giovedì 26 aprile 2007

Pizza,o qualcos'altro, insieme....

La butto in caciara sicuro del Vostro interesse.
Facciamo che sabato 19 Maggio 2007 si organizza una pizza (oppure una bistecca, oppure un frittone di pesce, oppure una fraschettata.....) tutti insieme per discutere di argomenti riguardanti il Melmo prossimo-venturo:
-Possibile data ;
-Organizzazione dello stesso ;
-Proposte inerenti allo stesso ;
-Un'ideuzza che con il Melmo non c'azzecca nulla, ma che ho in mente io....

Decidiamo insieme il posto dove mangiare e se qualcuno ha impegni di ogni tipo variamo la data...
Io lancio la mia proposta:pizza da Sforno e poi tiramisu' da Pompi...
Oppure fraschetta 'gnorante ad Ariccia e tiramisu' da Pompi....chi mi ama, mi segua !

26 Aprile 1986....


Il disastro di Chernobyl (Чернобильська катастрофа in russo) fu una delle più grandi sciagure nucleari della storia. Avvenne il 26 aprile 1986 con l'esplosione del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina (allora parte dell'Unione Sovietica), vicino al confine con la Bielorussia. In seguito alle esplosioni, dalla centrale si sollevarono delle nubi di materiali radioattivi che raggiunsero l'Europa orientale e la Scandinavia oltre alla parte occidentale dell'URSS. Vaste aree vicine alla centrale furono pesantemente contaminate rendendo necessaria l'evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Le repubbliche, adesso separate, di Ucraina, Bielorussia e Russia sono ancora oggi gravate dagli ingenti costi di decontaminazione ed è alta l'incidenza dei tumori e delle malformazioni sugli abitanti della zona colpi.

Il 26 aprile 1986 alle ore 01:23:58 locali, nel corso di una prova, definita di sicurezza, in cui si voleva verificare se la turbina potesse continuare a produrre energia per inerzia anche quando il circuito di raffreddamento fosse stato incapace di produrre vapore, vennero disabilitati alcuni circuiti di emergenza, l'impianto di raffreddamento secondario e poi quello principale.

Cercando di limitare la portata del disastro le autorità sovietiche inviarono immediatamente sul posto delle squadre di pulizia. Vigili del fuoco furono mandati sul luogo dell'incidente per provare ad estinguere l'incendio sebbene non fossero stati avvisati di quanto fossero pericolosi i fumi radioattivi che si sprigionavano dal reattore esploso. Nei mesi successivi molte persone, in gran parte membri dell' esercito e altri lavoratori, furono coinvolte nei lavori di pulizia e di messa in sicurezza del sito. Anche in questo caso, come in quello dei pompieri accorsi subito dopo l'incidente queste persone non erano state informate sui rischi e non avevano dispositivi di sicurezza, non erano nemmeno disponibili tute protettive. I detriti radioattivi più pericolosi furono radunati dentro quello che rimaneva del reattore; il reattore stesso fu coperto con sacchi di sabbia lanciati da elicotteri (circa 5.000 tonnellate di sabbia durante la settimana successiva all'incidente). Un enorme sarcofago d'acciaio fu eretto frettolosamente per sigillare il reattore e il suo contenuto.
Inizialmente il disastro di Chernobyl fu tenuto nascosto. La notizia che un grave incidente nucleare era accaduto fu resa nota non da fonti sovietiche ma dalla Svezia dove il 27 aprile sugli indumenti di addetti della centrale nucleare di Forsmark furono rilevate particelle radioattive. Dopo avere constatato che nel loro impianto non c'erano perdite gli svedesi ricercarono l'origine della radioattività giungendo alla conclusione che si dovesse essere verificato qualche problema di natura nucleare in Unione Sovietica.

mercoledì 25 aprile 2007

martedì 24 aprile 2007

A proposito di Moratti



Tratto dal Blog di Beppe Grillo (quello che tutti criticamente dovrebbero leggere):
Il fratello scarso è una figura ricorrente nella Storia d’Italia. I parenti lo affidano di solito al fratello più sveglio che gli fa da padre per tutta la vita. Massimo Moratti è il fratello scarso dei fratelli scarsi. E’ riuscito ad offuscare persino Paolo Berlusconi. Gli si perdona qualunque cosa, anche le intercettazioni a Bobone Vieri. La famiglia per evitare danni lo ha nominato presidente dell’Inter. Gli ha concesso un vitalizio di qualche decina di milioni di euro all’anno per i giocatori. Lui è contento così.
Ogni tanto il fratello maggiore Gianmarco gli chiede di mettere una firma sui collocamenti. La gente si fida di lui, del suo aspetto da Bugs Bunny buono. E così è stato anche per il debutto di Saras in Borsa. I Moratti hanno incassato 1,7 miliardi di euro, ne avevano bisogno per rinforzare la squadra. Il titolo fu quotato a 6 euro in un momento di crollo del settore energetico. Chi lo comprò perse il 12% in un solo giorno. Jp Morgan e Morgan Stanley, le banche responsabili del collocamento, guadagnarono 12 milioni di euro a testa grazie alle oscillazioni.
Riassunto: qualcuno decide che il prezzo di 6 euro è giusto, i risparmiatori ci credono, comprano, perdono. I Moratti e le banche ci guadagnano e la procura indaga. La Consob dov’era? Cardia illuminaci.
Lo scudetto di ieri non lo ha vinto l’Inter. Infatti il marchio non gli appartiene più da tempo. Lo ha venduto alla Inter Brand srl per 159 milioni di euro. La Procura sta indagando per l’ipotesi di “buchi in bilancio per cui non ci sono indagati”(Corriere della Sera). Sono sicuro che è un’ipotesi che si dimostrerà priva di qualsiasi fondamento. Massimo vince, ma senza rubare.

lunedì 23 aprile 2007

LA STRANA DOMENICA


Che strana domenica quella appena passata. In genere non succede niente: è il giorno del riposo, dedicato a ritemprarsi delle scorie della settimana lavorativa ed eventualmente dei fasti del sabato sera. Ieri invece sono successe un sacco di cose, e ad alcune voglio dare un mio sintetico commento:

1) La Royal e le donne in politica: in Francia hanno scelto di mandare al ballottaggio una donna insieme con quella faccia da culo (almeno per me è così) di Sarkozy. Sono contento anche se il mio pensiero non è esattamente socialista e penso che mai lo sarà. Però sono diventato un fiero sostenitore delle donne in politica e mi farebbe molto piacere se anche la Sig.ra Clinton continuasse la sua escalation. In fondo, l'unica vera azione politica duratura ed efficace degli ultimi tempi l'ha fatta la Tatcher. Spero che le donne in politica diventino sempre di più (magari togliendo qualche caso becero come Bindi, Iervolino), e credo che abbiano anche un'altra sensibilità nell'afforontare deteriminati temi. Anzi io sarei per far fuori tutti i maschi e lasciare la cosa pubblica alle donne, risolveremmo un sacco di problemi (tra cui, con la dotazione di auto blu, anche il famigerato caso "donne al volante").

2) L'inter ha vinto lo scudetto. Meno male, ci siamo levati dalle scarpe questo sassolino. Loro sono contenti, convinti di essere puliti, e fieri di averlo vinto sul campo. Lasciamogli fare la ricreazione, che male c'è?

3) Valentino Rossi è un rosicone: ogni volta che perde rosica, almento quanto Max Biaggi. Ha avuto da Elias un trattamento pari a quello che lui gli ha fatto l'anno scorso e che fece due anni fa a Gibernau, però se lo fanno a lui rosica. A proposito: ne approfitto per un annuncio: "Vendo Casco Replica Valentino Rossi.....".

4) Enzo Biagi torna in tv: in parte sono contento. In parte si perchè checchè se ne pensi è un grande giornalista e una figura storica. E' stato estromesso per sue scelte politiche e ne ha pagato pensantemente le conseguenze e questo non è giusto, almeno in un paese libero. In parte no perchè è tornato in auge più perchè rappresenti gli altri che per vero interesse. Infatti la trasmissione di ieri, a parte l'intervista a Borrelli, è stata molto scialba e senza veri temi interessanti. E poi non ho capito perchè tutti quelli che vengono estromessi (a parte grillo e funari) devono per forza essere riammessi in rai? perchè non vanno su La 7 a manifestare il loro dissenso? Fatti fuori e messi dentro: è il corso delle cose che accade in quel vergognoso posto di potere che è la Rai. Aboliamo il canone!!!

Che strana domenica: mi volevo riposare è invece ho dovuto pensare un sacco di cose....

Stefano

Una seratina sorprendente....

L'idea nasce di corsa,verso le 22 di giovedi sera.
Niente di programmato, ma solo l'idea di stare un po' insieme dopo parecchio tempo di saluti e conversazioni mordi-e-fuggi.
Complice l'esigua distanza tra le due dimore e l'immancabile voglia di mangiare due bocconi insieme si organizza velocemente una signora bicchierata.
L'avvinazzato Andrea mi preannuncia che sarà dell'incontro anche sua maestà il Tignanello (Antinori) ed io per correre ai ripari penso e trovo in cantina due toscanacci niente male: Sassoalloro (Biondi-Santi) e Le Difese (Tenuta San Guido).
Il Tignanello è "targato" 1996, i miei due toscanacci sono entrambi 2003.



La delusione della serata sarà il Sassoalloro.Bottiglia un po' piatta, non ci emoziona...non ci dice niente.Probabilmente è ancora troppo giovane e la maturazione non è ottima al momento.Il primo assaggio, fatto dopo trenta minuti dallo sturamento, ci lascia insoddisfatti.Il secondo fatto, a mezzanotte inoltrata, restituirà qualche punto alla bottiglia che però nel giudizio finale sarà a ridosso della sufficienza.
Il Tignanello invece è da subito più apprezzabile.
E' un 1996,come già detto, ed ha bisogno di più tempo per aprirsi....poco male.Lo lasciamo nel bicchiere per un bel po'.Assaggiandolo ed apprezzandolo in pieno soltanto dopo oltre un ora.E' sicuramente un buon vino che si dimostra tale anche in un'annata non particolarmente riuscita come quella.
La nostra valutazione complessiva si aggirerà intorno agli otto punti su dieci.A braccio. Senza fare schede professionali, ne quella del Melmo Club.
Per l'avvinazzato Andrea, che assaggia per la prima volta il Tignanello, è sicuramente un "battesimo" riuscito.







Per il resto due parole sono dovute per il "Le Difese".
Un buon vino soprattutto in relazione al magnifico rapporto qualità/prezzo che offre.
Un buon prodotto, già a buon punto di maturazione, dagli apprezzabili profumi e dalla giusta ruffinianeria in bocca.









Una seratina sorprendente, non c'è null'altro d'aggiungere...

Per le specifiche tecniche sul Tignanello, attendiamo la scheda dell'avvinazzato Andrea.

domenica 22 aprile 2007

Degustiamo e valutiamo insieme (1a parte)


Senza voler fare gli sboroni, e senza l'obbligo di diventar professionisti, spesso si cerca di dare la giusta valutazione di bontà ad un vinello che ci passa sotto il naso.
Gli "esami" da fare alla boccia in questione sono necessariamente tre: visivo, olfattivo e gustativo.
Comiciamo dal visivo.
L'esame visivo deve prendere in esame la concentrazione del colore e della limpidezza del vino e nel caso si tratti di spumanti il perlage.
E' importante tenere presente le caratteristiche di base del vino che si sta valutando.
Per esempio i toni granati oppure una concentrazione non forte si devono valutare in modo nettamente differente a seconda che stiamo valutando un Barolo oppure un Cabernet Sauvignon.Nel caso del Barolo vanno valutati positivamente, nel caso del Cabernet saranno spunti negativi.
Comunque la concentrazione del colore e la limpidezza dovrebbero valere da uno a cinque punti in una scheda professionale.
Concentrazione:Eccezionale 5; Molto buono 4; Buono 3; Discreto 2; Sufficiente 1.
Limpidezza(Perlage per gli spumanti):Eccezionale 5; Molto buono 4; Buono 3; Discreto 2; Sufficiente 1.
Ho detto dovrebbero poichè nella scheda di valutazione che usiamo nel Melmo Day abbiamo preferito ridurre a due le caratteristiche da votare (Aspetto e Colore)e gli abbiamo dato una valutazione decimale.

sabato 21 aprile 2007

"Le pecore e il pastore" di Camilleri


Ho stentato parecchio a comprarlo perché temevo di dovermi trovare di fronte ad un libricino goffo e pesante .
Per dirla tutta, di Camilleri sono un affezionato lettore e ho letto tutti i libri che raccontano le indagini di Montalbano, ma quando sono uscito da quel seminato la lettura si è fatta piu’ dura, meno scorrevole ed a tratti anche meno interessante.
E’ pur vero che l’unico, a mio giudizio, veramente di basso profilo è “La presa di Macallè”
“Le pecore e il pastore” è invece un bel libricino pieno di frasi in dialetto siciliano, mai pesante, e quanto mai attuale.Ci riporta , anche se per vie arzigogolate, ad un problema dei nostri giorni partendo da un avvenimento che stuzzica fantasia e ricerca, più la seconda della prima, dello scrittore.
Da leggere senza perdere una parola la descrizione dei luoghi e la storia originaria che muove la situazione principale.
Il tutto intriso dal sapore, i profumi e le contraddizioni inconfondibili della Sicilia.
Vivamente consigliato per un pomeriggio di relax, magari in giardino oppure distesi al sole per la prima tintarella primaverile…



“Le pecore ed il pastore”, Sellerio editore, prezzo € 10,00


Marco.

venerdì 20 aprile 2007

Sagrantino, informazioni tecniche...

Raccogliendo informazioni su questo nobile vitigno che sempre piu' appassiona i miei sogni enologici, ne è venuta fuori questa piccola guida sugli anni migliori e su quelli peggiori.
Piccola, pratica e, se stampata in formato ridotto, da portare nel portafoglio per evitare acquisti incauti oppure fregature da tramandare ai posteri.


1975: ** \ 1991: ***
1976: ** \ 1992: *
1977: *** \ 1993: ****
1978: ** \ 1994: ***
1979: **** \ 1995: ****
1980: *** \ 1996: ***
1981: *** \ 1997: ****
1982: ** \ 1998: *****
1983: *** \ 1999: ****
1984: ** \ 2000: ****
1985: ***** \ 2001: ****
1986: ** \ 2002: **
1987: *** \ 2003: ****
1988: **** \ (2004): *****
1989: ** \ (2005): ****
1990: ***** \

Legenda:

Annata insufficente: *
Annata discreta: **
Annata pregevole: ***
Annata ottima: ****
Annata eccezionale: *****
Tra parentesi: annate in corso di affinamento.

Marco.

giovedì 19 aprile 2007

Il primo Melmo-Day

E venne così,dopo snervanti giorni d’attesa e di preparativi, la sera del primo indimenticabile Melmo-Day. Era il 24 Aprile 2005.
Fu deciso che il battesimo del Melmo dovesse avere le tinte forti del Vino rosso e i sapori goliardici di un misto formaggi e salumi.
Gli “ordini” minimi erano di una bottiglia e di una pietanza a testa per ogni partecipante .
Ma se per la bottiglia si potevano tener nascoste le carte fino a 24 ore prima della cena, per le pietanze fu necessario un lavoro certosino di collegamenti tra i partecipanti.
“Questo non lo portare perché ci pensa lui….quest’altro lo porto io e tu inventate un’altra cosa…di questo ne porto poco che tanto me lo magno solo io”.



Come tutte le prime volte ,anche il Melmo-Day vive sull’approssimazione della prima volta.
Non ci sono schede per giudicare i vini. Non si pensa ad un premio che ricordi la serata. Si cercano abbinamenti difficili fra vinelli e pietanze.
Ma tant’è….la serata è di quelle indimenticabili.
Andrea e Donatella di bottiglie ne portano tre: Barolo (cantina Terre), Pinot Nero (cantina Walch…sconosciuta,ma gli piaceva la bottiglia) e un nobile di Montepulciano della Cecchi.



Stefano e Roberta ne portano due di grande classe: un aglianico Synthesi e un Barbaresco Riserva 1999 Tenuta Carretta.





Io e Simo mettiamo sul tavolo un Grignolino Bersano e un Barolo Terredavino 2000.





Manena ed Igor portano un Rosso Conero Moroder e un Barbera tenute Favà.


Prima ancora di cominciare dalle mie cantine stappo un Brut Franciacorta millesimato (1999) che sarà il protagonista del primo brindisi, ma sui vini torneremo dopo, poiché il primo Melmo si caratterizzerà per l’ingente quantità di cibo che mangiamo.

C’è praticamente di tutto:due gigantesche mozzarelle di bufala (che sembrano due sise dell’Anderson…), pecorino romano a go-go, formaggi valtellinesi e un caratteristico caciocavallo della Val Nerina.Ed ancora un formaggio ,di cui mi sfugge il nome, farcito di pepe nero e un altro farcito di tartufo.
Per i salumi si ricordano uno speck molto stagionato, la soppressata molto piccante, un lonzino tagliato molto spesso un dolcissimo prosciutto.Vogliamo ricordare i due tipi di pane o pizza con cui abbiamo “scarpettato” la serata…?
Oppure vogliamo parlare di quelle olive giganti e divine ?









Che dire: da infarto al solo ricordare, ma i nostri stomaci multipli ingurgiteranno molto assai e sarà davvero poca la roba che rimarrà a fine pasto.
Ma torniamo al sodo: tra sfottò e mancanze di fiato,causa il troppo mangiare, si stappavano ,una dopo l’altra le bottiglie.
Il vino peggiore è sicuramente il mio Grignolino.
Igor ironizzerà nei giorni seguenti sulla sua somiglianza al chinotto e come dargli torto ?Era davvero imbevibile. A seguire, nel demerito, vanno a braccetto il Pinot Nero, il Rosso Conero e il nobile di Montepulciano che forse viene un po’ accantonato poiché conosciuto da tutti.
Una menzione tutta loro la prenderanno i due vini della famiglia Amorino: secco e potente l’aglianico, davvero molto gradevole il Barbaresco riserva.Rimangono largamente incompresi, per via del tasso alcolico già troppo alto, i due Baroli che secondo me avrebbero meritato maggior rispetto.
Ma a rubare completamente la scena sarà inaspettatamente il Barbera di Manena.
Eh si, proprio il vino della meno bevitrice del gruppo, che quella sera centellinerà il vino nel bicchiere, ma non mancherà nell’associare ogni vino ad un aggettivo che gli passa nella testa.





Mette d’accordo tutti se pur con sfumature diverse: è il miglior vino della serata e vince per distacco.Dunque Manena vince il primo Melmo-Day ed entra di diritto nell’albo d’oro della manifestazione.Difficile pensarlo qualche ora prima, forse semplicemente un po’ fuori degli schemi.
Ma la vittoria è limpida e meritata.

Si mangia il dolce,fantastico all’occhio, ma ancora meglio in bocca ed in panza, tra fiumi di amari diversi che sfondano definitivamente qualsiasi soglia di ingordigia.
Vengono posizionate le bottiglie , ormai vuote, sul ciglio del camino per le immancabili foto ricordo.









Tra schiamazzi , ululati , latrati possenti e canti nazional popolari si chiude la prima pagina di un racconto ancora molto lungo…
Manena si porta a casa il primo “scudetto”, tutti ci portiamo via il ricordo di una serata bellissima.

mercoledì 18 aprile 2007

Bevuto di recente...





Ragazzi recentemente in una seratina a base di pesce(e che pesce...) scroccata alla grande a casa di amici(Giuly e Carmen),insieme ai coniugi Marco e Simona ho assaggiato un vino secondo me niente male.
Lasciatomi consigliare dal mio enotecaro di fiducia e per non fare brutta figura mi consiglia una boccia di Arbis-Blanc del 2003 della casa Borgo San Daniele.
Perplesso all'inizio sia dal prezzo, 22 Euri che per un bianco nun è poco per niente e dal fatto che sono quattro uve differenti : Tocai, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Bianco...lo assaggio con discrezione, ma subito mi impressiona positivamente.
Devo dire per me uno dei migliori vini bianchi assaggiati ultimamente.

Andrea.

martedì 17 aprile 2007

Eccoci...

Estate 2005 i Melmo's members in trasferta nella, per alcuni, divina isola sarda.



Precisamente eravamo a cena dal Dott. Fresi nell'Agriturismo Le Sughere.
Quello in fondo con gli occhiali e la faccia da deficente sono io....risalendo a sinistra c'è Simona,poi Manena e poi Big-Igor.
Dall'altra parte in fronte a me c'è il fortissimo Stefano,poi Roberta, poi Donatella e in fondo ,che tiene la macchinetta in mano,l'avvinazzato per eccellenza Andrea.

lunedì 16 aprile 2007

...ma come è possibile ?

elmCronaca di uno dei tanti ricevimenti a cui capita di andare.
Matrimonio.Due amici oppure un parente.
Lui e Lei, in questo caso rigorosamente in maiuscolo, bellissimi.Vestiti dal costo esorbitante: praticamente cinque o sei stipendi dell’operaio medio.
Chiesa sfarzosa, addobbo fantasmagorico, macchina noleggiata direttamente dalla Ferrari con Luca-Luca come autista.
Centocinquanta invitati ,quando siamo pochi, oppure centottanta quando ”…purtroppo qualcuno non è potuto proprio venire !”
Invitati ed invitate super eleganti ed “accessoriati”.In precedenza lista di nozze fatta, e terminata nel giro di 15-20 minuti,nel negozio più “in” della provincia, ma il meglio deve ancora venire…
“Gli sposi saluteranno amici e parenti in….” Una mega villona dellamadonnadell’incoroneta che in piena notte sarà illuminata a giorno con quattrocentocinquanta mila fiaccole ed una serie di candelabri dell’ottocento, con candele fatte mano direttamente dalla principessa del Lichtenstein.
Parcheggio per le autovetture sul parquet.Entrata spettacolare con fontane,tipo Villa D’Este, e quattro o cinque angoli dove consumare un lauto e parco antipasto che consiste in….TUTTO.
Tutto quello che di commestibile la storia dell’uomo ha eletto nel corso di questi secoli.
Caviale iraniano, aragoste che ancora si muovono, salmone norvegese in salsa tibetana per il pesce.
Angolo dei fritti:patate, funghi,zucchine,suppli,crocchette, cazzotti,cazzottini,etc,etc,
Angolo degli affettati:dalle quattro alle sei persone che servono gli invitati a cui viene segretamente consigliato di fare dei numeretti per rispettare la precedenza.
Angolo dei formaggi.Angolo delle paste fredde.Angolo delle tartine.Angolo degli analcolici.
Angolo di…..caspita dove sta l’angolo degli alcolici ?
“Forse non lo vediamo…. d’altronde con tutta questa calca!”sussurri al tuo amico che,color viola in faccia perché ha bisogno di bere, ti segue calice in mano.
Nella parte piu’ infima della sala c’è il cameriere e di fronte a lui un vassoio con dei calici pronti per esser presi.Accanto a lui poca gente e niente fila. Prendi il bicchiere,ormai sereno in volto sorseggi per la prima volta il divino nettare…..ehm..ehm…”Ma che è ?”
Un misto fra succo di frutta andato a male e brut del 1860 tenuto aperto dal 1861.
Oppure l’essenza delle Big Babol mescolata ad un quarto di Dixan e a tre quarti di Vino Cannellino sfuso di Frascati.
E li vorresti incazzarti, vorresti tanto, ma “..d’altronde mica puoi pretendere che tutti capiscano di vino e spumante, giusto ? ”sembra dirti lo sguardo del tuo amico.
“D’accordo hai ragione, ma anch’io che non m’intendo di meccanica non cerco di montare il volano della mia vecchia bicicletta al posto del carburatore del tagliaerba….e che cazzo !”
Va beh…perché alterarsi, adesso viene il meglio…c’è la cena. Caspita che cena che ci aspetta.
A giudicare dall’andirivieni dei circa cento camerieri,che tra l’altro generano anche una forte corrente d’aria d’abbottonarsi la giacca, deve essere qualcosa di favoloso…
Si entra in sala.Il tabloid dei posti sempre in fondo a destra.Cinque minuti per arrivarci, venti-ventidue minuti per trovare il tuo tavolo,altri cinque minuti per sederti.
Segnaposto in argento con sacchetto d’organza contenente non meno di dieci confetti…..
Oltre questo simpatico omaggio,un po’ piu’ a destra c’è l’unico menù del tavolo.
Incroci lo sguardo con l’unico uomo del tavolo che non conosci,vedi che anche lui ha la stessa idea…ma la cambia, dopo che gli hai inviato i raggi gamma attraverso un’occhiata che Jeeg Robot ti fa una sega.
Prendi il menù, salti il preambolo dei “parchi “antipasti e cominci a leggere:
fettuccine all’aragosta e pachini ; ravioli ricotta e spinaci ;riso alla crema di scampi .
“Ok…ma che si beve?”
“Un attimo siamo solo ai primi…non sarebbe elegante un menù che esponesse il vino vicino alla pietanza.Non è chic…e poi ce ne saranno talmente tanti che servirà una pagina intera”
Secondi piatti :
Rombo in crosta su un letto di patate ;gamberoni e calamari alla griglia .
Sorbetto (alla mela cotogna !!)
Filetto al pepe verde con contorno di asparagi.
“Ecco ci siamo…adesso ci sono i vini!!”
Macchè.
Trionfo di frutta.
“Ecco , ecco adesso….”
Dolce Nuziale.
“….sicuramente è adesso !”
Caffee e distillati con sigari cubani a disposizione.
Ok tutto stupendo, ma che beviamo ? Ma il vino ?
In fondo a tutto la dicitura:
Pinot bianco della casa e dalla cantina lambrusco.
E’ li che ti rendi conto che per tutta la sera non toccherai una goccia di vino e ti chiedi: ma come è possibile ? Fare questa cena faraonica, noleggiare questa villa fantastica e non mettere neanché un vinello degno di questo nome.Ma come è possibile ? Io capisco che sono pochi quelli che bevono il vino, sono ancora di meno quelli che di vino o sono appassionati o ne capiscono.
Ma come è possibile ?Una cena del genere vale la metà senza un vino che l’accompagni….e questo non vale solo per me che andrei a vivere in mezzo ai grappoli di sangiovese,ma anche per tutte le persone normali di questo mondo. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, chiunque è bravo ad ordinare i migliori e più costosi ingredienti del mondo, ma quello che riesce difficile è abbinarci un vino che ne esalti, o ne accompagni, il sapore.E mentre sconsolato appoggio il menù sul tavolo, il camerire, alla mia destra, riempie il bicchiere del vino di una sostanza gialla-Uniposca dall’odore inconfondibile di fogna di Calcutta…

Marco.

sabato 14 aprile 2007

Il Nostro Statuto


Scritto da Stefano(di cui abbiamo una diapositiva) alla vigilia del primo Melmo-Day, è stato sottoscritto ed approvato all'unanimità da tutti i membri del Melmo Club.


Art.1
E' costituita in Frascati ,a casa di Marco e Simona,una associazione Enogastronomica denominata C.E.M.(Circolo Enogastronomico Melmo).
Il Circolo è un centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico a carattere volontario e democratico.In realtà è solo una scusa pe vedesse e magnà e beve sto monno e pure quell'altro.

Art.2
Lo scopo principale del Circolo è di far aumentare di peso i propri soci, attraverso l'assaggio,la degustazione, la mescita e il rimpinzamento di ogni sorta di delizia che l'enogastronomia italica e extraitalica ci propone.
In subordine, il Circolo si propone il sollazzamento totale dei propri iscritti.

Art.3
Il numero dei soci è limitato, per ora, a otto membri (i sottoscriventi).
Al Circolo possono aderire le persone di ambo i sessi, indipendentemente dalla propria appartenenza politica e religiosa, cittadinanza, appartenenza etnica e professionale.

Lo status di socio,una volta acquisito, ha carattere permanente e puo' venir meno solo nei seguanti casi:
- disaccordo indissolubila con gli altri soci ;
- dieta prolungata ;
- sopraggiunto astemismo ;
- traferimanto in Iraq.

Art.4
Il consiglio direttivo, formato dagli attuali membri, valuterà eventuali nuove ammissioni, che dovranno essere incoraggiate tramite foraggiamenti in alimenti o bevande di comprovato gusto.

Art.5
Gli associati hanno diritto a partecipare a tutte le iniziative e manifestazioni promosse dal Circolo ed a riunirsi in assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti il Circolo stesso.
Gli associati maschi hanno altresì diritto al rutto libero in occasione di riunioni a scopo prettamente sportivo (es.le partite della Nazionale).

Art.6
I soci possono accordarsi sul pagamento di una quota associativa bimestrale, di entità da stabilire, che sarà sperperata in un ristorante a scelta dei sociuna volta l'anno.

Art.7
Sono organi sociali:

A) Il presidente ;
B) 20-22 bicchieri ;
C) Il Decanteur ;
D) Quel coso che ci si mette sopra il prosciutto per tagliarlo a mano.

Art.8
Le elezioni per il rinnovo dell cariche sociali avranno luogo ogni anno.Ogni associato dispone di un voto.Il Decanteur di due.Mio fratello,anche se venisse ammesso a socio, non puo' votare.
E non sento Santi.

Art.9
L'assemblea ordinaria viene convocata di regola una volta l'anno, ma in pratica quando ci pare.
Essa:
-approva le linee generali del programma di attività per l'anno sociale;
-decide eventuali uscite di gruppo e i locali da frequentare insieme;
-magna ;
-beve ;
-volendo rotta (come un fijo de na .....)

Art.10
Le votazioni avvengono normalmente per alzata di mano, possono avvenire a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta la maggioranza dei presenti.
Chi perde se la prende nel secchio e si adegua.
Alle votazioni partecipano tutti i soci presenti.Di quelli assenti non ci frega un cazzo.

Art.11
L'associazione si puo' sciogliere solo per le seguenti cause:

- ci odiamo ;
- ci vogliamo bene però ci siamo rotti le palle ;
- il vino viene proibito ;
- Bush vince il Nobel per la Pace ;
- muore Sansone con tutti i filistei ;
- Igor mena a qualcuno più e più volte.

venerdì 13 aprile 2007

Planeta: tra tradizione e sperimentazione


Tratto da Il Sole 24 Ore di giovedi 12 aprile:


CRONACA DI UN SUCCESSO - DUE MILIONI DI BOTTIGLIE

Quella cantina giovane che ha valorizzato la Sicilia

Il merito di un successo planetario non può esser certo attribuito a una legge. E tuttavia, più di dieci anni fa, quella che tutti chiamano "44", insieme a Imprenditorialità giovanile (una società di Sviluppo Italia) ha creato i presupposti perché tre giovani italiani, due fratelli e una cugina, iniziassero a lavorare alla loro personale "cantina". Nel 1996, quando stapparono la loro prima bottiglia da enoteca, non erano neppure trentenni. E oggi che Alessio Planeta ne ha quaranta, di anni, si può già dire abbia contribuito - nella sostanza - alla crescita non solo del suo vino, ma della stessa Sicilia. Basta vedere il pluripremiato sito internet dell'etichetta ( www.planeta.it) per rendersi conto di quanto il percorso delle "terre di vino" attraversi in lungo e in largo la regione.

Una linea di demarcazione, e di senso, che parte da Sambuca - a Ovest della Sicilia - per scendere a Melfi e successivamente appoggiarsi alle coste più a Sud, attraversando Vittoria per giungere infine a Noto, a Est dell'isola. Un processo culturale, oltre che di semplice acquisto di vitigni: «Il vino è un prodotto paradossale. Globalizzato. Che ha bisogno del giusto equilibrio tra modernità e tradizione - spiega Alessio Planeta -. Per questo la nostra crescita è stata anomala».

Come conciliare quindi la voglia di cambiare con una storia da preservare? «I nostri vini raccontano la ricerca intima di coerenza tra due diversi poli di attrazione - riprende Alessio Planeta -. A Oriente abbiamo ricordato la tradizione, con il Santa Cecilia, il Moscato di Noto, il Cerasuolo. A Occidente, invece, abbiamo guardato alla modernità. Con il burbese (un'italianizzazione del bordeaux), il Cometa...». Questo è stato il loro modo di raccontare una Sicilia nuova, che non ha però rotto le radici con il passato.«Se c'è un prodotto che nei secoli rimane simile a se stesso è proprio il vino - dice Alessio -. E anche la nostra storia familiare ha il sapore delle vigne - racconta Alessio Planeta -. Siamo imprenditori agricoli da generazioni. Ma nonostante ciò, ci siamo sempre sentiti diversi dagli altri. Mio nonno, al contrario degli altri aristocratici siciliani, non amava stare in città e seguiva personalmente l'uva e i suoi campi. Noi nipoti abbiamo ereditato la stessa voglia di giocarci personalmente la partita...».E il gusto di una vittoria, adesso, non dev'essere affatto male. Due milioni di bottiglie, che arrivano sino in Giappone. Alessio è il più grande di questa "squadra dei tre nipoti" dove ognuno ha scelto il proprio ruolo. Lui si occupa di aspetti prettamente produttivi, mentre il fratello Santi - trentotto anni - segue la comunicazione. La cugina Francesca, trentacinquenne, cura invece il marketing. E anche lei, che lavoro ha fatto... Di certo non giocava in difesa.«Da tre anni - riprende Alessio Planeta - ci siamo dedicati anche a progetti artistici. L'enologia non è più materia da druidi (sinonimo di nerds, o di personaggi morbosamente appassionati a uno specifico settore, anzi. Con l'allargarsi delle frontiere, abbiamo lavorato sull'immaginario del vino, e su come le nostre terre possano essere viste e descritte da artisti di fama internazionale. Ne invitiamo una decina ogni anno. Facciamo loro visitare le cantine, oltre che i paesi e i nostri luoghi di vendemmia, e chiediamo poi a ciascuno di realizzare un'opera che rappresenti le impressioni e le emozioni che ha loro suscitato l'incontro con la Sicilia e il nostro vino. In tutto, questi giovani talenti stanno con noi una decina di giorni. È un progetto impegnativo, anche dal punto di vista economico, ma ne vale sempre la pena».

mercoledì 11 aprile 2007

Il Vino di Pasquetta..



Appena,appena satollo del giorno precedente, quando avevo, mio malgrado....ah..ahh,partecipato ad uno di quei pasti luculiani che cominciano alle 12.45 e finiscono alle 18.45, il lunedi dell'Angelo mi ripreparavo ad una parca mensa a base di carne alla brace.
Alcuni dei commensali mi erano sconosciuti, con altri invece avevo scambiato fin'allora solo poche parole in rarissime occasioni.Capite da ciò che l'entusiasmo non era dei giorni migliori,ma pensavo fra me e me che in fondo non c'era viatico migliore per "rimettersi in regola" : niente vino e poco mangiare.
Buoni propositi che si sgretolano al sole ,anzi alla luce propria di una bottiglia di vino che uno dei commensali sconosciuti mi mette tra le mani.
Crovello 2001,cantina Poggio Bertaio,gradazione 14,5 ,uve merlot e cabernet s.
Tre bicchieri e otto di valutazione dalla guida 2007 del gambero rosso.
Buono,davvero buono e devo dire che ha legato benissimo con la carne calda,calda che "usciva" dalla graticola.Sicuramente un vino da invecchiamento che aveva ampi margini di miglioramento.Peccato che è intercorso poco tempo,circa 45 minuti,tra lo sturamento e la bevuta.
Da alcune mie ricerche ho scoperto che la stessa casa fa anche un altro vino,il Cimbolo, che dovrebbe essere un po' inferiore di qualità del Crovello.
L'unica pecca di entrambi dovrebbe essere il prezzo: 25 euro per il Cimbolo e addirittura 35 per il Crovello.Un po' cari senza ombra di dubbio.
Alla prossima....

Marco.

INDICAZIONI SUL MELMO BLOG



Cari associati, dopo i frizzi e lazzi iniziali è giunto il momento di dare qualche indicazione su come gestire questo nostro blog.

Evitiamo di aprire un post per ogni risposta, ma rispondiamo negli appositi commenti: apriamo dei post solo per inserire nuovi argomenti e nuove proposte (tipo quella del prossimo melmo).
Sarebbe carino sfruttare il blog anche per altre tematiche sia enogastronomiche che di altro genere, purchè di interesse per tutti. Ad esempio giudizi su vini e sopratutto ristoranti, visto che la spanzata è una cosa che accomuna tutti e può esserci utile per indirizzi e indicazioni.
Il blog è un piacere: quindi non sentiamoci obbligati a scrivere e rispondere per forza. Se l'esperimento piace andrà avanti, se no pazienza.

Ad Maiora

Stefano

Habemus Blog




Saluti a tutti e grazie x gli auguri che mi avete fatto. Provo anche io a lasciare la prima traccia sul nuovo bolg degli mbriaconi. Complimenti x la creatura che è stata partorita e propongo un melmo x battezzare il blog. So che questo sabato non si può xchè soprattutto Roberta e Marco sono presi dai preparativi del grande evento.


Visto il grande afflusso che ci sarà da far concorrenza al blog di Beppe Grillo, propongo per renderlo ancora + visibile di installare dei banners publicitari della fabrichetta.


Saluti Igor

martedì 10 aprile 2007

Bravi!!!

E bravi vecchi avvinazzati...mi piace proprio questa cosa!
Se riusciamo a personalizzarlo un pochino (qualche foto ???!!!) nella parte grafica forse sarà ancora più Melmo.
Tanti auguri anche da parte mia Igor!!
Simo

Buon Compleanno Igor

...Visto che adesso abbiamo uno spazio tutto nostro,tanti auguri al Melmo piu' alto del gruppo che in tutta confidenza mi ha detto che stasera brinderà col tamarindo !
Auguri Igor !!!!!

Marco.
Siamo fortissimi: riusciamo a reggere (chi più, chi meno) 8 assaggi di bottiglie a testa. E, soprattutto, siamo capaci di non demordere continuando ad organizzare volta dopo volta.
Devo dire che sono molto orgogliosa di far parte del Melmo, cosa invidiata da tante persone!
Un bacio a tutti... cià!

Il nostro Melmo

Melmo per noi significa divertimento avvinazzato e spanzato tra amici. Ma con vino buono e pasti degni: niente Tavernello e 4 salti in padella per capirsi.

Tutto ebbe inizio una sera rigida, buia e tempestosa (se no che racconto sarebbe?) mentre si discuteva su come esaudire il desiderio di partecipare a una degustazione di vini che non incidesse sul poco tempo a disposizione che ci lascia la vita quotidiana e sul tutt’altro che pasciuto portafoglio. E, magari, che concedesse anche qualcosa per ristorare lo stomaco, oltre ai sensi e alla vista, inebriati dal nettare magico. Un modo ci doveva pur essere.

C’era la voglia d’inventare qualcosa per rivedere spesso gli amici più stretti e c’era anche la voglia di scoprire sapori e vini diversi dai soliti e, perché no?, di mettersi in competizione per trovarne sempre di più buoni.

La scintilla era scoccata, come un lampo nel buio, come una lampadina che si accende nell’oscurità, e di li a poco otto persone cominciarono a programmare il primo Mitico,Memorabile,Indimenticabile Melmo-Day che,tanto per non smentirsi, riservò subito grandi sorprese.

Questo è il Melmo in poche parole. Per descriverlo meglio bisognerebbe parteciparvi e non raccontarlo. Ma magari qualcuno può aiutarci a ricordarlo meglio.

Ad Maiora.

(Scritto da Marco e riveduto da Stefano)