza cellulare e computer.

Roseanna, editore Sellerio, prezzo 12,00 euro.

Marco.

venerdì 5 giugno 2009

Barbaresco Asili anno 2001, cantina Prod. di Barbaresco.



Faccio la debita premessa: a me questa cantina piace molto.
Quando ho avuto tra le mie mani la lista dei supervini da bere nel Big-Mattia non ho esitato a far togliere un toscano di troppo e a consigliare al neo-babbo Bob questa splendida bottiglia.
Bottiglia che si è resa protagonista di un'ottima performance.
Cento per certo nebbiolo, e non poteva essere altrimenti, 13,5 gradi ed un rosso granato di media intensità.
Al naso ha dato subito una forte sensazione di frutta con forti sentori di nespola(non ridete, pupini vi vedo...)amarena e soprattutto lampone.
Il tannino era, non sorprendentemente, giovanissimo ed ancora in fase di affinamento, la persistenza era buona.
Se ben ricordo il vigneto Asili è lunico con l'esposizione a sud pienamente ed è uno di quelli che piu' mi piace proprio perchè ricalca alcune delle suddette caratteristiche.

All'epoca la bottiglia girava intorno ai 30 euro, con uno strepitoso rapporto q/p.

Marco.

P.s. sulla mia Melmo-scheda si è fermato a 89/90 punti.

giovedì 4 giugno 2009

Niente scuse se è grasso !!



Da IGN:

Non ci sono scuse per chi si concede peccati di gola fingendo di ignorare il 'peso' delle calorie.
Il cervello umano, infatti, è in grado di stimare il contenuto di energia e di grassi presente negli alimenti semplicemente osservandoli e in meno di 200 millesimi di secondo.
Lo dimostra uno studio, recentemente pubblicato su Neuroimage, frutto della collaborazione del Centre Hospitalier Universitaire Vaudois (Chuv), dell'Università di Losanna, del Centre d'Imagerie Biomédicale (Cibm) e del Nestlé Research Centre di Losanna.

I Ricercatori, per capire le reazioni del cervello di fronte ai cibi, hanno chiesto ad un campione di adulti sani di distinguere le immagini raffiguranti alimenti da quelle raffiguranti soggetti di altra natura, mentre la loro attività cerebrale veniva misurata con un elettroencefalogramma.
Senza che le persone sottoposte al test ne fossero informate, le immagini degli alimenti erano state in precedenza suddivise in 2 categorie: da una parte le raffigurazioni di alimenti ad alto contenuto di grassi e dall'altra le immagini di alimenti light. Si è scoperto così che in meno di 200 millesimi di secondo, dopo la visualizzazione delle immagini, il cervello distingueva i cibi grassi da quelli light.
I risultati dell'elettroencefalogramma, infatti, dimostrano che le regioni cerebrali tipicamente associate al processo decisionale e al senso di ricompensa rispondono più prontamente agli alimenti ad alto contenuto di grassi, piuttosto che a quelli a basso contenuto.

Gli elementi percepiti come 'appaganti', (come l'energia e i grassi contenuti nei cibi), sono trattati rapidamente e in parallelo con le regioni del cervello coinvolte nella categorizzazione e nel processo decisionale. Le conoscenze acquisite attraverso questo studio condurranno ad una migliore comprensione del processo decisionale umano rispetto alla valutazione e alla scelta del cibo.
"Per la prima volta, grazie a questo studio, è stato possibile indagare questi processi sull'uomo e comprendere quando e in quali regioni del cervello si prendono le decisioni legate al cibo", sostiene Micah M. Murray, neuroscienziato del CHUV a capo del progetto.



Stefano.

mercoledì 3 giugno 2009

Schidione anno 1994, cantina Jacopo Biondi Santi.


Premetto subito: era imbevibile, una vera zozzeria.
Quindi chi fosse interessato ad una vera e propria rece mi deve scusare ma non la posso fare.

Tra l'altro forse avremo le ire del Sig. Biondi Santi perchè anche il brunello( 2001) non ha avuto apprezzamenti.
Ma noi che ci possiamo fare?

Il vino è un blend di sangiovese (40%) cabernet s. (40%) e merlot (20%) con il quale la famiglia Biondi Santi anni addietro si è lanciata nel mondo dei supertuscans.
Tra l'altro oltre alla selezione rigida delle uve (che fa si che il vino si produca solo in alcune annate), ho scoperto che c'è un intenso lavoro in cantina, con selezione di botti e di legni diversi, e passaggi mirati e complessi nei vari recipienti.

Mi pare di aver capito due cose facendo qualche ricerca:

1) questo vino non si produce più da qualche anno (non so se per scelta o perchè gli anni non lo consentono);

2) la vendemmia 1997 è passata alla storia, perchè a famiglia ne ha prodotte pochissime bottiglie (circa 1.300) che ha messo solo in magnum che vendeva su prenotazione (alla cifra dell'epoca di 1.500.000 lire...), con una etichetta bordata di oro 23k.



Stefano.